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A scuola per crescere

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Lettera del Vescovo  per l’inizio della scuola

di Luigi Ernesto Palletti*

Ancora una volta, all’inizio di questo nuovo anno scolastico 2015–2016, desidero rivolgere il mio pensiero a tutti coloro che, a qualunque titolo, sono coinvolti nel grande cammino della formazione. L’insegnamento e l’apprendimento mirano a comunicare e ricevere contenuti come anche ad acquisire competenze che possano tradursi in operatività concrete, ma cuore della formazione rimane sempre la persona umana. Chiamati a prendere in mano la realtà, la donna e l’uomo si sentono così interpellati non solo ad usarne in modo equo e sostenibile, ma anche a sentirsi parte di questo grande mistero che vede proprio nel dono e nella custodia della vita e del creato la sfida che da sempre interpella la coscienza e l’agire umano. Governare se stessi e ciò che ci sta intorno non vuol dire dominare, ma servire nel rispetto della verità. Non ci ricorda tutto ciò proprio la grande e sempre più necessaria attenzione verso l’ecologia? Proprio questa sensibilità maturata soprattutto in questi ultimi decenni testimonia quanto importane sia custodire e proteggere la realtà così come ci è stata donata. La sola tecnica non è dunque sufficiente. Sono necessari valori autentici che accompagnino i passi dell’uomo. Ecco perché non si può mai parlare solo di apprendimento, ma necessita ritornare alla sempre attuale dimensione del sapere, ovvero del conoscere in un sapore nuovo: il gusto, non effimero, della vita, della dignità della persona umana, della giustizia e della solidarietà. In altre parole dobbiamo evitare di cadere nella tentazione di pensare che tutto ciò che è tecnicamente fattibile sia per lo stesso motivo anche e sempre lecito. In quest’ottica oscuri orizzonti hanno segnato i decenni che ci hanno preceduto. A noi il compito di costruire invece un mondo ravvivato da una vera e profonda dimensione dell’umano. Un umano colto nel valore della vita e vissuto nella dignità della persona. Tutti siamo dunque coinvolti in questo cammino. Nessuno deve sentirsene escluso o giustificato nel tirarsene fuori. Istituzioni, scuola, famiglie, alunni sono chiamati a concorrere in quel lavoro di formazione che deve segnare una continua crescita e umanizzazione di tutto ciò che già ci appartiene, ma che spesso rischiamo di dimenticare. Abbiamo bisogno di ritrovare relazioni rinnovate, relazioni di perdono, di riconciliazione, di accoglienza. Ecco perché necessita sentire quanto sia importante l’oggi della formazione per il domani della storia. Certo la famiglia rimane un punto insostituibile e fondamentale di questo cammino. Scuola di complementarietà, di comunione, sorgente di vita fisica e spirituale, si pone come un riferimento solido sul quale necessita rivolgere uno sguardo di particolare attenzione e investire sempre più risorse. In essa la conoscenza, l’amore, la vita, possono esprimersi profondamente legati fra loro e contribuire così a far maturare quel cammino di formazione integrale, estremamente necessario se vogliamo realmente gettare le basi di una rinnovata civiltà. A tutti, innanzitutto, un grazie per l’impegno e la dedizione con la quale vengono affrontate le tante difficoltà che quotidianamente si presentano. Ad ognuno di noi l’impegno perché, nel piccolo tassello che ci compete, sappiamo mettere tutto quell’amore per l’umanità presente in ogni donna e in ogni uomo, che costituisce l’autentica motivazione del nostro agire.

*Vescovo diocesano

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