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Consiglio regionale di oggi

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GENOVA – Trattazione congiunta di interrogazioni su rischio idrogeologico
Sono state esaminate congiuntamente due interrogazioni presentate da Alice Salvatore e sottoscritte da tutti gli altri  consiglieri del gruppo Mov.5Stelle
La prima riguardava le mappe di pericolosità e del rischio idrogeologico. In particolare il consigliere ha chiesto una verifica e revisione dell’attuale mappatura e delle delibere approvate dalla Giunta regionale uscente e, nell’attesa del completamento di questo accertamento,  «di sospendere qualsiasi provvedimento comunale o provinciale che preveda nuove costruzioni in zone esondabili o in zone limitrofe, nei centri abitati recentemente colpiti da alluvione e di impugnare tutti i PUC approvati prima della stesura definitiva delle mappe e prima della verifica sullo corretta attuazione da parte della Regione degli obblighi derivanti dal d.lgs. 49/2010 (attuazione direttiva alluvioni)». Salvatore ha chiesto, inoltre, che la giunta consideri nulli i provvedimenti che non hanno potuto tenere conto di documenti, mappature, accertamenti che prevedano la crescita degli insediamenti umani e l’incremento delle attività economiche nelle pianure alluvionali.
La seconda interrogazione  riguardava le politiche di prevenzione del rischio alluvioni. Il consigliere ha chiesto quali siano le politiche di prevenzione del rischio alluvioni della Giunta; le misure di prevenzione attuate, per ridurre le conseguenze delle future inondazioni sulla salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche.
Per la giunta ha risposto l’assessore alla protezione civile e difesa del suolo Giacomo Giampedrone che ha annunciato che è in corso una verifica e una revisione dell’attuale mappatura del rischio che è stata approvata con diverse delibere dalla Giunta regionale a seguito degli stati emergenziali che si sono verificati dal 2011 in poi. «Le zone inondate  – ha ribadito – sono quindi state oggetto di adeguamento con massimo rischio. Nelle zone inondate oggi non si può costruire». La delibera di Giunta regionale numero  59 del 2015, secondo quanto detto dall’assessore ha valenza un anno, ma è rinnovabile. L’assessore ha chiarito che, «qualora un PUC successivo a queste delibere di Giunta regionale dovesse adottare alcune previsioni di carattere urbanistico in quelle zone che nel frattempo sono considerate esondabili,  sarebbero nulle ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006,  secondo il quale  i piani di bacino sono sovraordinati a tutto ciò che è interesse comunale e sviluppo di carattere urbanistico». L’assessore ha pertanto puntualizzato: «la verifica va comunque costantemente fatta». Giampedrone ha anche evidenziato che ad oggi molti territori lamentano  una eccessiva limitatezza della possibilità edificatoria in quanto rientrerebbero nelle nuove mappature anche zone non toccate da eventi.
Per quanto riguarda la seconda interrogazione, Giampedrone ha chiarito la giunta precedente ha adottato in maniera sperimentale, il nuovo piano regionale di emergenza con l'adozione sperimentale anche del sistema dei colori, «ai quali  – ha detto – noi  ci adegueremo insieme ai sindaci nel mese di settembre. Quindi mi sento di dire – ha aggiunto – che il piano di emergenza regionale esiste, c'è da fare un lavoro su tutti i piani comunali». Ha quindi dichiarato che questa giunta sta cercando di aiutare i Comuni negli interventi tesi a diminuire il rischio idrogeologico, non tralasciando, ovviamente le grandi opere.
Salvatore si è detta non soddisfatta, ribadendo che i suoi quesiti di fatto restano senza risposta soddisfacente.
 
