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Nasce il gruppo di coordinamento per il Fiume Magra

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ARCOLA – i Comuni che si affacciano sul Fiume, quali Ameglia, Arcola, Lerici, Vezzano, Santo Stefano e Sarzana, insieme con l’Ente Parco e Il Corpo della Forestale, hanno avviato una serie di incontri per discutere la situazione dell’asta fluviale. L’ultima riunione è stata un tavolo composto sia dagli amministratori che da tecnici, in particolare da Arpal. In questa sede, il sindaco Emiliana Orlandi, ha proposto, un coordinamento tecnico-amministrativo che unisca e organizzi le azioni degli Enti coinvolti. Ciò ha trovato subito un grande favore da parte di tutti i presenti, ritenendolo lo strumento più adeguato per avviare azioni sinergiche, soprattutto per reperire risorse, finalizzate ad una progettazione che leghi le tematiche rifiuti e messa in sicurezza del fiume, per una riqualificazione complessiva dell’area. Il primo passo, a seguito dell’incontro, è stato prendere contatti con la Regione Liguria.  L’assessorato all’ambiente, ricevuto il verbale della prima riunione, si è detto interessato e disponibile ad un incontro.

“Siamo consapevoli – dichiarano all’unisono i Sindaci – che il nostro è un territorio bellissimo, ma gravato da molte problematicità di carattere ambientale, che devono essere affrontate perché il nostro fiume diventi una risorsa ambientale, un sito in cui prosperano specie animali e arboree e una risorsa turistica”.

All’ultima riunione avvenuta a metà luglio, è emersa chiaramente la volontà di affrontare le due problematiche principali del fiume: ossia la sua messa in sicurezza dal punto di vista idrogeologico, legata al risanamento delle aree inquinate da discariche e dall’altro, il prezzo di anni in cui l’ambiente non era considerato come bisognoso di cure e di tutela.  Prevalevano altri interessi, come lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, che venivano interrati in luoghi isolati.
Dalla cartina pubblicata dall’Ente Parco, insieme al Corpo Forestale dello Stato, si evince chiaramente la vastità del problema. Questo rende tutte le amministrazioni consapevoli dell’impossibilità di agire singolarmente, a causa, sia dell’insufficienza delle risorse, sia per la particolarità del problema: i rifiuti, che si trovano nel territorio dei Comuni, con l’erosione dell’acqua vengono trasportati a valle.

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