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Un leone con il passo di una tartaruga, ma tanta voglia di ruggire

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La squadra scesa in campo domenica con la Pro Vercelli – Foto Patrizio Moretti 

Se tutte le componenti faranno tesoro di ogni piccolo errore e di ogni piccola mancanza, le qualità singole e di gruppo torneranno molto presto a fare la differenza in campo

LA SPEZIA – Un leone travestito da tartaruga. Un leone che della tartaruga ha tenuto anche il passo, in queste prime due domeniche di campionato in cui c’era tanto bisogno di sprint e di fiducia.

Non è questo, non è ancora questo lo Spezia solido, tenace e rapace che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare per tutto l’arco dell’annata scorsa, una squadra rinforzata nelle giuste dosi di esperienza e di talento in estate, che noi tutti credevamo essere già pronta per scattare in quarta e “spaventare” il campionato.
Proprio come non ci riuscì l’annata scorsa, quando uscì alla distanza durante il girone d’andata, con diversi rimpianti.

La trasferta di Bari e la prima casalinga al Picco contro la Pro Vercelli, ci hanno mostrato una squadra dai molteplici volti, in positivo e in negativo, ma con un minimo comune denominatore: l’incostanza.

Una squadra a tratti spenta e macchinosa, ma anche padrona del gioco, a trattisolida ma anche improvvisamente insicura e vulnerabile, padrona del centrocampo e delle fasce ma senza la necessaria fluidità e velocità di esecuzione per andare a far male.

Una squadra a volte anche un po’ schiava del suo modulo, che molto dà e molto toglie, molto accorcia e molto allunga, a volte sofferente al cospetto di una condizione fisico e atletica ancora da migliorare.

Soffermarsi sui singoli è esercizio assai complicato quando si ragiona tatticamente e fisicamente, appare tuttavia evidente che già da questo fine settimana il mister potrà dettare una linea quanto più precisa riguardo alle piccole gerarchie che ogni ruolo e ogni reparto devono avere, soprattutto quando si acquistano giocatori di grande rilevanza e con determinate qualità tecniche e tattiche.

Calaiò, dopo aver accumulato 25 minuti in due partite, potrebbe iniziare daSalerno il suo vero campionato, con o senza Nenè, una coppia che senz’altro può fare molto bene. Con o senza Catellani.

Nessuno avrà mai il posto assicurato, nel calcio questa è regola fondamentale, di sicuro però è fondamentale dare inizialmente fiducia a giocatori importanti in grado di fare la differenza. Seppur qualche occasione mancata, in area di rigore, gridi ancora vendetta.

In difesa si potrebbe concedere una pausa a chi ancora deve capire perfettamente i meccanismi non solo di una squadra, ma anche di un intero campionato assai peculiare come quello italiano. Andare sul sicuro, adesso, può essere la scelta più logica, anche se sono da verificare le condizioni fisiche di Piccolo.

Di sicuro c’è che questa rosa offre ampi margini di manovra tattica e di rinforzoqualitativo, a seconda delle partite e soprattutto dei “momenti” all’interno delle partite.

Le idee del mister appaiono d’altro canto molto chiare, condivisibili o meno che siano, e di questo si deve dare atto.

A fronte di questa partenza al rallentatore, la tifoseria vota comunque la fiducia e il sostegno pieno e incondizionato, come questi ragazzi e questo mistermeritano senza se e senza ma.

Se tutte le componenti faranno tesoro di ogni piccolo errore e di ogni piccola mancanza, le qualità singole e di gruppo torneranno molto presto a fare ladifferenza in campo.

Allora la tartaruga che oggi si mostra a tutti, tornerà senz’altro a correre e aruggire.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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