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SpeziaViaDalCarbone: «L’ozono è un gas altamente tossico e velenoso anche a basse concentrazioni»

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LA SPEZIA – «Secondo la direttrice dell’Arpal dott.ssa Colonna è il troppo verde la causa delle elevate concentrazioni di ozono in città. Ozono che però non fa male, a parte qualche fastidio temporaneo per chi è già un po’ debole. Questa la sintesi delle sue recenti dichiarazioni, con citazioni all’Organizzazione Mondale della Sanità (OMS) e alle evidenze scientifiche a supporto, a commento degli sforamenti di ozono in provincia nelle ultime settimane.
 
La dottoressa dimentica di dire che i precursori dell’ozono sono gli inquinanti, in particolare gli ossidi di azoto che si combinano con l’ossigeno. L’OMS, le evidenze e i dati di cui dispone il Comitato SpeziaViaDalCarbone dicono ben altro e chiamano in causa la mancata sorveglianza ambientale e sanitaria di ASL, ARPAL e dei sindaci, e il colpevole silenzio di tutta la classe medica, ospedaliera e non, Ordine dei Medici in primis. Nessuna informazione di autoprotezione è data ai cittadini e nessuna misura di riduzione dell’inquinamento è all’orizzonte.
 
Cosa dice Colonna. Secondo Colonna, la ragione scientifica per gli elevati livelli di ozono registrati in città e in Provincia va ricercata “nella natura verde” delle aree in cui sono collocate le centraline. Gli sforamenti registrati alla fine di giugno e nel mese di luglio con valori orari registrati fino a 160 μg/m3 secondo la dott.ssa Colonna non devono preoccupare perché la salute è tutelata se non si superano i 120 μg/m3 di media nelle 8 ore, che non devono verificarsi più di 25 volte l’anno su una media di tre anni. Così dice la legge, ma non l’OMS.
 
Sul sito dell’Arpal si legge che l’ozono è un “gas tossico di colore bluastro… e per gli esseri viventi un gas altamente velenoso” (http://www.arpal.gov.it/homepage/aria/monitoraggio-qualit%C3%A0-dell-aria/inquinanti/ozono.html) e che “i precursori dell’ozono troposferico sono gli NOx e i Composti organici volatili, emessi da traffico veicolare, processi di combustione, evaporazione dei carburanti, solventi”, che operano a una dimensione sovraregionale. Comunque sì, proprio gli NOx, quelli che secondo il rapporto ISPRA decisamente contestato dalla stessa Colonna sono passati dalle 2674 t/anno del 2000 (4657 del 2010) a 4303 nel 2012 (http://speziapolis.blogspot.it/2014/12/ispra-2014-unica-in-italia-spezia.html).
 
La dott.ssa Colonna, forse nel timore di procurare “inutili allarmismi”, smorza. Sempre secondo quanto riportato dalla direttrice dell’Arpal, l’OMS stima che solo al raggiungimento di 200 μg/m3 le persone “più sensibili vedono diminuire del 10% la funzione respiratoria… non ci sono ancora dati scientifici sugli effetti cronici dell’esposizione… ma i sintomi svaniscono con la fine del picco di concentrazione”. Al contrario l’OMS – in un report del 2013 ripreso da EpiCentro – dice cose ben diverse da quelle rassicuranti che abbiamo letto.
 
Cosa dice Epicentro. “Si stima che circa 21 mila decessi prematuri all’anno siano associati a livelli di ozono che superano i 70 μg/m3 nell’Europa a 25 Paesi. Si stima anche che la lieve diminuzione dell’ozono, attesa a seguito della nuova legislazione e delle politiche sui cambiamenti climatici, ridurrà la mortalità prematura di solo 600 casi l’anno, tra il 2000 e il 2020. All’ozono sono associati anche i 14 mila ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie, che si registrano ogni anno nei 25 Paesi dell’Unione europea. Un problema dunque che influisce sulla salute di vaste popolazioni, in termini di giorni di lavoro persi e di utilizzo di farmaci per tosse e malattie dell’apparato respiratorio (specialmente per i bambini).

Anche se esposizioni graduali all’ozono provocano diversi livelli di adattamento, è plausibile che lesioni multiple e gravi possono causare danni permanenti agli organi a rischio. Recenti studi epidemiologici hanno confermato che l’ozono è associato a effetti sulla salute acuti e negativi, sia in termini di morbilità che di mortalità.
 
Un’esposizione cronica all’ozono comporta cambiamenti significativi nelle vie aeree al livello dei bronchioli. La reversibilità di questo tipo di lesioni è un punto che deve essere ancora chiarito. Le prove epidemiologiche di effetti cronici sono meno forti, soprattutto a causa dell’assenza di studi dedicati. Le indagini disponibili forniscono evidenza degli effetti a lungo termine dell’ozono sulla funzionalità delle vie aeree e probabilmente sull’asma. … Le stime attuali, comunque, considerano solo gli effetti gravi, senza tener conto dei possibili effetti a breve termine dell’esposizione a livelli di ozono sotto i 70 μg/m3”. http://www.epicentro.iss.it/temi/ambiente/ozonoUe.asp
 
Cosa aggiunge l’OMS. Effetti a lungo termine. “Ci sono prove di un effetto di esposizione a lungo termine all'ozono sulla mortalità respiratoria. Inoltre, vi sono alcune prove di un effetto sulla mortalità tra le persone con condizioni potenzialmente predisponenti (malattia polmonare cronica ostruttiva, diabete, insufficienza cardiaca congestizia e infarto del miocardio). Inoltre, diversi nuovi studi sull'esposizione a lungo termine hanno segnalato effetti negativi sull’incidenza e sulla gravità dell'asma e l’aumento di cure ospedaliere per asma e funzioni polmonari”.

Effetti a breve termine.In Europa sono stati segnalati gli effetti avversi dell'esposizione a breve termine per le concentrazioni giornaliere di ozono (massimo 1 ora o 8 ore) per tute le cause, per mortalità cardiovascolare e respiratoria. Sono stati riportati anche effetti negativi di esposizione giornaliera a concentrazioni di ozono sui ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e cardiovascolari, dopo l’aggiustamento per gli effetti di particelle (PM10). I nuovi dati epidemiologici e sperimentali, sia per gli esseri umani che animali, suggeriscono un effetto sullo sviluppo cognitivo e sulla salute riproduttiva, compresa la nascita pretermine a seguito dell’esposizione all’ozono”. http://www.euro.who.int/en/health-topics/environment-and-health/air-quality/publications/2013/review-of-evidence-on-health-aspects-of-air-pollution-revihaap-project-final-technical-report
 
I dati pubblicati da Arpal dicono che dal 1 Gennaio al 26 Luglio 2015 il limite di concentrazione di ozono di 70 μg/m3 è stato superato per ben 2191 ore alla Chiappa, 1164 alla Maggiolina e 2886 a Bolano, pari rispettivamente al 47%, 26% e 60% dei campioni orari analizzati
http://www.cartografiarl.regione.liguria.it/SiraQualAria/script/Pub2AccessoDatiAria.asp?Tipo=CinqueAnni
 
Al nuovo governo della Regione chiediamo di lavorare per la riduzione dell’inquinamento, riducendo i costi della sanità (oltre 70 milioni di euro il buco lasciati dal governo Burlando) e promuovendo la salute dei cittadini ben più di quanto possa fare il massiccio ricorso alla sanità privata.»

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