Chiusura troppo lunga del Centro Unico Prenotazioni (CUP) ASL 5.
Raffaella Paita (Pd) ha presentato un’interrogazione sulla chiusura temporanea  del Cup della Asl 5 in via XXIV maggio alla Spezia. Il consigliere ha ricordato che, secondo la comunicazione della Asl5, il Centro unico di prenotazione (CUP) è rimasto chiuso dal 15 luglio al 31 agosto. «Un periodo così lungo di chiusura in piena estate – dice l’interrogazione – , nonostante le possibilità alternative di prenotazione (farmacie e numeri telefonici), determina gravi disagi per i cittadini, a partire dagli anziani, accentuando, nello stesso tempo,  il ricorso a servizi esterni, anche in altre regioni».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Sonia Viale ha rilevato che durante l’estate esiste un calo fisiologico delle prestazioni pari al 20%-30% rispetto agli altri periodi dell’anno e ha ricordato che alla Spezia gli esami di laboratorio sono erogati senza richiedere la prenotazione, «inoltre nei pressi del poliambulatorio – ha aggiunto – ci sono tre farmacie che effettuano servizio di prenotazione». Per limitare il disagio per gli anziani, ha concluso, sono stati attuati anche con il Comune alcuni interventi fra cui  l’assistenza domiciliare.
Paita ha ribadito che la «chiusura del Cup rappresenta una brutto segnale», soprattutto per la popolazione anziana che non ha familiarità con altre forme di prenotazione.

Carenza di personale all’ospedale S. Bartolomeo di Sarzana
Juri Michelucci (Pd) ha presentato un’interrogazione in cui ha denunciato la carenza di personale medico e infermieristico all’ospedale di Sarzana nei reparti di pronto soccorso, medicina, cardiologia e chirurgia. In seguito a queste carenze – ha rilevato –  non è stata ancora istituita la postazione per la somministrazione di farmaci antiblastici. Il consigliere, inoltre, ha ricordato i due decreti regionali del marzo scorso con cui veniva autorizzata la ASL 5 ad assumere 11 dirigenti medici a tempo indeterminato, tre dirigenti medici e un fisico a tempo determinato, e di 41 infermieri e 13 unità appartenenti alle professioni sanitarie a tempo indeterminato e ha chiesto, all’interno di questo piano di assunzioni, quante unità sono destinate all’Ospedale San Bartolomeo.
L’assessore alla sanità Sonia Viale ha sottolineato, polemicamente, che i proponenti l’interrogazione, (pur appartenendo alla maggioranza nella passata legislatura, ndr), non sono  soddisfatti dell’andamento della Asl 5. Ha quindi rimarcato che, secondo quanto riferito dalla stessa Asl,  sono state espletate le procedure di reclutamento del personale e le assunzioni sono in corso e sono destinate all’Ospedale di Sarzana, un dirigente medico disciplina interna, un dirigente medico disciplina metrologia a tempo determinato, una cps infermiera a tempo determinato, una cps ostetrica a tempo indeterminato presso il distretto 19. Per quanto riguarda le 41 deroghe, autorizzate con decreto del marzo scorso, l’assessore ha chiarito che è stato espletato il bando di mobilità e «le prime 17 assunzioni saranno effettuate entro fine anno».
Michelucci ha ritenuto la misura insufficiente, in quanto a suo avviso, per garantire servizi è necessario assumere nuovo personale, oltre alle deroghe già previste.
 
