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Fiore (#Possibile): “Preoccupazione per il colpevole ritardo nella pulizia degli alvei dei canali del comune”

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LERICI – Giunti oramai in prossimità del mese di Ottobre non risulta ancora iniziato né programmato alcun intervento di manutenzione dei canali Comunali.
Realtà a noi vicine come Sarzana o Ameglia hanno già terminato detti interventi oppure sono in procinto di terminarli.
Eppure sarebbe bastato proseguire nell’ottimo lavoro che l’ufficio Lavori Pubblici ha operato nel corso degli ultimi anni, intervenendo su circa 20 canali Comunali di cui 4 principali.
La  mancanza di programmazione di opere importantissime sul piano della prevenzione è stata concausa, nel corso degli anni, dei fenomeni di allagamento, franosi e di smottamento, soprattutto nelle zone collinari.
Parliamo di un Comune, come il nostro, composto da un reticolo idrografico molto ricco e, come tale da mantenere sotto stretta osservazione e da fare oggetto di approfondita manutenzione.
Gli interventi da realizzarsi (oltre a quelli più prettamente strutturali come il rifacimento di sponde ove crollate oppure il recupero dei sistemi di captazione delle acque meteoriche) consistono principalmente nel taglio vegetazione in alveo, nello svuotamento degli alvei da detriti terrosi, nella radicale pulizia con  prelevamento e smaltimento dei  rifiuti ( soprattutto metallici e/o derivanti da scarti di lavorazione edile) abbandonati irresponsabilmente e dalla risagomatura delle sponde.
Ogni singolo intervento sui canali è fondamentale ma credo che sia necessario porre particolare attenzione alla pulizia degli affluenti della Magra del nostro territorio, ovvero, i Canali Senato e Freddana  responsabili assai spesso di fuoriuscite con conseguenze pesanti per una frazione, come quella del Senato, che ha pagato fin troppo dazio ad una politica che non ha saputo stabilire un equilibrio armonico tra uomo e fiume.
Si tratta di interventi importanti e, talvolta, gravosi sul piano economico (lo scorso anno per il solo Canale del Senato furono stanziati circa 22 mila euro ma il risultato fu straordinario), che, tuttavia, debbono essere effettuati.
In ultimo, ci tengo a dedicare una riflessione anche sulla condizione del tratto terminale del Carbognano che, così come la parte a monte ed il tratto intermedio, è stato oggetto (anche nella parte fociva, grazie al recente dragaggio per cui furono investiti 30 mila euro) di importanti opere nel corso degli ultimi due anni: la pulizia del canale, anche nei cunicoli laterali, assieme all’alleggerimento della condotta fognaria dall’immissione delle acque bianche, effettuato di concerto con Acam e al rifacimento di un pozzetto su Via Roma eseguito circa un anno fa, hanno impedito, dopo qualche decennio di sofferenza, il ripetersi dei tristemente noti fenomeni di fuoriuscita in Largo Marconi, davanti alla Chiesa di San Rocco. Un risultato fondamentale, forse non adeguatamente valorizzato come tale, ma che rischia di essere compromesso se l’operazione non verrà ripetuta ciclicamente, attraverso un’adeguata manutenzione, il che, mi spiace constatarlo, non pare essere tra le priorità di questa amministrazione.
L’augurio è quello di passare un autunno e un inverno non particolarmente piovosi, poiché a fronte dell’inerzia registrata sul fronte della manutenzione del territorio(mi riferisco anche alla zone collinari, Rocchetta e Canarbino in testa, dove si è fatto poco e male, del resto con appalti che registrano il 42% di ribasso è difficile avere qualità negli interventi) il rischio è elevato.
Purtroppo la tanto decantata “lotta al dissesto” ancora una volta resta argomento buono solo per la campagna elettorale: una volta che ci si insedia, si abbandonano le politiche di prevenzione e si programma nuovo cemento. Esattamente ciò che stanno facendo Paoletti e i suoi.

Michele FIORE #Possibile

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