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Il commento | L’uomo in più e una nuova consapevolezza tattica

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Josip Brezovec con il Perugia – Foto Patrizio Moretti 

Josip Brezovec centrocampista universale che definire “moderno” suona con estrema naturalezza nel calcio di oggi in cui abbinare qualità, quantità e personalità è dote non comune.

E’ un colpo da tre punti, strabiliante, che sprizza talento da serie A da tutti i pori, quello che Brezovec ha messo a segno in una notturna al Picco tutt’altro che semplice.

Il goniometro nei piedi per disegnare la parabola giusta, la misura e la forza perfettamente calibrate per colpire la dove è impossibile per qualunque portiere arrivare ad intercettare.
 

Il gol di Brezovec - Foto SpeziaCalcioNews
Il gol di Brezovec – Foto SpeziaCalcioNews

Questo e molto altro è Josip Brezovec centrocampista universale che definire “moderno” suona con estrema naturalezza nel calcio di oggi in cui abbinare qualità, quantità e personalità è dote non comune.

Doti per giocatori che fanno la differenza.

Partita complicata quella di martedì sera, perché il Perugia è avversario tosto, forte fisicamente e atleticamente, che viene da un ottimo piazzamento nel campionato scorso e che ha cambiato poco nell’ultima sessione di mercato.

Sono alte le aspettative degli umbri per questo campionato e tanto basta per essere squadra assolutamente da tenere in considerazione per le zone alte della classifica.

Ecco perché, averla vinta, soffrendo nel finale e strappando tre punti con i denti, potrebbe significare in prospettiva molto più di ciò che sembra.

Con le ultime due gare, i bianchi hanno rimesso a posto i conti, dopo il negativo portato da quelle prime due giornate di campionato, in cui i rimpianti, per i punti gettati al vento, erano grandi come una casa.

Sei punti in tre giorni sono la benzina perfetta per arrivare alla sfida dell’Ardenza con una botte piena di fiducia e di ottimismo, con un Bjelica proiettato forse come non mai alla “concretezza tattica” e ad un minor livello di rischio.

Esultanza sotto la Curva Ferrovia
Esultanza sotto la Curva Ferrovia

Non esistono squadre materasso in questo campionato, e lo Spezia non ha un grado di forza superiore alle altre tale da permettergli rischi e stravaganze offensive per tutto l’arco di una partita.

Significherebbe tirare troppo la corda e giocare arditamente col destino.

Abbondano giocatori di sostanza e di spessore in mezzo al campo, ricchi di quel binomio qualità/quantità che fanno le fortune di ogni squadra e che il mister può e deve sfruttare.

E’ un fattore che scatena gli altri due, difesa e attacco, in un rapporto di dipendenza e di causa-effetto continuo.

Turnover o meno, si andrà dunque a Livorno a testa alta, curiosi di testare la reale forza della capolista su un campo in cui, negli ultimi anni, i colori bianchi hanno stretto un grandissimo rapporto di amicizia.

Sognando arcieri finalmente in azione, per un nuovo ghigno sorridente dietro ad un impermeabile giallo.

Volpi sorride dietro a Spinelli nella vittoria per 5 a 1 dello Spezia a Livorno nel 2012-13
 

Volpi sorride dietro a Spinelli nella vittoria per 5 a 1 dello Spezia a Livorno nel 2012-13

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
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