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Laghezza: «Non riuscendo ad essere il Presidente di tutti, spazio ad un processo di pacificazione»

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Dott. Alessandro Laghezza

LA SPEZIA – «Ho accettato la candidatura alla Presidenza di Confindustria La Spezia, su richiesta di disponibilità della commissione di designazione, in un momento in cui non c’era consenso diffuso su alcun nome. Da quel momento ho cominciato ad incontrare gli imprenditori a conoscere le loro aziende, a pensare ai servizi di loro interesse per costruire una Associazione realmente al servizio delle imprese e del tessuto economico della Provincia.

Ho conosciuto realtà importanti, fortemente innovative, spesso leader non solo nazionali del proprio settore. Molti di questi imprenditori, convinti dal mio approccio e dal progetto che andavo elaborando, mi hanno garantito il loro appoggio ed il loro voto, sia in Giunta che in Assemblea.

Parallelamente al mio impegno, nasceva quello dell’Ing. Maestrini, manager di Fincantieri, sostenuto da larga parte dell’industria meccanica  ed incentrato sul tema della Legge Navale, Il confronto fra i due progetti avveniva nella Giunta del 31 Luglio, dove, forse un po’ a sorpresa, ottenevo 22 voti contro i 19 dell’Ing.Maestrini.

A quel punto, secondo una prassi consolidata in Confindustria per la quale il vincitore in Giunta viene condiviso da tutta la base associativa (come avvenne per esempio 8 anni fa nel confronto Papi/Bucchioni ) e confermato in Assemblea, avviavo immediati contatti con la cordata dell’Ing.Maestrini, offrendo allo stesso la Vice presidenza ed ottenendo con sorpresa un secco rifiuto. Analogo atteggiamento di chiusura riscontravo in Termomeccanica e, sia pure con toni meno accentuati, in Oto Melara.

Procedevo comunque nella stesura di un programma innovativo, volto a creare una Confindustria 2.0 pronta a scendere in campo al fianco delle imprese con servizi innovativi, consulenze, formazione di prim’ordine. Recuperando anche quel ruolo da protagonista nelle partite strategiche del nostro territorio, dal recupero delle aree militari, al waterfront, al polo logistico di Santo Stefano che è spesso mancato in questi anni. Sulla base di questo programma creavo un consiglio direttivo che vede la presenza di imprenditori e manager di alto livello, in rappresentanza di Aziende come Contship, Cantieri San Lorenzo, Costa Group, Valdettaro etc oltre alle maggiori imprese di costruzione spezzine, ai gruppi Antonini e Sernav e altre figure di primo rilievo, come la vicepresidente Giorgia Bucchioni. Questo programma e questa direttivi, frutto di un mese di mio lavoro, sono stati votati, il 28 agosto alla quasi unanimità dei presenti in Giunta,

Ottenuto questo secondo, importante successo ed avendo ampi numeri per la conferma in Assemblea, ho lavorato tuttavia, fra il 28 agosto ed oggi, per coinvolgere anche le grandi imprese che avevano sostenuto Maestrini, i cui voti, pur non essendo determinanti, hanno comunque un forte significato per quello che queste realtà hanno rappresentato e rappresentano nell’economia di questa città. Ancora una volta alle mie aperture e richieste di collaborazione sono stati opposti netti e talora sprezzanti rifiuti. Senza che ci fosse da parte loro alcun candidato o progetto alternativo, ma semplicemente il mancato riconoscimento del mio progetto e soprattutto della mia persona, come testimoniano le pretestuose polemiche di questi giorni. Un rifiuto spinto sino al punto di minacciare l’uscita dall’Associazione in caso di mia vittoria.

A quel punto, preso atto della impossibilità di una ricomposizione in Assemblea e del rischio di un ulteriore indebolimento di una Associazione che già in questi anni ha perso molte imprese e faticato a coinvolgerne altre, ho maturato la decisione, d’intesa con le persone che mi hanno sostenuto in questo lungo e faticoso percorso, di rimettere il mandato conferitomi. Ritengo infatti che un’Associazione non possa essere governata a maggioranza ma nella più ampia ed estesa condivisione, rappresentandone tutte le anime e le componenti, cosa divenuta a questo punto impossibile.

Non riuscendo ad essere il Presidente di tutti, preferisco lasciar spazio ad un processo di pacificazione che porti all’individuazione di una figura condivisa da tutte le imprese e in grado, auspicabilmente, di realizzare quella Confindustria 2.0 alla quale io e tanti imprenditori abbiamo creduto. Non lascerò l’Associazione, anzi metterò a disposizione il mio programma e le mie energie a colui che vorra’ tentare questa impresa. Ringrazio i 25 membri di Giunta su 49 che hanno votato a mio favore, la gran parte della base associativa che mi aveva garantito il proprio appoggio e le Istituzioni che hanno seguito con interesse questo mio percorso, ritenendolo utile per l’economia della nostro territorio. Ma ringrazio principalmente i miei più stretti collaboratori, che per due mesi si sono fatti carico del mio lavoro e che avrebbero dovuto sostituirmi nella  mezza giornata giornaliera che avevo garantito di trascorrere in Associazione, al servizio di tutti. Mi auguro che eguale entusiasmo ed impegno venga posto da chi raccoglierà il mio testimone e porterà, almeno spero, Confindustria La Spezia a quel rango e a quel ruolo che le compete.»

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