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Un impegno ecumenico per la difesa del creato | di Francesco Vannini*

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Notizie della Diocesi

LA SPEZIA – Il monastero di Bocca di Magra ospiterà anche quest’anno gli appuntamenti ecumenici relativi alla celebrazione della Giornata per la custodia del creato. La sede è scelta perché, in un quadro naturale di singolare bellezza, al monastero operano dei religiosi che custodiscono un ambiente spesso ferito e fragile, e che cercano di aiutare le persone a rinvenire l’occasione di un incontro privilegiato con Dio e con la propria interiorità. Il momento celebrativo della Giornata sarà domenica prossima 27 settembre. Esso inizierà alle 15 con un incontro descrittivo della situazione delle diverse confessioni cristiane in ordine al tema ecologico. La sensibilità ad esso, del resto, cresce rapidamente un po’ in tutte le comunità, sia per l’aggravarsi dei problemi ambientali, sia per la crescita di consapevolezza delle nostre urgenti responsabilità anche di fronte a Dio, del nostro peccato anche in questo campo. La necessità di una risposta corale e sollecita ha spinto le Chiese cristiane a lavorare sempre più unite in questo campo. Domenica aiuteranno la riflessione padre Costantin Sorin Filip, decano missionario per la Liguria della Chiesa ortodossa rumena che risiede abitualmente a Genova, Jean Félix Kamba Nzolo, nuovo pastore valdese in servizio nelle chiese metodiste a Carrara e alla Spezia, e  Franca Landi, docente di ecumenismo all’Istituto superiore di Scienze religiose “Niccolò V” della Spezia. Grazie al loro aiuto, i presenti si prepareranno a trasformare in preghiera ecumenica i pensieri emersi, con una liturgia preparata per l’occasione, nella quale, alle 16.30, darà un suo contributo di riflessione anche il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti. Per una preparazione più remota si è pensato poi di cogliere l’occasione della presenza a Bocca di Magra di padre Alfio Filippi, dehoniano, per molti anni direttore di quella nota casa editrice e curatore di importanti pubblicazioni di carattere biblico ed ecumenico, componente per diversi anni della commissione ecumenica della diocesi di Bologna. Lo studioso ha accettato di essere a Bocca di Magra sabato prossimo 26 settembre, alle 15, per una sua presentazione dell’enciclica di Papa Francesco “Laudato si’”, con una sottolineatura particolare delle sollecitazioni ecumeniche che ne emergono. Si tratta di una occasione importante e singolare, soprattutto per tutti coloro che si troveranno a parlarne nel corso dell’anno a classi o a gruppi di studio. Ad entrambi questi appuntamenti, quello di sabato e quello di domenica, tutti sono invitati a partecipare, anche per esprimere in questo modo una disponibilità ad essere coinvolti in una efficace e premurosa custodia del creato.
*Responsabile diocesano Ecumenismo e dialogo
 
Anche il Centro missionario diocesano diretto da don Giovanni Tassano, ha deciso, in collaborazione con  la Caritas, di proporre una lettura dell’enciclica “Laudato Si’”. L’incontro avrà luogo alla Spezia martedì 29 settembre, ed avrà relatore Lorenzo Fazzini, direttore di Emi (Edizione missionaria italiana). L’iniziativa collegherà quindi il mese di settembre, dedicato al tema della salvaguardia del creato, e il mese di ottobre, mese “missionario”.
 
