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“Brin in festa” | Il programma della settimana

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LA SPEZIA – Continua la ricca programmazione della rassegna “Brin in festa”, gli eventi che per tutta l’estate stanno riempiendo e allietando le serate in Piazza Brin, organizzato dal Comune della Spezia. Dopo il successo di pubblico che hanno fatto registrare i concerti e gli eventi in programma la settimana scorsa, la nuova settimana di “Brin in festa” prevede ancora una lunga cavalcata tra musica, cinema e letteratura.

Martedì 21 luglio alle 21.30 al Giardino della Ludoteca Civica della Spezia è in programma una nuova proiezione dal titolo “L’illusionista” per la regia di Sylvain Chomet (durata 80 min. – Gran Bretagna, Francia 2010). Un illusionista seconda nella seconda metà degli Anni Cinquanta vede progressivamente sfuggire il proprio pubblico. Il palco spetta ora alle star del rock'n'roll e non più a lui che è costretto ad esibirsi a feste, in teatri di terz'ordine o, peggio, in bar e caffè. Un giorno, però, costretto a esibirsi in un pub sulla costa occidentale della Scozia, incontra Alice, una ragazzina innocente che gli cambia la vita. Alice è un'entusiasta che crede che i suoi trucchi siano realtà e che decide di seguirlo ad Edimburgo. L'illusionista non ha il coraggio di toglierle le illusioni. Ma un giorno Alice crescerà. Al Centre National de la Cinématographie di Parigi giaceva da mezzo secolo una sceneggiatura – mai divenuta film – classificata come "Film Tati n° 4". La figlia di Jacques Tati, Sophie Tatischeff, ha preso a considerarla come una lettera d'amore inviatale da suo padre. Non voleva che restasse in un archivio ma non desiderava neppure (ovviamente) che finisse nella mani sbagliate. Ha ora trovato a chi affidarla con un esito soddisfacente. Solo Sylvain Chomet, regista di Appuntamento a Belleville, poteva pensare di affrontare l'impresa di far rivivere Tati senza Tati. Lo fa con grande rispetto e, al contempo, con il piacere della rivisitazione. Perchè in un'epoca in cui solo il 3D sembra poter avere un pubblico, proporre un'animazione in 2D senza essere la Disney de La Principessa e il Ranocchio può costituire un rischio. Che però vale la pena di affrontare se si vuole andare a ricreare il cuore di una poesia che seppe (e sa ancora) farsi cinema. (fonte mymovie.it)

Mercoledì 22 luglio alle 21.30 è in programma un nuovo appuntamento della rassegna “Cinema in piazza” che vedrà proiettato il lungometraggio “St. Vincent” per la regia di Theodore Melfi (durata 102 min. – USA 2014). Vincent è un misantropo col vizio della bottiglia, delle scommesse ai cavalli e delle cattive maniere. Ruvido e scostante, Vincent non piace alla gente e a Vincent non piace la gente. Fanno eccezione Daka, una prostituta russa incinta con cui intrattiene una relazione economico-affettiva e Oliver, un ragazzino di pochi anni che si è appena trasferito con la madre nella casa adiacente alla sua. Maggie, separata e in affanno col lavoro, chiede a Vincent di occuparsi di Oliver in sua assenza. Prima riluttante e poi convinto dal compenso, Vincent accetta di dedicarsi al ragazzo, a cui rivelerà suo malgrado il suo cuore grande. Perché Vincent da molti anni ormai si prende cura della moglie, colpita da demenza senile, e di Daka, a cui paga gli esami per la gravidanza. Chiamato dal suo insegnante a raccontare la storia di una persona conosciuta e in odore di santità, Oliver sceglierà proprio Vincent, contribuendo col suo amore ad addomesticarne il cattivo umore. St. Vincent è una commedia convenzionale, di quelle che escono sotto Natale e che si inseriscono in un filone molto sfruttato senza rivoluzionarne gli schemi. Costruito intorno all'amicizia tra un adulto e un bambino, naturalmente capace di regalare tenerezze a un uomo chiuso in se stesso e dalla lingua tagliente, nondimeno St. Vincent riserva qualche sorpresa e quasi tutte a carico di Bill Murray, ragion d'essere e garanzia emotiva del film. Cool e immoto, Murray lavora sul filo dell'understatement e produce un personaggio sigillato nella sua bolla di narcisismo e invitato a riconsiderare la propria esistenza da un ragazzino amabile, che ha il volto e il talento fresco di Jaeden Lieberher. Il suo nuovo se stesso, non necessariamente più autentico, ma certo più funzionale richiama poi uno dei personaggi più celebri di Murray (Ricomincio da capo), riproponendone il carattere asociale e lo spirito acre. Diversamente da Phil Connors, metereologo cinico e sarcastico vittima di un rompicapo temporale, Vincent ha un passato e una vita affettiva al riparo dal mondo, che gli vale l'ideale canonizzazione del titolo. Perché Vincent, a suo modo, è un santo e dei santi ha la sollecitudine e l'abnegazione. Almeno per Oliver che lo propone a imitazione dei fedeli e alla gloria eterna, se non di al di là, certamente al di qua del cielo. Il trionfo di buoni sentimenti, che offrono leziose pause di riflessioni, gli elementi sdolcinati e la dimensione tutta fiabesca imposta da Theodore Melfi, cedono gradualmente sotto i colpi degli attori. Appoggiata al loro mestiere, il disarmante e comico spessore di Bill Murry e Melissa McCarthy, la commedia di Melfi si ricompone nel volto di gomma di Murray e in quello morbido della McCarthy. Outsider di misura, Melissa McCarthy interpreta una madre affettuosa, mettendo da parte il gusto scatologico dei suoi personaggi più celebri e rivelando un interessante registro drammatico. Registro che accusa un rigurgito di (irresistibile) comicità bastarda in un'unica occasione, il colloquio con i professori-sacerdoti del figlio, trasformando ancora una volta il suo eccesso in espressione artistica. I confronti, diretti e indiretti, tra gli attori sono allora il valore aggiunto a una commedia natalizia, che alla fine non mancherà di commuovere per le sue fragilità e per la virile insicurezza del suo protagonista, St. Vincent di Van Nuys. Un santo da imitare e un attore inimitabile. (fontemymovie.it )

Giovedì 23, venerdì 24 e sabato 25 luglio inserito nella rassegna di "Brin in festa" è in programma l'evento dal titolo "Guida incompleta e sentimentale della Spezia tra musica e parole”, che vedrà esibirsi in Piazza Brin l'attore spezzino Roberto Alinghieri accompagnato dai giovani musicisti dei No nome for a night. Per tre serate, l'attenzione sarà dedicata alla lettura e alla narrazione della Spezia e dei suoi dintorni, fatta dalle più grandi firme della letteratura passata e contemporanea, spezzina, italiana e straniera. Si partirà giovedì 23 luglio alle 21.30 con la “Guida incompleta- musicale di Spezia e dintorni attraverso le parole di grandi artisti ITALIANI”, per proseguire venerdì 24 con "Guida incompleta-musicale di Spezia e dintorni attraverso le parole di grandi artisti STRANIERI”.  

La tre giorni di letture e musica sulla Spezia e il suo Golfo si concluderà sabato 25 luglio alle 21.30 con la “Guida incompleta-musicale di Spezia e dintorni attraverso le parole di grandi artisti SPEZZINI”. Un appuntamento impossibile d perdere per tutti coloro che vorranno scoprire o ricordare i racconti più famosi, gli aforismi e gli aneddoti composti dalle più importanti firme della letteratura.

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