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Filiera dell’auto in Liguria, l’81% è artigiana

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Carrozzerie e autoriparatori a stragrande maggioranza di micro imprese artigiane (2.433 in Liguria). Ciliberti (Autoriparatori) e Pace (Carrozzieri): «Settori da sostenere non solo per l’economia, ma anche per la sicurezza dei cittadini». 

GENOVA – In Liguria la filiera delle carrozzerie e il settore dell’autoriparazione sono per oltre l’80% a carattere artigiano. Secondo gli ultimi dati Unioncamere-Infocamere, elaborati dall’Osservatorio Mpi Confartigianato Lombardia, con ben 1.853 microimprese di manutenzione e riparazione su 2.278, la Liguria ha un’incidenza artigiana dell’81,3% sull’intero settore, superiore di quasi un punto percentuale a quella media nazionale. La fetta artigiana ligure rappresenta il 2,5% del totale in Italia (circa 75.400 imprese artigiane sulle quasi 93.600 totali).

La maggior parte delle realtà dell’autoriparazione artigiana si concentra in Lombardia (oltre 11 mila microimprese), Sicilia (7.351) e Piemonte (6.420). Un settore, quello artigiano, che registra un calo dell’1,2% nel secondo trimestre dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2014. Andamento leggermente migliore se confrontato a quello medio nazionale (-1,4%), e rispetto al quale spiccano i segni meno registrati in Basilicata (-2,7%), Sardegna (-2,2%) e Sicilia (-2,1%).
A livello provinciale, la maggior parte delle microimprese artigiane di autoriparazione sono a Genova (939, in calo dell’1,4%), seguita da Savona (365, -1,4%), provincia che registra l’incidenza artigiana più alta della Liguria: 88,4%. Chiudono Imperia (315 e un andamento stabile nel corso dell’ultimo anno) e La Spezia, con 235 imprese, in diminuzione dell’1,7%.

«Il settore non si è ancora ripreso dalle forti penalizzazioni che lo hanno colpito soprattutto dal 2011, con il governo Monti – commenta Vincenzo Ciliberti, presidente regionale degli Autoriparatori e Nazionale dei Revisori Anara/Confartigianato – E la crisi non ha aiutato: gli italiani spendono meno in manutenzione, perché spesso non si trovano nelle condizioni economiche per poterlo fare, e di conseguenza i veicoli circolano in stato di pericolosità. Un modo per far ripartire la categoria e, nello stesso tempo, agevolare gli utenti, consiste nella defiscalizzazione della riparazione. Una richiesta che avevamo avanzato più volte in passato ma che non è mai stata presa in considerazione».
Per dare forza a queste richieste Anara/Confartigianato organizzerà un incontro nazionale giovedì 17 settembre, mettendo in evidenza la situazione attuale della sicurezza stradale.

Anche il settore delle carrozzerie è prevalentemente a impronta artigiana. Si tratta di 580 micro e piccole imprese sulle 706 totali, l’82,2%. Per loro l’andamento è stato leggermente positivo nell’ultimo anno: +0,4%, il quarto miglior risultato registrato in Italia dopo Valle d’Aosta (+2,3%), Umbria (+1,4%) e Friuli Venezia Giulia (+0,6%). In Italia, in cui sono attive circa 18.300 carrozzerie artigiane su 22.400 totali, è stato registrato un calo dell’1,8%. La fotografia provinciale ritrae ancora una volta Genova al primo posto per numero di microimprese del settore: sono 341, in aumento dello 0,9% rispetto al secondo trimestre del 2014. Segue Savona, con 95 imprese e un andamento positivo dell’1,1%. La Spezia conta 77 carrozzerie artigiane, stabili rispetto all’anno scorso, e l’incidenza artigiana più alta della regione: 86,5%. Imperia (67 microimprese) registra l’unico calo della regione: -2,9%.

«Un settore che sta combattendo, sembra con primi risultati positivi alla Camera dei deputati anche grazie ad alcuni deputati liguri, – commenta Pino Pace, presidente regionale Confartigianato Carrozzieri – contro la tendenza ad imporre la volontà delle assicurazioni a discapito della libertà di scelta e, soprattutto, della sicurezza dei cittadini. Noi continuiamo ad auspicare che si possa aprire un dialogo con le compagnie di assicurazione per trovare punti di interesse comune, con al centro però gli automobilisti italiani».
 

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