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Lorenzo Di Alesio: «Ignorato l’Hospice pronto in Via Fontevivo»

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LA SPEZIA – Apprendo che alla riunione del 15 settembre con il Comitato Consultivo Misto che rappresenta sette Assiciazioni Spezzine di cittadini, il Direttore Generale dell'ASL Conzi avrebbe fatto le seguenti dichiarazioni in merito all'Hospice:

1) esiste un accordo sottoscritto tra ASL e regione, che prevedeva già da molti anni un Hospice, nella costruenda struttura davanti all'entrata dell'ospedale di Sarzana; è stata anche posata la prima pietra da parte di Caleo. Ora si è deciso di spostare la sede nell'area dell'ex-D.Gnocchi; sostiene Conzi che lo spostamento della sede alla Spezia produrrebbe la sospensione delle sovvenzioni e un nuovo iter.

2) in questi anni è stato fatto credere che i posti letto per l'Hospice erano 30 per la nostra ASL; i parametri regionali prevedono un indice di 0,6 /10mila abitanti, per cui a noi ne spetterebbero 13; le altre ASL liguri rispettano questo parametro; quindi non ci sarebbe spazio per un secondo Hospice.

Ritengo doveroso nei confronti dei Cittadini che hanno firmato la petizione per l'immediata attivazione dell'Hospice di Via Fontevivo, precisare quanto segue:

Nessuno ha mai chiesto a Conzi di spostare la sede dell'Hospice da Sarzana a Spezia! Come non perde alcun finanziamento attivando dei posti letto nel padiglione ex don Gnocchi, così non li perderebbe utilizzando i posti già disponibili in via Fontevivo; una differenza sostanziale: i posti a Sarzana (ammesso e non concesso che abbiano le catarreristiche dell'Hospioce: verificheremo puntualmente!) hanno richiesto ulteriori spese, dichiarate in 100.000 euro; l'Hospice di via Fontevivo è già pronto e con caratteristiche avanzate. Di più: all'inaugurazione del polo di via Fontevivo, il Governatore Burlando si era espresso ben in altri termini!

Circa il fabbisogno di 30 posti per l'Hospice….è L'ASL che, correttamente, l'ha fatto credere!!! Una stima del fabbisogno di posti in Hospice per la Provincia Spezzina redatto dall'ASL5 seguendo le linee guida sull'attivazione delle attività assistenziali in cure palliative pubblicate sulla gazzetta ufficiale del 14.5.2001 (“Stima del bisogno di assistenza e cure palliative in strutture tipo Hospice ai pazienti oncologici terminali nella provincia della Spezia, F. Pensa, E. Bazzali) individuava per gli anni 2006-2010 in 30 al giorno il numero di Pazienti terminali che richiedono ricovero in Hospice. Tale dato appare costante anche nelle proiezioni per gli anni successivi.

Da raccomandazione di alcune Società Scientifiche il numero di posti letto in Hospice sarebbe di un posto ogni 10.000 abitanti, quindi 22 per la Provincia della Spezia. La più rappresentativa delle Società Scientifiche Italiane, la S.I.C.P., indica in almeno 0,6 posti letto per 10.000 abitanti il numero di posti letto.

La Regione Liguria ha previsto per la Provincia della Spezia (218717 abitanti al 31.12.2012) un numero di posti in Hospice pari a 12, quindi 0,55 posti per 10.000 abitanti.

La Provincia di Genova (851,283 abitanti al 31.3.2012 ) ha un tasso di posti in Hospice di 0,59 posti/10.000 abitanti. Si noti come gli Hospice della Provincia di Genova siano distribuiti sul territorio tra Albaro, Bolzaneto, San Martino e Chiavari.

In buona sintesi nei 15 anni in cui l'ASL non ha costruito l'Hospice, è stato costruito un Hospice con accordo tra Comune della Spezia (che ha scambiato alcuni terreni e ne ha donato altri), ASL (che ha seguito in vario modo i lavori, ad esempio notando che non era stata prevista una camera mortuaria per l'Hospice; inoltre ha chiesto e ottenuto di non fare più un RSA, ma una struttura riabilitativa in corso d'opera, ad indicare che ha seguito, eccome, la costruzione del complesso) e Fondazione Carispezia che ha finanziato il progetto. Ora il non utilizzo dell'Hospice della Spezia, oltre che un'assurdità, rappresenta sperpero di denaro pubblico, come lo rappresenta il riadattamento dei locali ex don Gnocchi di Sarzana.

Il fabbisogno di posti letto in Hospice per la Provincia, checchè se ne dica, è superiore a quello indicato dalla Regione. che, comunque, è al di sotto dei minimi.

Si tenga poi conto che Genova, giustamente, ne ha spalmato diversi Hospice nel suo territorio (San Martino, Albaro, Sampierdarena e Chiavari). É in definitiva quanto chiediamo anche noi: uno alla Spezia, uno a Sarzana. Quello di Spezia è pronto e inutilizzato; quello di Sarzana….semplicemente non esiste e allora l'ASL se ne inventa uno nei locali liberatisi con il trasferimento dell' Istituto don Gnocchi alla Spezia.

In sintesi, nelle more della costruzione e della attivazione dell'Hospice di Sarzana, abbiamo un Hospice già pronto, 250.000 euro all'anno stanziati da Fondazione Carispezia per la sua attivazione…e un'ASL che può permettersi di ignorare il tutto!

La speranza, non solo mia, ma di tutto il nucleo promotore della raccolta firme e, quindi, degli oltre 2.300 cittadini dell'entourage spezzino che hanno già firmato la petizione per l'immediata attivazione dell'Hospice di Via Fontevivo è che la Conferenza dei Sindaci si faccia parte attiva a che venga, finalmente, posta fine nella maniera migliore per tutti ad una storia lunga e che non avrebbe dovuto mai essere raccontata e che il territorio della Provincia Spezzina abbia, pur se con oltre 15 anni di ritardo, quanto necessario per l'Assistenza in Hospice al Malato in fase avanzata di malattia non solo neoplastica, ed ai suoi familiari…sarei tentato di dire «quanto dovuto»…ma preferisco pensare in altri termini, secondo i dettami della scienza, dell'etica, della religione per chi è credente; in sintesi a quanto raggiunto dalla disciplina della Medicina Palliativa e che la Politica è tenuta a concretizzare nel modo migliore senza fossilizzarsi dietro scelte vecchie, dietro patti che più che l'interesse della collettività sembrano tutelare il prestigio di chi li porta avanti.

Dott. Lorenzo Di Alesio Referente Ordinistico per la Medicina del Dolore e Palliativa, già Coordinatore della Rete Locale per le Cure Palliative

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