laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Fatture per operazioni inesistenti per oltre 50 milioni di euro

Più informazioni su

IMPERIA – Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Imperia, all'esito di una complessa verifica fiscale condotta nei confronti di una società imperiese attiva nel commercio di prodotti tecnologicilinformatici, ha constatato fatture per operazioni inesistenti in acquisto ed in vendita per un imponibile di oltre 50 milioni di euro, con imposta evasa ai fini iva di oltre 1O milioni di euro.
 
La verifica fiscale nei confronti della società ispezionata, ha originato complesse indagini di rilevanza penale dirette dalla locale Procura della Repubblica.
 
L'attività d'indagine ha consentito di denunciare 23 soggetti alla locale A.G. per la consumazione dei reati di emissione e/o utilizzo di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, indebita compensazione ed infedele dichiarazione ed individuare 38 società coinvolte nel sistema fraudolento.
 
La frode carosello riscontrata era caratterizzata dalla presenza di società cosiddette "cartiere" le quali, oltre ad essere delle mere finzioni giuridiche in quanto esistono solo "sulla carta" senza, quindi, nessuna operatività, emettevano fatture false e false lettere d'intento nei confronti di altri operatori economici, con lo scopo di far perdere le tracce del denaro e dei beni falsamente venduti.
 
La ricostruzione del circuito cartolare (fatture) ha evidenziato numerose transazioni prive di ragioni economiche: la merce venduta dalla società cartiera, infatti, dopo numerose operazioni ritornava, anche in pochi giorni, alla stessa, favorendo così la società imperiese che, cliente diretta della cartiera o indiretta attraverso lo schermo di una altra società compiacente anche con sede all'estero (detta filtro), beneficiava di un consistente vantaggio fiscale e di prezzi di acquisto vantaggiosi.
 
E' stato accertato come gli attori della frode, al fine di avvalorare l'effettività delle operazioni, oltre ad effettuare i pagamenti a mezzo home banking, si avvalevano di piattaforme logistiche, senza che, però, la merce si fosse mai mossa dai luoghi di deposito.
 
L'attività ha interessato numerosi stati europei quali Austria, Inghilterra, Portogallo, Estonia, Olanda, Germania e la Svizzera.
 
L'attività investigativa ha consentito di eliminare dal mercato operatori economici che avvalendosi del sistema criminoso individuato, producevano effetti distorsivi del mercato, potendo, infatti, vendere beni a prezzi vantaggiosi, a scapito, invece, dei commercianti onesti.

Più informazioni su