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150 milioni di euro per l’export delle aziende Agroalimentari del Padiglione CibusèItalia

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Cariparma Crédit Agricole e SACE. L’Iniziativa congiunta con Fiere di Parma per l’internazionalizzazione del settore. Presentati da Nomisma i dati sullo stato dell’agroalimentare: tante opportunità ma serve fare sistema, la crisi ha colpito soprattutto le microimprese. 

MILANO – Si è tenuto ieri mercoledì 15 luglio, presso la terrazza del padiglione CibusèItalia ad EXPO, l’incontro promosso dal Gruppo Cariparma Crédit Agricole, di cui Carispezia fa parte e Fiere di Parma dal titolo “Le strade verso i nuovi mercati. Sinergie tra Fiere, banche e imprese”. L’evento, al quale hanno preso parte i rappresentanti dei due soggetti promotori e importanti esponenti del mondo imprenditoriale, è stata l’occasione per presentare un’iniziativa congiunta con SACE a sostegno delle aziende del settore agroalimentare e un’anticipazione dell’Osservatorio sulle Filiere Agroalimentari effettuato da Nomisma.
 
Il Gruppo Cariparma Crédit Agricole, operativo in Liguria e nel Nord della Toscana attraverso Carispezia,  sarà al fianco di SACE con una nuova iniziativa destinata a rafforzare la capacità di crescita sui mercati esteri delle imprese del padiglione CibusèItalia: oltre 260 eccellenze provenienti dalle diverse regioni italiane che rappresentano ben 13 filiere dell’ agroalimentare Made in Italy. L’accordo metterà a loro disposizione, con modalità semplici e snelle, prodotti utili a sostenere la competitività su nuovi mercati, oltre a migliorare la gestione del capitale circolante. Grazie a questa offerta, le imprese potranno usufruire di un accesso facilitato al credito con tempi di delibera ridotti.
 
Per sostenere una maggior proiezione internazionale del comparto agroalimentare italiano, per il quale stima un potenziale di crescita dell’export di ulteriori 7 miliardi entro il 2018, SACE offre un’ampia gamma di strumenti per rendere più agevole l’accesso al credito, per la protezione degli investimenti e la copertura dei rischi connessi all’operatività sui nuovi mercati e al contempo rafforzare la concorrenzialità della propria offerta rispetto ai competitor. 
 
A tutto ciò si va ad aggiungere il recente stanziamento di 150 milioni di euro di finanziamenti destinati allo sviluppo di export e internazionalizzazione. Un accordo che, in linea con i temi di EXPO 2015, prevede anche il potenziamento dell’azione congiunta a sostegno delle imprese della filiera agroalimentare grazie all’iniziativa “Fidi di campagna”, le linee di credito dedicate alle esigenze economico-finanziarie specifiche delle imprese del settore conserviero.
 
L’attenzione speciale di Carispezia verso il settore agroalimentare è testimoniata dalle erogazioni per circa 6 milioni di euro tra finanziamenti e operazioni di leasing , registrando un incremento del +4% rispetto all’anno precedente . Molto positivo (+ 3% ca.) anche l’incremento annuale dei volumi di impiego complessivi dalla banca verso il settore.

Presentata inoltre un’anticipazione sull’Osservatorio Agroalimentare effettuato da Nomisma, a cura del Reponsabile Area Agroalimentare Denis Pantini. L’indagine ha messo in luce dati molto incoraggianti per l’export italiano, con un +42% rispetto al 2007, con un valore aggiunto cresciuto del 5%.
La crisi ha colpito soprattutto le microimprese del settore, che nel periodo 2005-2012 sono diminuite sia per numero, sia per fatturato, sia per valore aggiunto. Quest’ultimo aumenta con il crescere delle dimensioni, così come la propensione all’export.
 
Da più parti nel corso del dibattito, animato dal Direttore Generale V. di Cariparma Crédit Agricole Hughes Brasseur, dal vicepresidente e dall’amministratore delegato di Fiere di Parma Annalisa Sassi e Antonio Cellie, dagli imprenditori Giuseppe Ambrosi e Cesare Ponti e dai manager di Cariparma Crédit Agricole Gianluca Borrelli e Alessio Foletti, è emersa la necessità di “fare sistema” e che la strada verso una maggiore internazionalizzazione passerà attraverso una rapporto sempre più sinergico tra imprese, banche finanziatrici e reti distributive.

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