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Vado Ligure e Tirreno Power

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Legambiente Liguria: "Dopo la pubblicazioni delle intercettazioni scenari inquietanti: ora più che mai chiediamo chiarezza"

GENOVA – "Uno scenario inquietante quello che emerge sulla questione Tirreno Power dalle intercettazioni pubblicate da diversi quotidiani. Se confermate, queste disegnerebbero un'attenzione istituzionale inaccettabile nei confronti dell'azienda contro la tutela della salute pubblica per un impianto al centro di un'inchiesta giudiziaria" – ha dichiarato il presidente nazionale di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza sulle indiscrezioni relative alla Tirreno Power.
"Chiediamo la massima chiarezza e trasparenza – ha aggiunto Santo Grammatico, presidente regionale di Legambiente Liguria – perché, se confermati, gli scenari che stanno emergendo darebbero ulteriore sostanza alle denunce e alle lotte che la nostra associazione, insieme alla rete Fermiamo il carbone, i comitati locali e i singoli cittadini, hanno portato avanti in tutti questi anni in favore della giustizia e della trasparenza".

La chiusura della centrale di Vado, dal marzo 2014 a oggi, ha dimostrato come quell’impianto non sia necessario al sistema elettrico italiano, che non ha risentito affatto della mancata produzione. Del resto i dati sono chiari: in Italia ci sono oltre 125.000 MW di potenza installata con una disponibilità reale (al netto delle manutenzioni e dei fattori di indisponibilità) di oltre 78.700 MW, a fronte di una domanda di punta che è rimasta pressoché invariata e che non ha mai superato i 56.822 MW (massimo picco storico). Nel frattempo (secondo Terna, dati 2014) “ad agosto le rinnovabili hanno generato il 48,9% dell’elettricità nazionale e coperto il 45,4% della richiesta elettrica”.

"Crediamo che questa – ha concluso Grammatico – "possa essere un'ottima occasione per fare definitivamente chiarezza sull'affaire Tirreno Power, sugli impatti che il carbone ha avuto sulla salute e sull'ambiente e sulla necessità di trovare una strategia di uscita dal carbone veloce ed efficace, capace di tenere insieme livelli occupazionali, rilancio del territorio in veste green e investimento in energie rinnovabili. Una sfida su cui sarà chiamata a misurarsi la nuova giunta regionale, dimostrando se vuole definitivamente cambiare linea rispetto all'Amministrazione che l'ha preceduta, dirigendosi verso una reale sostenibilità economica e ecologica della produzione energetica in Liguria".

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