L’impegno della Caritas per la famiglia e la casa
di Stefano Strata*
Negli ultimi mesi, sulla stampa e altrove, abbiamo sentito più volte ripetere la frase “Aiutiamoli a casa loro”, abbiamo ascoltato tanti “saggi” insegnare come essere solidali, ci è stato insegnato che la solidarietà deve essere fatta con risorse proprie e non con quelle degli altri, che si deve distinguere tra chi fugge da conflitti e chi fugge da povertà e mancanza di opportunità, e così via. Ebbene, è giusto ricordare che, per quanto riguarda noi della Caritas, la gente “a casa propria” la aiutiamo da tempo. Da apriloe 2014, ad esempio, è attiva alla Spezia la convenzione tra la Caritas e la Fondazione antiusura “Santa Maria del Soccorso” di Genova proprio per intervenire con piccoli prestiti sulla cosiddetta emergenza locativa, per contenere il dramma degli sfratti o per consentire a famiglie bisognose di subentrare in una nuova locazione. Sono trentacinque le pratiche attivate sinora, per complessivi 35 mila euro. Anche i microprestiti convenzionati con la Fondazione Carispezia sono destinati alla emergenza abitativa, più ampia quindi della “locativa”: con le sole pratiche Caritas sono stati erogati 43 mila euro a favore di ventisette nuclei familiari. Aiutiamo “a casa loro” la gente anche con i “prestiti della speranza”, attinti dal fondo nazionale della Conferenza episcopale italiana, con i quali sosteniamo il reddito di quasi cento famiglie per un totale di 426 mila euro. Grazie a questi fondi sono state create due piccole imprese e altre pratiche sono in istruttoria, essendo disponibili finanziamenti sino a 25 mila euro per creare imprese, in collaborazione con Camera di commercio e altri enti e associazioni. Sempre in collaborazione con la Fondazione antiusura di Genova, dal 2008 abbiamo risanato i bilanci di oltre quattrocento famiglie, consentendo loto di mantenersi una casa, indispensabile per ogni progetto di promozione sociale e di vita. Altre famiglie sono “aiutate a casa nostra” dando ospitalità di alloggio in comunità ed in appartamenti gestiti da parrocchie o da enti religiosi. La casa, infatti, rappresenta sempre più spesso l’emergenza di troppe persone che non vengono da altri continenti ma sono tra noi da sempre. La casa assorbe risorse sempre più rilevanti e rischia di divenire un onere insostenibile per singoli o per famiglie. Il “social housing”, al riguardo, non è risolutivo, e comunque i pochi progetti previsti non decollano o non sono adatti a chi non può fare affidamento su un reddito medio. Così le morosità relative ad alloggi di edilizia pubblica rimangono rilevanti e i piccoli proprietari spesso non riescono a recuperare le locazioni spettanti di fronte alla perdita di reddito dei conduttori. Le case non mancano, ma per molti sono sempre più inarrivabili. La politica pubblica “a tutti una casa”, lodevole nel principio, rischia, nel medio e lungo periodo, di creare una fetta di popolazione che passa di sfratto in sfratto. Occorre dunque studiare nuove tipologie di gestione (usufrutto a termine, agevolazioni all’acquisto), alloggi adatti a coabitazioni, con parti riservate ed altre in comune, moduli abitativi prefabbricati a costi ridotti, inseriti però in aree adatte a non creare “ghetti”. Pare anche importante ricordare che, dal gennaio 2014 al giugno 2015, i dieci servizi parrocchiali che in diocesi redigono schede di rilevazione per l’osservatorio Caritas, hanno accolto oltre milleduecento persone sole o nuclei familiari, di cui il trenta per cento italiani, cui si aggiungono 876 persone e famiglie assistite tramite l’”emporio solidale” per la spesa e per gli acquisti. A loro volta, i due Centri di ascolto della Spezia e di Sarzana hanno accolto 1356 persone e nuclei familiari. A favore di queste persone sono stati attivati oltre diciassettemila interventi, con oltre tredicimila erogazioni alimentari, di vestiario e di altri beni. Infine, non va dimenticato che “aiutano a casa loro” le persone in difficoltà gli otto missionari spezzini che da anni vivono in Venezuela, in Brasile (dove operano con i “ragazzi di strada”), in Kenya, in Tanzania (dove gestiscono scuole e attività formative), in Israele (dove operano per la pace e per l’accoglienza), in Turchia, e negli Stati Uniti (dove operano a favore dei nativi indiani).
*Caritas diocesana
 
Cinquant’anni fa monsignor Maverna ausiliare
Sabato 15 settembre 1965 la diocesi della Spezia – Sarzana – Brugnato ricevette l’inattesa notizia che Papa Paolo VI aveva nominato ausiliare di monsignor Giuseppe Stella un sacerdote della diocesi di Pavia, monsignor Luigi Maverna, designandolo rettore del seminario di Sarzana. La sorpresa fu grande, benché, tra gli “addetti ai lavori”, qualcosa fosse filtrato a seguito di una visita apostolica compiuta in seminario dal vescovo Giuseppe Almici: “Due vescovi per una diocesi non grande – osservò qualcuno – sembrano perfino troppi …”. Ben pochi, del resto, conoscevano il nuovo ausiliare, e men che meno si poteva immaginare che sarebbe presto divenuto un esponente di rilievo dell’episcopato italiano: dopo che alla Spezia e a Chiavari, infatti (dove nominò vicario generale il futuro vescovo Giulio Sanguineti), Maverna sarebbe andato a Roma come assistente generale dell’Azione cattolica e dal 1975, alla morte di monsignor Enrico Bartoletti, segretario della conferenza episcopale, con l’incarico, tra l’altro, di preparare il primo convegno ecclesiale nazionale, “Evangelizzazione e promozione umana”. Da ultimo, fu per molti anni arcivescovo di Ferrara – Comacchio. Ordinato a Pavia domenica 15 ottobre, Maverna si insediò poco dopo a Sarzana, dove il 30 novembre celebrò, nella festa patronale di Sant’Andrea, il suo primo pontificale. Un anno dopo, a fine 1966, era già amministratore apostolico della vicina Chiavari. Un’esperienza breve ma intensa, quella spezzina, in cui mise a frutto le tante amicizie nel mondo cattolico lombardo: ad un corso vocazionale da lui diretto nel settembre 1966 a Soviore, ad esempio, il relatore principale fu Giuseppe Lazzati.
Egidio Banti
 