Presto un censimento sullo stato dell’edilizia scolastica pubblica e un piano di interventi
Marco De Ferrari (Mov. 5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani,  Fabio Tosi in cui ha chiesto il censimento sullo stato dell’edilizia pubblica scolastica e che la somma dedicata alla manutenzione e nuova costruzione di istituti scolastici (23 milioni dei fondi nazionali sono stati assegnati alla Liguria) sia indirizzata alla sola scuola pubblica. Il consigliere ha ricordato le precarie condizioni dell’edilizia scolastica pubblica, che ha determinato fra i tanti casi citati in aula,  il crollo di intonaci e pareti: a Sanremo nell’aprile scorso, a Genova Bolzaneto a giugno, a Laigueglia a luglio. Il consigliere ha, infine, sottolineato che più della metà degli edifici scolastici liguri è stata costruita prima del 1960.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’edilizia Marco Scajola ha condiviso la preoccupazione del consigliere,  il quale ha spiegato che il Miur ha firmato il decreto di ripartizione del fondo di 300 milioni per la costruzione di nuovi edifici scolastici che «prevede, in realtà ,per la Liguria l’assegnazione di 10 milioni di euro» e ha spiegato che la Regione provvederà a raccogliere le manifestazioni di interesse per la costruzione di edifici scolastici innovativi che saranno inviate al ministero entro il 15 ottobre prossimo.  L’assessore ha poi puntualizzato che i 23 milioni sono stati assegnati alla Liguria attraverso mutui trentennali per un totale di circa un milione all’anno,  e  110 amministrazioni hanno risposto al relativo bando emanato dalla Regione per un totale di 175 interventi e un costo di 51 milioni.  «Le opere ammesse al finanziamento – ha aggiunto – riguardano interventi straordinari di manutenzione, messa in sicurezza, efficientamento energetico e la costruzione di nuovi edifici scolastici». Per quanto riguarda il censimento Scajola ha spiegato che sono i Comuni ha comunicare alla Regione i dati relativi al proprio territorio di competenza. L’assessore ha concluso invitando alla prudenza sulla distinzione fra scuola pubblica e privata e paritaria: «Per me, in quanto assessore, le scuole, sono fatte da insegnanti e studenti  e io vorrei che tutte le scuole siano messe in condizioni di sicurezza, con una attenzione alle situazioni più bisognose e di emarginazione. Noi in quanto Regione ci affidiamo al Ministero che indica a quale  tipologia di scuola vanno indirizzati i fondi»
De Ferrari si è dichiarato parzialmente soddisfatto della risposta e ha aggiunto che, secondo un’indagine condotta a livello nazionale, a fronte di un taglio di 500 milioni alla scuola pubblica, 700 milioni sono stati attribuiti al finanziamento della scuola privata e ha invitato a dirottare i fondi destinati a Terzo valico e Gronda al recupero del territorio e all’edilizia scolastica.

Più controlli sulle cave della Val Varenna.
Marco de Ferrari  (Mov. 5stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e  Fabio Tosi in cui ha chiesto informazioni sullo stato e sulla gestione delle quattro cave della Val Varenna e nuove misure contro il dissesto idrogeologico della zona. De Ferrari, più specificatamente, ha chiesto «che sia effettuata  la carotatura della cava Pian di Carlo, che è gestita attualmente da un privato, di non riattivare la ex cava Fumella, perché sarebbe circondata da movimenti franosi e sembra intrisa di amianto, e di stabilire limiti temporali di scavo per la cava Tana dei Banditi». Infine il consigliere ha chiesto che siano più severe le prescrizioni contro il traffico di camion di grossa portata nella zona.
Per la giunta ha risposto l’assessore alle attività estrattive Marco Scajola il quale spiegato che, per quanto riguarda la Cava di Pian di Carlo questa non è più attiva e attualmente sono in atto solo interventi per «la messa in sicurezza e il ripristino ambientale del sito anche con riporto di materiale per la ricomposizione morfologica del versante». Cava Fumella «non è mai stata inserita nel Piano Cave né è mai  stata oggetto di una autorizzazione regionale perché fu aperta prima delle autorizzazioni previste a partire dal 1979 e non risultano  istanze presentate per il suo sfruttamento e il suo inserimento nel Piano Cave. L’unica cava attiva nella valle – ha concluso – è quella della Tana dei Banditi per l’estrazione di materiale idoneo alla realizzazione di massi sa scogliera». Per quanto riguarda i problemi di viabilità l’assessore ha spiegato che la gestione delle deroghe e dei limiti di velocità è di competenza comunale
De Ferrari ha replicato ricordando che la Val Varenna resta una zona ad alto rischio idrogeologico e ha invitato alla cautela nelle operazioni di ripristino della Cava di Pian di Carlo.
 
