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Via Turati, Rosso e Balleari: “Per la giunta Doria il registro degli abusivi favorisce l’orientamento lavorativo

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Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria di Fratelli d’Italia-AN, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, intervengono sul registro degli abusivi istituito dal Comune.

GENOVA – «Siamo davvero allibiti davanti alle risposte fornite dagli assessori della giunta Doria sul cosiddetto registro degli abusivi di via Turati. A domanda precisa su cosa sia, nel merito, questa ennesima trovata partorita dagli assessori Fiorini e Piazza ci siamo ritrovati con una risposta del tutto evasiva che parla di “un progetto di inclusione sociale” e di un “censimento di circa 200 cittadini in possesso di regolare permesso di soggiorno” come se avere i documenti in regola possa consentire a chiunque di delinquere o di commerciare abusivamente in massima libertà». Così intervengono Matteo Rosso, capogruppo in Regione Liguria di Fratelli d’Italia-AN, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, in merito alla decisione del Comune di istituire una sorta di registro degli abusivi di via Turati. Il vicepresidente Balleari ha per due volte interrogato gli assessori competenti sulla questione e per due volte ha ottenuto risposte che “non vanno dritte al problema” dice Balleari.

«Oltretutto – commenta Balleari – su questa decisione la giunta non ha minimamente coinvolto i consiglieri comunale nelle apposite commissioni, ha agito in totale autonomia senza tenere conto degli eletti dai cittadini». Nell’ultima interrogazione formulata da Balleari – la cui risposta a firma degli assessori alla Legalità Fiorini e alle Politiche Sociali Fracassi è arrivata questa mattina – si parla di “percorsi individuali d’integrazione sociale e orientamento lavorativo” per “far rispettare le norme della legalità nelle diverse zone del Centro Storico”. «In pratica il Comune avrebbe individuato uno sbocco occupazionale per 200 immigrati nel commercio abusivo e in questo modo, sempre secondo il Comune, questi cittadini stranieri troverebbero una migliore integrazione sociale – dice Balleari – un’autentica follia. Invece di insegnare a far rispettare le nostre leggi e i nostri regolamenti, il Comune è chiaro che promuova la cultura dell’illegalità, mascherata da una finta cultura dell’accoglienza e dell’integrazione. A questo punto, per non discriminare i nostri commercianti che pagano le tasse, sarebbe corretto aprire il “registro” anche agli ambulanti che non riescono a pagare le tasse o che magari sono rincorsi da Equitalia perché non riescono a versare i propri contributi. Giusto per non fare figli e figliastri».

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