Sinodo, famiglie a Roma
Come è noto, Papa Francesco ha invitato tutte le famiglie, e in particolare quelle italiane, a partecipare alla Veglia che, in occasione dell’inizio del Sinodo dei vescovi, si terrà a Roma sabato 3 ottobre, in piazza San Pietro, dalle 18 alle 19.30. Anche dalla Spezia molte famiglie intendono partecipare a quella che si annuncia come una bellissima opportunità per ritrovarsi, per conoscersi e per vivere insieme un momento di importante di preghiera. A tale riguardo, l’ufficio diocesano di Pastorale per la famiglia comunica di avere organizzato, con l’ufficio pellegrinaggi, un viaggio in pullman con partenza alle 7 davanti al Megacine e rientro in tarda serata. Il costo è di dieci euro a persona, con pranzo al sacco. Telefonare a don Davide De Pietro (tel. 347.4764222) o scrivere a dptdvd@hotmail.it.
 
Si è spento don Attilio Battolla
Si è spento don Attilio Battolla. Nato a Piana Battolla nel 1934, era sacerdote dal 1959 e parroco di Casale di Pignone dal 1972. Se ne va con lui una figura esemplare di sacerdote. Severo con se stesso e coerente, aveva conseguito la licenza in teologia alla Pontificia Università Lateranense. Già ben formato in seminario negli studi del mondo classico, filosofico e teologico, buon seguace di monsignor Cadirola, parroco di Migliarina, dove fu curato dal 1963 al 1972 (dopo esserlo stato quattro anni a Pegazzano), era nel clero diocesano tra i maggiori conoscitori degli ultimi due secoli nelle diverse espressioni: pittura, scultura, letteratura, cinema, teatro, musica. Tante conoscenze di cui non ha mai portato vanto, conservando la semplicità dell’ascolto e della fiducia su tutto ciò che gli si diceva, e soprattutto la capacità oggi rara e preziosa di meravigliarsi e di pensare positivo. E’ stato fedele alla sua gente di Casale, l’ha amata in modo forte ed è stato ricambiato: in un manifesto i parrocchiani hanno scritto: «Grazie don Attilio per tutto quello che hai fatto per noi, e soprattutto per il bene che ci hai voluto». E’ stato una luce timida e insieme potente – forse neanche i suoi compaesani hanno conosciuto del tutto “Marietto” – che ora brillerà nel cielo. Al termine della Messa il sindaco Mara Bertolotto non è riuscita a trattenere le lacrime, imitata in questo da molte persone di ogni età. La celebrazione è stata presieduta dal vescovo Luigi Ernesto Palletti, presenti una quarantina di sacerdoti e molti fedeli. Il vescovo, nell’omelia, ricordando in particolare i contatti con don Attilio a motivo della grave alluvione del 2011, ne ha messo in luce la grande fede e forza d’animo nel non lasciarsi vincere dalle difficoltà. Oggi la chiesa di San Martino è tornata più bella di prima, come nel restauro della Madonna portata via dalla piena. Al termine del rito funebre, il feretro è stato accompagnato dal vescovo e da tutti i presenti nel vicino cimitero dove don Attilio aveva espresso il desiderio di essere sepolto, insieme alla sua gente. Grazie, don Attilio, e Addio !

Padre Fazio ricordato al Sacro Cuore
Oltre che a Genova, dove nella chiesa di San Bernardino al Righi si è svolto il rito funebre, il cappuccino padre Alfredo Fazio è stato ricordato lunedì anche alla Spezia. Una Messa di suffragio, presenti tante persone che lo hanno conosciuto e che lo ricordano con affetto, è stata celebrata dall’attuale amministratore parrocchiale don Giuseppe Savoca nella chiesa del Sacro Cuore di via XX Settembre, dove padre Alfredo fu parroco per ben trent’anni.
 
Istituto di scienze religiose
L’Istituto diocesano di Scienze religiose “Niccolò V” comunica che le lezioni accademiche 2015 – 2016 inizieranno il 13 ottobre. Per le iscrizioni, la segreteria è aperta dal martedì al venerdì di ogni settimana, dalle 15.30 alle 18, presso la sede di via Malaspina 1, alla Spezia. Per informazioni, tel. 0187.735485.
 
Pellegrini in Terrasanta
E’ iniziato giovedì scorso il pellegrinaggio diocesano in Terrasanta, guidato dal vescovo Luigi Ernesto Palletti. Il rientro dei pellegrini alla Spezia sarà giovedì sera.
 
Ci ha lasciati Giacomo Casarino
Lutto nella comunità parrocchiale di San Terenzo, nel comune di Lerici. All’età di ottantanove anni si è spento infatti Giacomo Casarino, per molti anni grande animatore delle attività parrocchiali: aveva organizzato e diretto il Cineforum ed aveva coordinato molte attività della Caritas, a cominciare dalla marcia a sostegno del gruppo disabili “Padre Alfonso”. Era stato anche uno dei principali organizzatori del Carnevale dei bambini. I funerali si sono svolti lunedì scorso. Alla moglie Gina, ai figli e alle nipoti le nostre condoglianze.

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