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Un Festival della Mente intellettuale di stampo popolare

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Anche quest'anno l'en plein

SARZANA – Anche quest’anno il Festival della Mente ha fatto centro. Giunto alla dodicesima edizione, ancor più dell’anno scorso per i contenuti ancor più interessanti incentrati su “Responsabilità e creatività” implicitamente(e non esplicitamente) richiamate dai vari relatori. E’ stato un en plein da parte di un pubblico variegato, dai giovani agli anziani col bastone. Segno che il Festival pur essendo di stampo intellettuale riesce ad essere al contempo popolare perché parla a tutte le menti ed a tutti i cuori. Non serve aver letto tomi su tomi o essere topi da biblioteca per apprezzarlo. Ne sanno qualcosa le casalinghe, le infermiere o i commercianti fianco a fianco coi professori e gli psicologi.

Sarzana brulica in questi giorni di gente proveniente da ogni dove. Non è difficile avere al fianco seduti al bar un romano o un milanese: si riconoscono dall’accento. Una giovanissima, zaino in spalla, ha lasciato di colpo la spiaggia attirata dalla notizia del festival. E con lei tanti giovani dai capelli multicolor sfrecciavano per le vie di Sarzana tra le biciclette tirandosi dietro un trolley. Ci sono voluti perfino dei bis per le numerose richieste, come nel caso dello psicoterapeuta Massimo Recalcati che ha presentato il suo ultimo libro Madri. Tratta del rapporto embrionale madre e figlio dove la prima è “disegnata” come una sorta di angelo soccorritore, abito immaginario che veste il corpo. Senza la fiducia nella madre fin dall’infanzia, il soggetto “metereologo”, che teme i temporali e la pioggia emotivi, può cadere in depressione a causa della mancanza del sentimento della vita. Argomento psicologico affrontato anche da Massimo Ammaniti, noto psicoterapeuta infantile, che ha illustrato le nuove ricerche su feti e bambini volte a dimostrare come l’io si costruisce con la relazione altrui sconfiggendo le antiche teorie hobbesiane a cartesiane incentrate sull’autonomia dell’io.

Un passo in avanti verso la responsabilità sociale in cui gruppi composti da persone altruiste funzionano meglio di quelli composti da egoisti.
Grande successo poi (scontato) per le conversazioni di Alessandro Barbero, storico torinese ormai di casa a Sarzana, che l’altra sera ha incantato narrando le vicissitudini lavorative e politiche dello storico socialista Gaetano Salvemini. Quest’ultimo,fondatore del sindacato degli insegnanti nel 1902, contrastò il fascismo coi suoi insegnamenti a Messina dove scampò al terremoto per poi fuggire in America tenendo scuola ad Harvard sulla civiltà italiana per tornare all’età di settantasei anni ad insegnare in Italia.

Insomma, un week end fatto apposta per nutrire la mente dopo l’ozio estivo e prima della ripresa del lavoro invernale. Anche la data cade a puntino. E non è poco.

Simona Pardini

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