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BARI – SPEZIA 4 – 3 | Beffa al San Nicola: la partenza è amarissima

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Ben sette le reti nel primo match della stagione: padroni di casa avanti con la doppietta di De Luca, ribalta tutto lo Spezia con De Las Cuevas, Catellani e Nenè. Bari in dieci, ma Aquile colpite e affondate da Maniero. Difesa da rivedere. 

BARI – 103 giorni dopo il fatidico Avellino, uno Spezia rinsaldato e al tempo stesso rinnovato, inizia la propria avventura cadetta sul difficile campo di Bari. 

 
Ad accompagnare sogni e speranze delle due compagini, tifoserie calde, entusiaste ed esigenti. Non un caso le 20.000 presenze in un San Nicola che da tempo non assaporava una simile esaltazione.
 
Circa cinquanta i tifosi giunti al seguito dei bianchi.
 
Padroni di casa in campo con un offensivo 4-3-3 che vede tra i pali l'ex Guarna, Sabelli, Tonucci, Di Cesare e Del Grosso sulla linea difensiva, Valiani, Porcari e Defendi a centrocampo e il trio d'attacco composto da Sansone – Maniero – De Luca.
 
4-2-3-1 per le Aquile, con Chichizola in porta, le novità Martic e Postigo in difesa, affiancati da capitan Felice Piccolo e Gennaro Migliore. Sulla mediana Bjelica conferma gli insostituibili Juande – Brezovec, con De Las Cuevas, Catellani e Situm dietro l'unica punta Nenè. In panchina l'arciere Calaiò.
 
Dirige l'incontro il Signor La Penna della sezione di Roma1, coadiuvato dagli assistenti Di Iorio – Borzomi. Quarto uomo Balice.
 
LA PARTITA
 
La prima occasione del match arriva al 4' e porta la firma di Nenè che, ottimamente servito da Migliore sulla sinistra, non riesce a dare forza alla conclusione di testa, mandando il pallone a lato.
 
Ed è proprio dal settore mancino che lo Spezia punge maggiormente, creando apprensione alla retroguardia pugliese: ottima, infatti, l'intesa tra Migliore e un ispirato Situm.
 
Passano i minuti e gli aquilotti guadagnano metri e campo, riversandosi costantemente nella metà campo avversaria. 
 
L'imprevedibilità della scienza calcistica sbarca però in terra pugliese al 19' e alla prima vera occasione, gli uomini di Nicola trovano il vantaggio con il piccolo De Luca, lasciato troppo solo in area e libero di colpire di testa, dopo un cross dalla destra di Sabelli.
 
Lo Spezia  è sotto shock e un De Luca in versione Bierhoff trova il raddoppio dopo solo tre minuti, raccogliendo sempre con la nuca un traversone proveniente dalla sinistra di Del Grosso. 
Ancora una volta colpevole la difesa aquilotta, in palese difficoltà sul gioco aereo.
 
Partita finita? Neanche a dirlo per scherzo. Alla mezz'ora, difatti, è De Las Cuevas a trafiggere Guarna dopo lo spunto sulla sinistra di Situm e il velo di Nenè e a ridare speranza alla squadra di Bjelica. 
 
La rete dello spagnolo rivitalizza magicamente le Aquile e al 39' Catellani, entrato in area di rigore, viene abbattuto da Di Cesare: per il Signor La Penna è calcio di rigore ed espulsione diretta.
 
Dagli undici metri va Catellani, che di cucchiaio beffa Guarna, ristabilendo così i conti.
 
Mister Nicola corre dunque ai ripari, gettando nella mischia Rada al posto della punta Sansone, ridisegnando i suoi con un 4-3-2.
A Defendi il compito di svolgere il doppio ruolo di centrocampista e attaccante mancino.
 
Il divertimento non manca al Luna Park San Nicola, con occasioni da una parte e dall'altra: al 45' ci prova di testa Sabelli, spedendo la sfera di poco alta. Sul capovolgimento di fronte, Spezia vicinissimo all'incredibile 2 a 3, ma la conclusione di Situm è troppo debole e Guarna para in due tempi, evitando in tempo l'agguato di Catellani.
 
Dopo tre minuti di recupero, finisce così un emozionantissimo primo tempo.
 
Alla ripresa, ci prova al 2' Catellani da fuori area, ma il tiro è sporco, non impensierendo l'estremo difensore barese. 
Risponde il Bari un minuto più tardi sempre via aerea, con Del Grosso che, dalla sinistra, sventaglia un cross diretto a Maniero sul quale però è attento Piccolo.
 
Al 6' è la legge del contrappasso che raggiunge la collega imprevedibilità, portando con sè l'incredibile remuntada: la firma è di bomber Nenè, perfetto nello svettare di testa dopo il calcio d'angolo di Brezovec e a bucare per la terza volta Guarna. 
 
La partita è folle, dai mille volti e dopo neanche trecento secondi conosce l'ennesimo colpo di scena: corner per il Bari, mischia in area e nuovo colpo di testa vincente, questa volta di Riccardo Maniero, che riporta così i galletti sul pari nonostante l'inferiorità numerica.
 
Al 19', secondo cambio per i padroni di casa, con Romizi che rileva l'altro ex di giornata Porcari.
 
Al 24', un'insolita pazzia di Juande spiana la strada a Maniero, il quale, però, non approfitta del generoso regalo, spedendo sul palo esterno una conclusione dal limite.
 
Alla mezz'ora Bari ancora in avanti, questa volta con Romizi che di desto non impensierisce Chichizola.
 
Biancorossi con un uomo in meno, ma con il fattore grinta in più: al 32', contropiede di uno scatenato De Luca e pallone in mezzo per un solitario De Luca, che firma così in scioltezza la sua personale doppietta.
 
Pazzesco al San Nicola: la contro – remuntada è diventata inspiegabilmente realtà.
 
Bjelica corre ai ripari, lanciando Calaiò, Kvrzic  e lo svizzero – marocchino Karim Rossi al posto di De Las Cuevas, Situm e Martic . Per il Bari fuori Maniero, dentro Gemiti per portare maggiore equilibrio.
 
Al 38', Catellani prova il dribbling e tiro da sinistra, ma Guarna fa sua la sfera senza apprensione.
 
Spezia distratto, ma al tempo stesso sfortunato: al 45' gran botta di Nenè dai venti metri e pallone che si stampa sulla traversa a Guarna battuto.
 
Ci prova Kvrizic al secondo dei quattro minuti concessi, ma il tiro cross dell'esterno croato è preda dell'attenta difesa barese.
Allo scadere, è invece Calaiò a mancare incredibilmente il tap – in vincente
 
E' l'ultima occasione di un match appassionante, ricco di colpi di scena, ma che alla fine lascia un sapore amarissimo agli aquilotti.
 
Delude la difesa, convincono gli altri reparti: in attesa di domenica prossima, la sensazione è che Bjelica dovrà mettere a punto qualche automatismo.
 
Di certo, la strada è ancora lunga e, nonostante la sconfitta, i segnali positivi non sono comunque mancati.
 
 
Andrea Licari
 

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