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La flessibilità del sistema di Protezione Civile: nuove procedure e competenze

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LA SPEZIA – La Sala Consiliare della Provincia della Spezia ha ospitato questa mattina, giovedì 23 luglio, il convegno "La flessibilità del sistema di Protezione Civile: nuove procedure e competenze".
Si tratta del momento conclusivo di "SY.NE.R.GI.E. – Sistema di Gestione Previsionale e Operativa per la Riduzione del Rischio Idraulico", il Progetto di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia, finanziato con Fondi FESR, iniziato nel 2011 per potenziare la capacità di reazione del sistema di Protezione Civile a far fronte agli eventi alluvionali e franosi oggi sempre più frequenti.

Sono intervenuti il Sindaco di Vezzano Ligure, Fiorenzo Abruzzo, che ha portato i saluti del Presidente della Provincia della Spezia, Massimo Federici, introdotto gli obiettivi del progetto e sottolineato l'importanza del coinvolgimento dei sindaci. "I primi cittadini, dice Abruzzo, devono essere messi nelle condizioni di capire e aiutare il sistema della Protezione Civile a reagire in situazioni di emergenza".

A seguire l'intervento di Maurizio Bocchia. Il responsabile della Protezione Civile della Spezia ha spiegato nel dettaglio le fasi del progetto e le azioni che sono state messe a punto per prevedere e prevenire, prima, intervenire, poi, in situazioni di calamità naturali, andando, fra le altre cose, a colmare i buchi strutturali con l'acquisto di tecnologie innovative. "Bisogna intervenire prima dell'emergenza – dice Bocchia -; per questo motivo abbiamo elaborato un prontuario che sarà consegnato in formato digitale alle amministrazioni affinché facciano informazione sui rispettivi territori".

È stato poi il momento di un idrologo dell'ARPAL che ha spiegato la strategia elaborata per combattere l'esposizione al rischio idraulico e idrogeologico della Regione Liguria. Prevedere e prevenire sono i due momenti fondamentali della strategia da attuare per rispondere a eventi alluvionali sempre più frequenti, di breve durata ma grande intensità.
La parola è passata successivamente a Francesco Grossi della Provincia di Lucca, ente capofila del Progetto Synergie, che ha posto l'accento sulla flessibilità che la Protezione Civile deve avere in un momento di passaggio e cambiamento. Il cittadino oggi più che mai deve diventare parte attiva nel sistema di protezione civile, essere messo nelle condizioni di saper mettere in atto comportamenti di autoprotezione in zone a rischio idraulico e idrogeologico.

A chiudere Paolo Petri, membro del CDA del Consorzio Universitario per la Geofisica, partner del progetto, che ha presentato le tecnologie innovative e avanzate usate per reagire in tempi rapidi alle situazioni di emergenza. Si tratta, in particolare, di sistemi GPS a basso costo che devono aiutare nello studio delle frane, da un lato, e di un drone che servirà, in un primo momento, a far fronte ai problemi idrogeologici delle zone marittime di San Terenzo e Punta Corvo, dall'altro.

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