No alla vendita di Villa Zanelli a Savona
Andrea Melis (Mov. 5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Gabriele Pisani,  Fabio Tosi e Alice Salvatore in cui ha chiesto alla giunta di non vendere l’immobile liberty, attualmente affidato ad Arte che ne sta appunto curando la vendita, ma di recuperarlo e garantirne un utilizzo pubblico. Melis ha suggerito di trasformarlo in un museo dello stile Liberty, in un centro congressi o, ancora, comunque, un utilizzo a fini sociali. Il consigliere ha ricordato la vasta eco sui giornali nazionali e internazionali dovuta allo stato di abbandono e degrado della dimora storica, ritenuta uno dei più preziosi esempi del Liberty in Italia.
Villa Zanelli, che fu realizzata nel 1909, si sviluppa su un corpo principale di 1.800 metri quadri circa e altri 201 metri sono di un edificio secondario. Il prezzo di vendita pubblicato sul sito di Arte è di 5 milioni e 100 mila euro.
Per la giunta ha risposto l’assessore all’edilizia Marco Scajola, il quale ha innanzitutto chiarito che l’immobile fa parte dei 32 trasferiti dalla Regione ad Arte «con la cosiddetta cartolarizzazione – ha detto l’assessore – in un’operazione che ha provocato un danno mostruoso, creando una situazione drammatica, assurda». Ha chiarito che si intende cercare una soluzione al problema e ha sottolineato che l’immobile è stato messo sul mercato ad un prezzo troppo elevato rispetto al suo reale valore. Ma in questo momento – ha ribadito –  toglierlo dall’operazione, senza fornire alcun altra alternativa, significherebbe creare un ulteriore buco.  «Intendiamo, quindi,  – ha concluso  -verificare se la Regione può disporre di un immobile di valore equivalente che possa sostituire villa Zanelli portandola fuori dall’elenco di vendita di Arte». Una volta tolta la struttura dal mercato, la Regione potrebbe lavorare al progetto di valorizzazione storico e culturale dell’immobile.
De Ferrari ha auspicato che si possa procedere all’adeguata valorizzazione della struttura.
 
Fermare il degrado dell’istituto Doria di Genova
 Matteo Rosso (Fratelli d’Italia-An) ha presentato un’interrogazione per chiedere un rapido intervento della Asl 3 presso il Comune di Genova affinché fermi  il degrado dell’istituto Doria. Rosso ha ricordato, infatti, che Asl 3 è incaricata di vigilare sulle condizioni igienico-organizzative delle strutture socio-sanitarie. «La casa della salute, ex Istituto Doria, ospita diversi servizi e, inseguito ad un sopralluogo effettuato nei giorni scorsi, – ha dichiarato – ho riscontrato lo stato di degrado ed incuria in cui versa l’area esterna all’edificio. Questo stato di degrado ed abbandono crea numerosi disagi e difficoltà non solo agli utenti, ma anche ai pazienti ospiti della struttura. In più di un’occasione – ha concluso – il nuovo assessore alla sanità si è dimostrato sensibile  verso situazioni di criticità che possano creare gravi difficoltà e forte disagio a pazienti ed utenti di ospedali o strutture socio-sanitarie ed attento alla risoluzione delle problematiche legate alla sanità, molte delle quali ereditate dalla passata Giunta».
L’assessore alla sanità Sonia Viale ha rimarcato che l’area appartiene al Comune di Genova. Il commissario dell’Asl 3 genovese ha quindi preso contatto con la civica amministrazione per invitarla a ripristinare il necessario decoro. Ma ad oggi, secondo quanto riferito dall’assessore, non è arrivata alcuna risposta da parte dell’amministrazione comunale genovese.
Rosso ha rimarcato la gravità della situazione e, in particolare, la mancata risposta da parte del Comune e ha annunciato che chiederà una mappa delle strutture sanitarie situate in territorio comunale
 
