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Emergenza cinghiali, Coldiretti ai sindaci «Serve un’ordinanza sindacale per abbattimento e contenimento»

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Domenico Pautasso, direttore Coldiretti La Spezia e Genova.

LA SPEZIA – Coldiretti La Spezia e Coldiretti Genova suonano la sveglia alle istituzioni. È infatti ormai vera e propria emergenza cinghiali, una situazione intollerabile, che pagano per primi gli agricoltori. L'organizzazione, con Domenico Pautasso (direttore Genova e La Spezia), Michele Menoni (presidente La Spezia) e Valerio Sala (presidente Genova), ha scritto ai sindaci delle province di Genova e della Spezia chiedendo la predisposizione di un'ordinanza sindacale per il contenimento e l'allontanamento degli ungulati.

"La presenza di tali animali – spiega il direttore Pautasso – arreca danni sia alle proprietà private, devastando orti, coltivazioni, giardini, campi, prati, pascoli, vigneti, uliveti, muretti di contenimento, che a quelle pubbliche. Inoltre, questi animali selvatici sono fonte di danni alle opere pertinenti della rete viaria, andando quindi a costituire anche un potenziale pericolo per la circolazione dei veicoli, oltre a creare problemi di igiene, sanità, pubblica incolumità. Non dimentichiamo che gli ungulati sono recettivi a numerose malattie virali, batteriche e parassitarie, che possono manifestarsi per trasmissione ad altre specie selvatiche e ad animali domestici o destinati all’allevamento, con rischi concreti anche per l'uomo. Non per ultimo, questa situazione alimenta uno stato di disagio per i cittadini, con ripercussioni sulla libertà e sulla sicurezza".

Coldiretti, nella lettera arrivata sulle scrivanie dei primi cittadini genovesi e spezzini, chiede che le ordinanze seguano dettami ben precisi. Innanzitutto, l'organizzazione ritiene necessario che a decorrere dalla data della pubblicazione dell’ordinanza, e sino ad emissione di eventuali provvedimenti di revoca, venga effettuata la cattura o l’eventuale abbattimento degli ungulati presenti sul territorio comunale, sia nelle immediate adiacenze del centro abitato, sia nelle aree agricole e rurali e in prossimità delle reti viarie più trafficate. E ancora, l'ordinanza deve vietare la somministrazione di cibo agli ungulati e ad altri animali selvatici. Il terzo punto è rivolto ai proprietari dei terreni confinanti con i centri abitati, chiamati a "impegnarsi a mantenere le proprietà pulite da vegetazione arbustiva spontanea", come si legge nel testo redatto dall'organizzazione. Inoltre, Coldiretti invita le amministrazioni comunali a incaricare per l’esecuzione dell'ordinanza "gli Agenti della Polizia Provinciale eventualmente coadiuvati dalla polizia Municipale e da tutte le Autorità pubbliche o private competenti in materia". In ultimo, l'associazione chiede che nell'attuazione delle attività di contenimento e abbattimento, sia garantita la sicurezza di chi di tali attività sarà incaricato, nonché quella della popolazione, "rispettando senza indugio – così nella lettera – le prescrizioni impartite dagli agenti incaricati della Polizia Provinciale liberando da ogni responsabilità l’amministrazione comunale per eventuali incidenti e/o danni a persone o cose che si potessero verificare prima, durante e dopo lo svolgimento degli interventi di contenimento/abbattimento". Richieste puntuali per porre rimedio urgente a uno scenario non più sostenibile.

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