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Gli allevatori liguri al Brennero a difesa del Made in Italy

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Lunedì 7 e martedì 8 settembre Coldiretti organizza un presidio al Brennero a difesa della zootecnia italiana. Presenti anche gli allevatori della Liguria. Calleri (Coldiretti): «Difendiamo la produzione nostrana e chiediamo un’etichettatura certa a tutela del consumatore»

GENOVA – C’è anche un po’ di Liguria al presidio nazionale del Brennero organizzato da Coldiretti lunedì 7 e martedì 8 settembre. Una mobilitazione che coinvolgerà migliaia di operatori del settore provenienti da tutto il Paese e che punta a difendere la zootecnia made in Italy: «Sosteniamo il settore a 360 gradi – dice Gerolamo Calleri, presidente di Coldiretti Liguria – e lottiamo in particolare contro la normativa europea che consente l’utilizzo del latte in polvere nei nostri caseifici: la richiesta dell’Ue è proprio quella di eliminare il provvedimento contenuto nella legge italiana del 1974 che vieta appunto l’uso di questi derivati nelle aziende produttrici di latticini. Il rischio è di perdere la qualità dei nostri formaggi e di altri prodotti caseari, utilizzando materie prime di dubbia provenienza».

E a proposito di latte, la protesta di Coldiretti riguarda anche il prezzo pagato agli allevatori, ancora troppo basso per coprire i costi di produzione: «Parliamo di una cifra compresa tra i 32 e 36 centesimi al litro – commenta Calleri – Una situazione che danneggia pesantemente il comparto, in continua sofferenza».

Altra grave mancanza che colpisce la filiera zootecnica italiana è quella di un’etichettatura certa: «Un tema sul quale Coldiretti si batte da anni – afferma il presidente dell’associazione ligure – Ciò che manca è la tracciabilità sul prodotto, in particolare sulle carni suine, sui salumi e sui formaggi. La nostra protesta vuole soprattutto tutelare il consumatore che deve essere sicuro di ciò che compra: se vuole acquistare un prodotto italiano, questo deve essere certificato tale al 100%».

In Liguria si contano 131 produttori di latte vaccino, diminuiti del 40% negli ultimi sette anni (erano 220: è il maggiore calo d’Italia): alcuni hanno definitivamente chiuso i battenti, mentre altri hanno convertito la propria produzione in quella della carne (nella nostra regione ci sono circa 14 mila capi bovini e circa 1.500 allevamenti). Una produzione che è così passata da 120 mila quintali all’anno agli attuali 70 mila, a cui si aggiungono i 110 mila quintali di latte importato: la Liguria, con un rapporto del 156%, è tra le sei regioni italiane in cui l’importazione di latte supera del 100% la produzione.

In Italia la produzione annuale di latte bovino tocca i 110 milioni di quintali, mentre altri 86 milioni vengono importati dall’estero. Per ogni milione importato si perdono 17 mila mucche e circa 1.200 occupati nell’agricoltura: dal 2007 ha chiuso un allevamento su cinque e si sono persi 32 mila posti di lavoro. Il giro d’affari generato dal settore, che occupa circa 180 mila persone, tocca i 28 miliardi di euro (oltre il 10% dell’agroalimentare italiano).

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