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Pisani contro depuratore unico nel Tigullio

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Maxi depuratore comprensoriale a Chiavari. Il consigliere del Movimento5Stelle ribadisce la necessità di cambiare soluzione per la depurazione delle acque di Sestri Levante e del polo Chiavari-Lavagna. 

GENOVA – «Visto che apprendiamo dai giornali che la nuova giunta regionale,  in continuità con la precedente, insiste sulla costruzione di un unico depuratore comprensoriale, sia per la Val Petronio sia per la piana dell’Entella , invitiamo l’assessore Giampedrone a rivedere questa scelta e a ragionare sull’ipotesi di due diversi depuratori: il primo per Lavagna, Chiavari e il loro entroterra, il secondo per Sestri Levante e la Val Petronio».

L’appello viene lanciato da Gabriele Pisani, consigliere regionale del Movimento 5Stelle, il quale  spiega le ragioni per realizzare due diversi depuratori: «Questa ipotesi presenta indubbi vantaggi prima di tutto sul piano economico, perché i costi di realizzazione e di gestione sarebbero inferiori a quelli finora ipotizzati per un superdepuratore unico. Inoltre – aggiunge – sarebbe decisamente negativo l’impatto ambientale e urbanistico causato dalle opere necessarie per mettere in rete questi due differenti bacini imbriferi (nuove tubature di collegamento, stazioni di pompaggio e rete per il riciclo e riutilizzo dell’acqua depurata)». Pisani sottolinea un altro aspetto negativo legato alla creazione di un unico polo di depurazione: «La costruzione di questa rete avrebbe ripercussioni pesantissime sul litorale e, quindi, anche sulle attività legate al turismo che insistono sulla costa, settore già in grave difficoltà per la crisi economica».

La posizione assunta dal Movimento è condivisa anche dagli abitanti della zona: «Con questa posizione il Movimento 5 Stelle e suoi consiglieri, non solo regionali, ma dei Comuni di Lavagna, Sestri Levante e Casarza Ligure, interpretano anche la preoccupazione e la contrarietà a tale opera – conclude il consigliere – che è stata chiaramente manifestata anche alle ultime elezioni amministrative dalla popolazione della zona. Per tutte queste ragioni ci sembra profondamente sbagliato che le istituzioni regionali continuino ad insistere su questa soluzione».

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