Più certezze sulla realizzazione del tunnel Fontanabuona-Rapallo
Fabio Tosi (Mov. 5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Marco De Ferrari , Francesco Battistini, , Gabriele Pisani,  Andrea Melis e Alice Salvatore, in cui ha chiesto a che punto sia  l'iter del progetto definitivo sulla realizzazione del tunnel  e informazioni precise sulle intenzioni del Governo di sostenere l’opera. «La realizzazione di questa importante infrastruttura – ha detto – darà risposta ad un intero comprensorio. La Val Fontanabuona infatti, sta subendo da alcuni decenni un forte debito infrastrutturale, per il quale il Presidente della Regione della passata legislatura ha intensamente lavorato per sopperire a tale mancanza dotando la valle di un accesso autostradale veloce. La Regione Liguria, infatti, aveva inserito nella Programmazione dei Fondi FAS il suo cofinanziamento con 25 milioni di euro dando avvio all’iter realizzativo e progettuale. Il progetto definitivo del tunnel Fontanabuona – Rapallo – ha concluso – è alle fasi conclusive e si attende il finanziamento del Governo».
L’assessore alle Infrastrutture Giacomo Giampedrone  ha ribadito l’interesse della giunta alla realizzazione dell’opera, inserita peraltro negli atti di pianificazione in corso di approvazione in questi giorni da parte della Giunta stessa. L’assessore ha ricordato che l’opera ad oggi non risulta essere finanziata e «si dovrà lavorare con il Ministero per le Infrastrutture per valutare congiuntamente come provvedere all’ottenimento delle risorse: si potrebbe procedere, ad esempio,  legando l’intervento a quello della Gronda autostradale o intervenendo con risorse pubbliche o in project financing o, ancora, con forme miste tra queste due soluzioni». Giampedrone ha  ricordato i passaggi  relativi alla fase istruttoria, fino all’attivazione delle procedure autorizzative ((Valutazione di impatto ambientale e Conferenza dei servizi) «che – ha detto l’assessore – ad oggi non risultano però ancora attivate e per le quali si procederà a breve a ribadire la richiesta di attivazione».
Tosi ha chiesto che il suo gruppo possa in futuro essere coinvolto nella fase operativa
 
Fondi regionali per mettere in sicurezza il San Francesco di Rapallo
Fabio Tosi (Mov. 5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Gabriele Pisani,  Andrea Melis e Alice Salvatore, per conoscere la cifra stanziata dalla Giunta regionale precedente per mettere in sicurezza il torrente San Francesco e fino a quando il finanziamento sarà disponibile rilevando che manca ancora il progetto definitivo, di competenza del Comune di Rapallo. Tosi ha ricordato: «Il torrente San Francesco di Rapallo è a rischio esondazione e  l’attuale  copertura alla foce non supporta il transito dei mezzi superiori alle 9 tonnellate anche se, quando viene chiusa l’Autostrada A12 tra Chiavari e Rapallo, i mezzi pesanti sono obbligati a transitare sulla strada Aurelia e a percorrere la copertura del torrente».
Il consigliere ha ricordato inoltre che il ministero ha stanziato oltre sei milioni per il primo lotto di lavori e che la Regione Liguria ha ricevuto in questi giorni fondi dal Governo per la messa in sicurezza dei torrenti e fiumi che richiedono immediati interventi.
L’assessore alla protezione civile e difesa del suolo  Giacomo ha chiarito che al momento non sono stati erogati fondi regionali per la progettazione dell’intervento.  E’ stato richiesto di inserire il progetto fra quelli da finanziare con i fondi del Piano nazionale contro il dissesto idrogeologico, per i quali è stata comunicata la possibilità di inserimento di progetti preliminari e non solo definitivi. Esiste un progetto preliminare commissionato dal Comune stesso e per il quale gli uffici della Provincia avevano chiesto integrazioni che però non sarebbero state ancora fornite.  Secondo quanto riferito dall’assessore, ci sarebbe ancora un po’ di incertezza, relativamente alla migliore soluzione tecnica di adottare, prima di arrivare alla progettazione definitiva. Giampedrone ha specificato che  per l’erogazione  dei finanziamenti sarà, comunque, necessario un progetto definitivo ma, secondo quanto riferito all’assessore, occorre inviare al ministro Galletti, entro fine mese, i progetti comunque in fase preliminare avanzata per una prima valutazione, a seguito della quale il ministero sarà in condizione di far sapere se ci sono o meno risorse disponibili. E il progetto del torrente San Francesco potrebbe rientrare fra questi.
Tosi ha ribadito che la priorità è la sicurezza dei cittadini e che è necessaria la volontà politica per ottenere i fondi necessari.

