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No alla “Buona Scuola” | De Ferrari: «Subito un ricorso alla Corte Costituzionale»

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Il consigliere del Movimento 5 Stelle annuncia la presentazione di una mozione del gruppo per chiedere l’intervento della Consulta: «Noi vogliamo una Scuola Pubblica che sia davvero di tutti, che garantisca i capaci e i meritevoli anche se privi di mezzi». 

GENOVA – Una mozione in Consiglio regionale per sostenere il ricorso alla Corte Costituzionale contro la legge 107 denominata la “Buona Scuola”.
L’iniziativa è stata assunta dal Movimento 5Stelle che in tempi brevissimi presenterà il documento con cui intende impegnare l’Assemblea legislativa e la giunta regionale contro il provvedimento del Governo in quanto il provvedimento viola la sfera delle competenze regionali.

«Nel pieno rispetto degli articoli 3, 33 e 34 della nostra Carta Costituzionale -annuncia Marco de Ferrari – il gruppo consiliare M5S della Regione Liguria intende presentare immediatamente una mozione da calendarizzare nel più breve tempo possibile per avviare le procedure di un ricorso alla Corte Costituzionale,  il cosiddetto “ricorso in via principale».
Il consigliere spiega le ragioni che muovono il gruppo verso il ricorso alla Consulta: «Noi vogliamo una Scuola Pubblica che sia davvero di tutti, che garantisca il pieno sviluppo della persona affinché i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, possano avere il diritto di raggiungere i più alti gradi degli studi. Ricordo – aggiunge – il discorso in difesa della Scuola Pubblica fatto da Piero Calamandrei l’11 febbraio 1950 al “III Congresso dell’Associazione in difesa della scuola nazionale”: una Scuola che sia l’organo centrale della Democrazia in quanto luogo di formazione della nuova classe dirigente, intesa non solo nel senso di classe politica ma anche in senso tecnico e culturale».
 
De Ferrari spiega, quindi,  i motivi di dissenso che hanno già mobilitato il mondo della scuola: «Nel piano delle nuove assunzioni i 45 mila che entreranno a settembre serviranno a coprire solo i posti lasciati liberi da chi andrà in pensione, mentre i nuovi ingressi a partire dal 2016 saranno limitati e non riguarderanno una grande parte di precari che dovranno ancora attendere il concorso. Siamo contrari – aggiunge –  alla figura del preside manager, che avrà la possibilità della chiamata diretta dei docenti e dell’assegnazione dei premi agli insegnanti che ritiene più meritevoli». Il terzo aspetto contestato della legge 107 sono gli sgravi fiscali per le paritarie che possono arrivare fino a 400 euro all’anno per ogni famiglia che sceglierà questo genere di scuola, «inoltre  le donazioni da parte dei privati – conclude De Ferrari – rischiano di aumentare ulteriormente il divario già esistente tra scuole di serie A e di serie B Infine, il grande assente nella riforma è il personale ATA le cui esigenze sono state completamente ignorate».

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