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Ospedale di Sarzana, Michelucci (Pd): “Servizi in difficoltà per carenza di personale, la Regione intervenga”

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SARZANA – Le criticità dell’ospedale San Bartolomeo di Sarzana, legate soprattutto alla carenza di personale ed evidenziate dai dipendenti stessi in un’assemblea pubblica tenutasi a fine agosto, sono state al centro della discussione del Consiglio Regionale di questa mattina grazie ad un’interrogazione presentata dal Consigliere Regionale del PD Juri Michelucci.

“La precedente Giunta regionale aveva autorizzato per la Asl Spezzina numerose assunzioni a tempo determinato e indeterminato per diverse figure professionali, tra cui 11 medici e 41 infermieri – ha spiegato Michelucci – Ho chiesto all’assessore Viale di sapere quante di queste assunzioni riguarderanno l’ospedale di Sarzana e quale piano abbia la Asl 5 spezzina per trovare soluzioni alle situazioni critiche dell’ospedale San Bartolomeo, dove tra l’altro sono stati avviati nuovi servizi che però non possono essere aperti al pubblico per mancanza di personale, ad esempio la recovery room che è stata allestita ma non viene utilizzata”.

“A seconda di come verranno gestite queste nuove assunzioni nell’ambito della Asl sarà forse possibile dare risposte almeno parziali alle carenze di personale dell’ospedale San Bartolomeo – auspica Michelucci – ma per arrivare a una situazione accettabile occorrerà al più presto dare il via a un nuovo piano di assunzioni di personale sanitario e dare attuazione al piano di mobilità interna tra reparti, previsto dal piano sanitario, per dare dignità a questo plesso ospedaliero e soprattutto fornire servizi adeguati ai cittadini”.

“L’assessore Viale non ha fornito risposte esaurienti sul punto della distribuzione del nuovo personale – evidenzia Michelucci – e quindi continuiamo a non sapere come verranno ripartite le assunzioni e se i problemi di carenza di addetti all’ospedale San Bartolomeo potranno trovare soluzione e soprattutto se i servizi già organizzati e allestiti con investimenti pubblici oppure annunciati, come le nuove poltrone di chemioterapia, possano essere resi finalmente fruibili dalla popolazione e dal territorio”.

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