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Paita e Michelucci. Interrogazione sui danni ai Mitilicoltori Spezzini

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GENOVA – A fronte della serie di problemi che hanno danneggiato i mitilicoltori spezzini, il Presidente Toti e l'assessore Giampedrone hanno proposto l'apertura di un tavolo. Come noto, in Italia i tavoli di confronto non si negano a nessuno. Resta sempre da capire se siano un modo per affrontare i problemi o per eluderli. Ad oggi non abbiamo sentito una parola circa nuovi campionamenti e analisi della qualità dell'acqua nei vivai di mitili. Tenuto conto che i danni per i mitilicoltori e per l'intera città, che fa dell'enogastronomia uno dei capisaldi della propria offerta turistica, sono stati enormi pensiamo che sia necessario un supplemento di indagine attraverso cui tentare di dare una risposta circa le vere cause della moria di mitili nei vivai. I cittadini spezzini meritano una risposta. A questo proposito oggi in Consiglio abbiamo presentato un'interrogazione per sapere quali  azioni il Presidente e la Giunta intendano assumere per assicurare una attività di controllo delle acque per rilevare i dati di eventuali fattori inquinanti, ma anche per stabilire con certezza cause e conseguenti rimedi. Vogliamo la verità.

Raffaella Paita, Juri Michelucci

TESTO INTERROGAZIONE

Impianti Mitilicoltura del golfo di Spezia

I sottoscritti Consiglieri regionali,

Premesso che la produzione di mitili nel golfo della Spezia rappresenta un’attività economicamente rilevante, che deve essere sostenuta per mantenere il carattere di eccellenza che la contraddistingue;

Considerato che nei giorni scorsi sono stati ripetuti dall’Arpal campionamenti e analisi nell’area al di fuori della diga foranea della Spezia, a ponente nel golfo, per misurare la qualità dell’acqua nei vivai di mitili;

Ritenuto che tali analisi hanno dato esito negativo, attestando l’assenza di qualsiasi fenomeno inquinante da “escherichia coli”, a differenza di quanto era emerso da campionamenti effettuati dalla stessa Arpal appena quattro giorni prima, che avevano comportato l’immediata sospensione della raccolta di mitili;

Considerato che la riapertura dell’attività di commercializzazione dei mitili provenienti da quell’area non può comunque recuperare il danno economico per i mitilicoltori, nonché il messaggio negativo che ha colpito uno dei prodotti “immagine” della Spezia e del suo golfo;

Rilevato che a seguito di analisi così discordanti la stessa cooperativa mitilicoltori del golfo ha incaricato autonomamente dei tecnici per verificare la qualità delle acque dei vivai;

Considerato che questa vicenda è avvenuta soltanto a breve distanza di tempo dal manifestarsi, all’interno della diga foranea, di una moria temporanea di mitili, per presenza di fango;

Tenuto conto che in quell’occasione si è aperta una discussione in merito alle cause che avevano determinano il fenomeno negativo, senza tuttavia giungere ad una conclusione univoca e fondata su elementi oggettivi;

Ritenuto che una produzione di mitili dell’area spezzina, per la sua riconosciuta qualità  nonché per garantire la sicurezza per i consumatori, deve essere soggetta a controlli che abbiano il più alto grado di oggettività e scientificità;

INTERROGANO IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE
Per sapere quali azioni intendano assumere per assicurare una attività di controllo della qualità delle acque, nelle quali si esercita la miticoltura, in grado di rilevare con la massima oggettività i dati di eventuali fattori inquinanti, ma anche di stabilire con certezza cause e conseguenti rimedi.
 
Raffaella Paita Juri Michelucci

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