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Presentato il numero uno del 2015 della rivista Aedificando

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LA SPEZIA – Questa mattina, presso la sede di ANCE, Pier Francesco Agnese, Presidente di ANCE LA SPEZIA – Associazione Nazionale Costruttori Edili La Spezia – ha presentato il numero uno dell’anno 2015 della rivista Aedificando.
 
Il numero di luglio 2015 ospita interventi qualificati e qualificanti di rappresentanti delle istituzioni e personalità del  settore quali:

Pier Francesco Agnese 
Presidente di ANCE LA SPEZIA;

Alessandro Pollio
Assessore Sviluppo ed Innovazione economica Comune della Spezia

Leonardo Paoletti
Sindaco Comune di Lerici

Ilario Agata
Sindaco Comune di Levanto

Paolo Faconti
Direttore ANCE LA SPEZIA

Il presidente ricorda che quando nacque Aedificando nel 2005, ANCE LA SPEZIA si era posta l’obiettivo di dare vita ad una rivista di settore che valorizzasse la categoria  a cui è indirizzata ma che, nel contempo, diventasse anche un luogo, “un agorà” per l’approfondimento di tematiche e problematiche; una rivista dunque rivolta verso il futuro, ma senza mai dimenticare il passato.
 
Nel termine edificatore, in ambito provinciale, si possono ricondurre circa 13.000 famiglie fra  operai, imprenditori, artigiani e liberi professionisti.
 
Illustrando il numero di luglio 2015, Agnese ha sottolineato che Ance  ha voluto  fare il punto della situazione ad oggi del quadro e delle prospettive in cui vivono le aziende che da anni ormai combattono contro una crisi che ha minato severamente la loro attività e ridotto drasticamente le occasioni di impiego e lavoro.

Proprio per tali ragioni Ance ha chiesto ai sindaci neoeletti di Lerici e Levanto di comparire con un proprio articolo sulla rivista per parlare della programmazione urbanistica che investirà i loro Comuni nei prossimi anni, quali saranno le occasioni di lavoro e le innovazioni che li investiranno.
 
Per Lerici, a parere del sindaco Paoletti, è necessario, a fronte di un grave calo demografico dovuto ad una programmazione che ha da anni incentivato una politica delle seconde case, tornare allo sviluppo di strutture ricettive e di abitazioni per residenti e giovani. Non di meno va realizzato un piano della costa che ne preveda la difesa e la messa in sicurezza, oltre a rendere nuovamente fruibili liberamente tante piccole spiagge oggi quasi scomparse.
 
Per Levanto e per il suo sindaco Agata, fondamentale è la conservazione del territorio, che preservi la conformazione tipica della costa levantese. Per questo motivo piuttosto che aggiungere cemento all’esistente è necessario riqualificare l’esistente riportando i borghi ad elementi di eccellenza, elaborando una offerta ricettiva adeguata per i turisti.
Il nuovo piano urbanistico comunale, basandosi su tali concetti, vuole comunque offrire la possibilità di sbloccare interventi edilizi per offrire risposte ai giovani in attesa di prima abitazione limitando tuttavia gli insediamenti in collina, e prediligendo il centro e il fondovalle, come previsto dalla Variante al PUC tesa a salvaguardare le colline.
Tema fondamentale rimane comunque il dissesto idrogeologico, per il quale è necessario un impegno ancora maggiore per proteggere un territorio così fragile e prezioso, attraverso l’incentivazione della agricoltura e la redazione di un piano di protezione civile che tenga sotto controllo tutte le criticità e mantenga efficienti le strutture deputate alla regimentazione delle acque.
 
L’intervento dell’assessore Pollio concentra invece l’attenzione sulla città capoluogo, la quale è oggetto di una nuova programmazione partecipata Smart City che parte dalla revisione del piano urbanistico comunale coinvolgendo il mondo istituzionale, imprenditoriale, della ricerca e della finanza condiviso con i cittadini, affinché il territorio possa andare incontro ad uno sviluppo intelligente e ad un incremento della qualità della vita attraverso l’aumento della qualità dell’ambiente urbano e  la mobilità sostenibile, sino alla inclusione sociale.
 
Nel proprio editoriale il Presidente di ANCE LA SPEZIA, sottolinea come  nella nostra provincia vi sia una classe imprenditoriale che ha ancora la voglia di porsi in gioco e la voglia di pensare al futuro in termini positivi, nonostante la durissima crisi che ha portato in alcuni casi ad un ridimensionamento, in altri purtroppo ad una chiusura d’aziende anche importanti.
Da questi imprenditori che ancora hanno voglia di investire e scommettere sulle proprie attività, proviene una richiesta di cambiamento della classe politica e delle amministrazioni locali, perché solamente con una visione nuova e in sintonia con in cambiamenti sociali in atto, la nostra provincia potrà uscire dallo stallo in cui versa, nella consapevolezza che il passato non si ripete. Da quegli stessi imprenditori proviene anche la richiesta di avere quale interlocutore un “ apparato”   disposto ad ascoltare e, soprattutto, che abbia la capacità di raccogliere e far proprie le iniziative che  abbiano la loro fattibilità economica  non sono nelle parole  ma nei fatti.

Chiude la rivista un articolo del direttore di ANCE LA SPEZIA Paolo Faconti, che sottolinea l’impegno di ANCE LA SPEZIA per instaurare un maggior dialogo con le amministrazioni e creare le condizioni affinché sia possibile attingere a fondi europei e creare maggiori opportunità di lavoro.
Importante è stata l’iniziativa di ANCE nazionale che attraverso le proprie territoriali ha effettuato un indagine su tutto il territorio italiano per conoscere quali e quante opere fossero cantierabili.
Tale indagine, a detta del Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi, sarà la base per l’affidamento di finanziamenti del Governo per dare un importante contributo al rilancio dell’edilizia.
Nella provincia della Spezia sono stati segnalati 50 possibili interventi per un importo di circa 40 milioni di euro i quali riguardano in buona parte lavori di intervento sul dissesto idrogeologico e sui plessi scolastici, temi caldi del nostro territorio.
La percentuale maggiore delle opere da attivare alla Spezia e provincia riguarderebbe, infatti, sul totale dei cantieri potenziali, la messa in sicurezza delle scuole (46%), seguita da interventi per contrastare il rischio idrogeologico (32%), dal miglioramento della qualità della vita nelle città (20%), e dalla manutenzione delle strade (2%).
La messa in sicurezza delle scuole si aggira intorno ai 7,5 milioni di euro, mentre gli interventi sul dissesto idrogeologico ammonterebbero a un totale di circa 30 milioni di euro.
 

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