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Pensionati, la mobilitazione unitaria continua

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Giovedì 16 presidio in Prefettura

LA SPEZIA – La mobilitazione unitaria di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL continua. Per giovedì 16 luglio, i sindacati dei pensionati hanno organizzato un presidio sotto la Prefettura spezzina a partire dalle 10. E’ stato chiesto un incontro al Prefetto. Questa la nota diramata dalle segreterie di SPI CGIL, FNP CISL e UILP UIL.

“La sentenza della Corte Costituzionale del 30 aprile scorso sul blocco delle pensioni negli anni 2012-2013, ha creato numerose aspettative per milioni di pensionati.

Il governo, per rispondere alla decisione della consulta ha emanato un decreto i cui contenuti sono del tutto insoddisfacenti e parziali. l’INPS ha deciso di corrispondere ai pensionati – nel mese di agosto – le cifre (modeste) contenute nel decreto ancor prima che lo stesso sia convertito in legge.
I tempi per la conversione in legge, come sappiamo, sono 60 gg; in questo periodo le organizzazioni sindacali stanno intervenendo sul parlamento perché il decreto sia modificato, reso più equo e coerente alla sentenza della Consulta.

Tuttavia, le tante iniziative, che SPI FNP UILP hanno messo in campo, hanno prodotto un primo importante risultato: la riapertura del tavolo di confronto Governo/sindacati sulle pensioni, il 16 luglio prossimo.

Al ministro Poletti ricordiamo (cosi come facciamo, con i vari “commentatori politici”): è falso sostenere che i pensionati tolgono risorse ai giovani, perché il blocco 2012 2013 e gli altri tagli sulle pensioni prodotti dalla legge Fornero sono andati a coprire il “buco del debito pubblico del paese “ e neanche un euro è servito a migliorare le pensioni future dei giovani; che i 16 milioni di pensionati italiani non sono dei “privilegiati” e hanno diritto a una vita dignitosa; vita dignitosa che in questi ultimi anni è messa costantemente in discussione. Al Ministro Poletti chiederemo, in particolare l’adozione di un nuovo e più efficace meccanismo dell’adeguamento annuale delle pensioni al costo della vita, per evitare che il danno subito in questi ultimi anni diventi permanente. La riduzione della tassazione sulle pensioni (come accade nella totalità dei paesi dell’Unione Europea), a cominciare dalla parificazione della no tax area fra pensionati e lavoratori attivi.”

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