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Anteprima dal Festival di Venezia al Cinema Il Nuovo

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LA SPEZIA – "Sangue del mio Sangue” sarà presentato in anteprima Nazionale e in contemporanea con il Festival di Venezia al Cinema Il Nuovo Mercoledì 9 settembre alle ore 21.15  Con “Sangue del mio Sangue” Bellocchio ha riunito attorno a sé la sua “famiglia” cinematografica, con cui ha da lungo tempo un sodalizio artistico e umano. Roberto Herlitzka, indimenticabile Aldo Moro in “Buongiorno, Notte” e incisivo politico in “Bella Addormentata”; Pier Giorgio Bellocchio, suo figlio, che ha fatto esordire bambino nel cinema, per poi dirigerlo in vari suoi film (“Buongiorno, notte”, “Bella Addormentata”, “Vincere”…) e spettacoli teatrali (“Zio Vanja)”; Lidiya Liberman, che ha scoperto e voluto a teatro per il ruolo di Helena in “Zio Vanja” e che ha fatto debuttare ora nel cinema; Alba Rohrwacher, che ha diretto in “Sorelle mai” e “Bella addormentata” e Federica Fracassi (anche lei in “Bella addormentata”). E poi Toni Bertorelli, indimenticabile interprete di Il principe di Homburg e “L’ora di religione”, Bruno Cariello, al quarto film con Bellocchio, e Filippo Timi straordinario protagonista di “Vincere”, nel quale ha lavorato anche Fausto Russo Alesi. Senza dimenticare Elena Bellocchio, già interprete di “Sorelle Mai”. E Bellocchio li ha riuniti tutti a Bobbio, dove ha girato il suo primo film “I pugni in tasca” e dove ogni estate tiene il laboratorio per i giovani “Fare Cinema”. E proprio un’estate, alla ricerca di nuove location, scopre le antiche prigioni di Bobbio, chiuse e abbandonate da molti decenni, che in un remotissimo passato facevano parte del convento di S. Colombano.In questo convento-prigione, in questa cittadina della Val Trebbia, luogo cinematografico e dell’anima, tra passato e presente, prende vita “Sangue del mio Sangue”…“Sangue del mio Sangue” racconta di Federico, un giovane uomo d’armi, che viene sedotto come il suo gemello prete da suor Benedetta che verrà condannata ad essere murata viva nelle antiche prigioni di Bobbio. Nello stesso luogo, secoli dopo, tornerà un altro Federico, sedicente ispettore ministeriale, che scoprirà che l’edificio è ancora abitato da un misterioso Conte, che vive solo di notte.Scritto e diretto da Marco Bellocchio, il film ha la fotografia di Daniele Ciprì, “Il film nasce dalla scoperta casuale delle antiche prigioni di Bobbio” ci spiega Silvano Andreini del Nuovo  “è  ispirato alla storia di Benedetta, una monaca murata viva nella prigione convento di Santa Chiara, a Bobbio. Ma il  passato ritorna al presente dell’Italia di oggi e più precisamente in un’Italia di paese, Bobbio, che la modernità, la globalizzazione hanno ormai cancellato”.

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