Garantire nel rinnovo contrattuale l’occupazione ai lavoratori ILVA S.p.A. Antonella 
Marco De Ferrari (Mov. 5Stelle) ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dai colleghi Alice Salvatore, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani,  Fabio Tosi, in cui ha chiesto garanzie per i lavoratori dell’Ilva. In particolare il consigliere ha domandato se il 30 settembre, nel rinnovo contrattuale, saranno raggiunti gli obiettivi in tutela dei diritti dei lavoratori segnalati nell’Atto modificativo dell’Accordo di programma del 1999, se sarà garantita continuità lavorativa, anche in lavori socialmente utili alle dipendenze del Comune di Genova e, infine, se saranno mantenute le condizioni di reddito precedenti. De Ferrari ha rilevato  che dei 1750 lavoratori ancora effettivi alle dipendenze di ILVA Spa 750  in cassa in deroga risulterebbero disponibili a sottoscrivere contratti alle dipendenze del Comune di Genova per lavori socialmente utili «di cui il Comune ha, peraltro, impellente necessità».
Per la giunta ha risposto l’assessore all’occupazione Giovanni Berrino il quale ha ribadito che al 30 settembre 2015 saranno raggiunti gli obiettivi di tutela dei lavoratori previsti dall’Atto modificativo dell’Accordo di Programma del 29 novembre 1999, sarà garantita la continuità lavorativa anche in lavori socialmente utili e saranno mantenute al livello precedente le condizioni di reddito. Ha brevemente ricordato i diversi passaggi che hanno contrassegnato la difficile storia dell’Ilva ed in particolare dei suoi lavoratori, fino ad arrivare alle ultime vicende che hanno portato all’attivazione delle procedure di cassa integrazione guadagni, dapprima in deroga fino al 21 gennaio 2015, e poi straordinaria fino al 30 settembre 2015 a seguito delle modifiche dell’assetto societario. Ha evidenziato che con il l 1° ottobre 2015 l’azienda potrà fare nuovamente ricorso ai contratti di solidarietà «avvicinando così le condizioni di reddito a quelle precedenti». 
De Ferrari ha manifestato timori per il futuro dei lavoratori ed in particolare per l’entità del loro reddito che, a suo avviso, rischia  di essere notevolmente ridotto e ha suggerito di utilizzare il personale nel potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti attraverso il porta a porta.  

