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Il sindacato Conapo: Vigili del Fuoco sotto organico, mal retribuiti, in età avanzata e demotivati

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I politici della Spezia intervengano

LA SPEZIA – Sotto organico, mal retribuiti, in età avanzata (l'età media è 50 anni) e demotivati. È il quadro allarmante della situazione del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, reso noto dal sindacato autonomo CONAPO di La Spezia.


«Le prime limitazioni al turn over che hanno determinato la pesante carenza di organico – spiega Paolo Trolese, il segretario provinciale del CONAPO – risalgono a circa otto anni fa quando il governo decise che ogni 10 vigili del fuoco che andavano in pensione se ne potevano assumere solo 2. Più recentemente si è passati a 5 ogni 10 ma non è bastato. Oggi mancano 3.854 vigili del fuoco operativi su un totale di 32.734, circa il 12%».

«Le 250 assunzioni di vigili del fuoco previste dal governo per il Giubileo con il recente decreto enti locali non andranno a colmare questo buco di organico in quanto – sottolinea il segretario regionale CONAPO Liguria Stefano Salvato – si tratta della anticipazione temporale di assunzioni già previste con il meccanismo del turnover dimezzato. La carenza di organico è quindi destinata ad aumentare ulteriormente se l'attuale governo continua su questa strada».

«Siamo retribuiti molto meno e non abbiamo i trattamenti pensionistici legati all'attività operativa che hanno gli altri Corpi dello stato. Il personale vive questa cosa come una 'ingiustizia delle istituzioni' visto che il ministro Alfano continua a trattare diversamente i suoi 2 corpi preposti alla sicurezza dei cittadini, la polizia e i vigili del fuoco».

«In questo momento poi, si è aggiunto anche il grave problema dell' aumento dell'età media del personale operativo, causata dalle mancate assunzioni, dall'immissione in ruolo di personale già in età avanzata e dall' elevazione dei requisiti di accesso alla pensione. Secondo il nostro ufficio studi, si è innalzata quasi alla soglia dei 50 anni, una situazione mai vista nella storia del Corpo nazionale».



«Nel nostro lavoro – ricorda il segretario provinciale del CONAPO – gli ''operativi'' possono passare da una attività di routine ad una super intensa nel giro di pochi minuti. E a
50 anni il fisico non risponde come a 30, è inevitabile. Negli ultimi tempi tra i colleghi ci sono stati anche numerosi malori ed infarti sul lavoro, ma non vediamo adeguate misure di prevenzione da parte del Ministero dell'Interno».

Il CONAPO da tempo chiede, inascoltato, uno «sblocco del turn over, visto che cresce il numero degli interventi per disastri e calamità, ma anche il novero delle competenze: con la riforma della pubblica amministrazione, ad esempio, ci spetteranno funzioni ora assegnate al Corpo forestale».
 
Problemi che si fanno sentire anche presso i Vigili del Fuoco di La Spezia che scontano la prevista chiusura del Nucleo Sommozzatori e la riduzione degli specialisti nautici in servizio presso il distaccamento Porto Mercantile. «Sembra superfluo sottolineare –
ricordano all’unisono i rappresentanti sindacali del CONAPO – che il numero di passeggeri in transito nella nostra città a bordo delle navi da crociera sale esponenzialmente ogni anno, così come è in aumento il traffico commerciale. Ebbene, di fronte a questi dati, giudichiamo scellerate le scelte attuate dal governo che sembra essere incurante dei problemi legati alla sicurezza del cittadino».
 
Ma per il CONAPO è anche «arrivato il momento di colmare, o almeno ridurre, la forte sperequazione retributiva che c'è tra i vigili del fuoco e gli appartenenti ad altri Corpi. Se il premier Renzi continuerà a dimenticare il problema delle gravi ingiustizie retributive che i vigili del fuoco subiscono rispetto agli altri Corpi, pur correndo rischi analoghi nello svolgimento della propria professione, scenderemo in piazza. Il rischio, da evitare a tutti i costi, è quello di avere personale sempre più stanco e demotivato.
 
Il sindacato CONAPO lancia quindi un appello ai politici della provincia della Spezia per ridare piena efficienza al Corpo dei Vigili del Fuoco, chiedendo azioni concrete in vista della prossima legge di stabilità».

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