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Proprietà immobiliari, Rosso e Balleari: “A Genova valori folli nelle rendite catastali anche in zone esondabili”

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Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria di Fratelli d’Italia, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, raccolgono la segnalazione di alcuni piccoli proprietari e artigiani che denunciano la revisione delle zone censuarie in atto che non tiene conto dell’esposizione al rischio idrogeologico. 

GENOVA – «Ci sembra davvero una follia che in questi giorni, come ci è stato segnalato da alcuni piccoli proprietari di fondi di alcuni immobili nella zona di Staglieno quindi in un’area particolarmente esposta ai rischi, a seguito di alcuni accertamenti catastali, si prospettino aumenti da capogiro per l’Imu. È assurdo che il Comune di Genova non intervenga nel calmierare certe situazioni che espongono piccoli proprietari e artigiani che hanno un’attività nei fondi di un immobile a dei salassi spropositati dal momento che vivono nell’incertezza legata ai danni delle alluvioni e delle esondazioni del Bisagno». Così intervengono Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria di Fratelli d’Italia, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, che raccolgono la denuncia di alcuni piccoli proprietari della Media Val Bisagno.

«Ci risultano – dicono Rosso e Balleari – cambiamenti della zona censuaria da 2 a 5 che si traducono in incrementi della rendita catastale del 61% e di conseguenza un’autentica mazzata di Imu da pagare.
In questo momento ancora di grave crisi, un cambiamento della zona censuaria è un atto irresponsabile e ingiustificato soprattutto perché la zona in questione è soggetta tuttora alle esondazioni del torrente Bisagno e quindi non si capisce dove sia il maggior valore dell’immobile. Questa situazione si inserisce in un quadro più generale che riguarda la tassazione immobiliare a Genova tra le più salate d’Italia. Secondo i recenti dati divulgati dalla Confartigianato Liguria, infatti, la nostra regione è seconda per maggiori aliquote Imu sul territorio con una media superiore non solo al resto d’Italia ma anche al ricco Nord Ovest. Genova, in particolare, risulta al 18 esimo posto tra le città capoluogo più tartassate dall’Imu. Questi dati necessitano di una seria riflessione: la giunta Doria non può continuare a pensare a fare cassa sulle spalle dei piccoli proprietari o degli artigiani che a fatica mantengono la propria attività, ma dovrebbe iniziare a usare una maggiore sensibilità soprattutto verso chi vive e lavora in zone a elevato rischio idrogeologico, che non possono essere di certo ritenute “zone signorili”».

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