Più certezze per i lavoratori precari IRCCS.
Sergio Rossetti (Pd) ha presentato un’interrogazione per sapere  se siano stati fissati incontri con i lavoratori precari della ricerca dell’IRCCS  -San Martino – IST e le iniziative della giunta nei confronti del Governo nazionale e dei Gruppi parlamentari per superare la situazione di incertezza dei lavoratori. Rossetti ha ricordato che nell’azienda sanitaria genovese operano circa 80 professionisti, precari ormai da più di dieci quindici anni e  impegnati nella ricerca, i quali sono soggetti a molteplici tipologie contrattuali, dai contratti di collaborazione ad altre forme di retribuzione, come le borse di studio promosse dall’IRCCS o sostenute da Fondazioni private. «Non sono presenti bandi e graduatorie – ha aggiunto – e non è previsto un ampliamento delle piante organiche. Si individua, quindi la tendenza a non fare concorsi a non fare contratti e a utilizzare personale interno».
Per la giunta ha risposto l’assessore alla sanità Viale che si è dichiara disponibile ha incontrare i lavoratori nel mese di settembre, e ha aggiunto: «La materia è regolata da un decreto nazionale dell’aprile 2015 e credo possibile trovare una parziale soluzione alle problematiche in relazione a processi di stabilizzazione con la possibilità di inserire nelle procedure concorsuali il possesso del dottorato di ricerca quale requisito alternativo al diploma di specializzazione». L’assessore ha garantito l’impegno ad effettuare una ricognizione della situazione e a verificare l’applicabilità di queste assicurando il coinvolgimento delle rappresentanze sindacali.
Rossetti ha preso atto  della disponibilità dell’assessore. e spòro dic ofnrtraisd
 
Rispettare i tempi per la riapertura della linea ferroviaria Genova-Casella
Gianni Pastorino (Rete a sinistra) ha presentato un’interrogazione per chiedere che il servizio ferroviario della linea Genova-Casella sia pronto e collaudato entro i tempi previsti da Amt. Pastorino ha rilevato: «La Regione deve svolgere funzione di controllo sugli impegni presi dall’Azienda di Mobilità e Trasporti nel contratto di servizio. Chiedo, inoltre, se la giunta non ritenga che questa ferrovia sia necessaria per un più complesso progetto di potenziamento del trasporto pubblico, per rendere treni e bus un’alternativa di qualità per la mobilità di tutti, come previsto dal Programma di Governo». Il consigliere, infine, ha rilevato il ruolo strategico della ferrovia, che è ferma dal 2013 a causa di gravi problemi strutturali legati ai ponti Crocetta e Fontanassa, sia per i pendolari sia come attrazione turistica. L’Assessore alla mobilità del Comune di Genova ha ipotizzato la conclusione dei lavori entro la fine del prossimo inverno.
Per la giunta ha risposto l’assessore ai trasporti Giovanni Berrino il quale ha ricostruito la lunga vicenda legata agli interventi di ripristino dei ponti di Crocetta e Fontanassa non nascondendo perplessità sull’operato di Amt e ha annunciato che, secondo quanto riferito da Amt, il ponte di Crocetta è stato ripristinato e i tempi di riapertura della linea sono previsti per i primi mesi del 2016. «Intendiamo proseguire negli sforzi  attuati dalla giunta precedente a favore del trenino Genova-Casella – ha concluso – e confermiamo l’intenzione di finanziare il nuovo deposito di Casella, gli interventi di revisione al materiale rotabile e la consegna, prevista nella primavera 2016, del nuovo treno».
Pastorino si è dichiarato soddisfatto della risposta e ha ribadito la necessità di un «controllo forte su Amt».
 
Modificare orario serale del treno Riva Trigoso-Sestri Levante
Approvato all’unanimità un ordine del giorno, primo firmatario Fabio Tosi (Mov.5Stelle) e sottoscritto dagli altri gruppi consiliari, che impegna la giunta a sollecitare Ferrovie dello Stato affinché modifichi l’orario serale del treno regionale Riva Trigoso-Levante per renderlo compatibile con le esigenze dei lavoratori  delle aziende Arinox e Fincantieri. Nel documento si ricorda che il treno regionale parte dalla stazione di Riva Trigoso alle 21.58, cioè due minuti prima della fine del turno pomeridiano di lavoro, mentre quello successivo obbliga quanti devono raggiungere Levanto a cambiare convoglio  a Sestri Levante.
 
Assenti: Toti e De Vincenzi
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