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Vaccarezza: «Subito una legge che riconosca la lingua dei segni»

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Una norma per tutelare la LIS. Il presidente del gruppo FI ha presentato un ordine del giorno affinché la Regione approvi una norma che imponga misure a tutela dei sordi: «Occorre garantire nuovi sistemi di comunicazione nei servizi pubblici, dai trasporti agli ospedali e, soprattutto, nella scuola».
Il documento verrà presentato il 29 settembre in Consiglio regionale: «Entro i primi mesi del 2016 l’Assemblea deve varare la legge». 

GENOVA – Una legge regionale che elimini ogni barriera nella comunicazione per garantire alle persone sorde e sordo cieche l’accesso a tutti i servizi pubblici.
La proposta è stata avanzata, attraverso un ordine del giorno, da Angelo Vaccarezza, capogruppo di Forza Italia e presidente della I Commissione Affari generali e Istituzionali. «La piena inclusione sociale delle persone sorde e  sordo-cieche – spiega  – dipende anche dalla rimozione delle barriere della comunicazione e dal riconoscimento della LIS (Lingua dei segni italiana) e della LIS tattile e dalla sua adozione nelle scuole, negli ospedali, negli uffici pubblici».
 
«Un ordine del giorno analogo era stato approvato dal Consiglio regionale nel 2008 ma non gli fu data attuazione. La mia iniziativa – dichiara Vaccarezza – si pone, quindi, lo scopo di arrivare il più presto possibile ad una legge condivisa dall’Assemblea. L’ordine del giorno verrà votato nella seduta del 29 settembre e io auspico che entro i sei sette mesi successivi si approdi al riconoscimento legislativo della Lis. In caso contrario presenterò io stesso una proposta di legge su questo tema affinché la Regione Liguria finanzi corsi di formazione per interpreti e assistenti alla comunicazione e garantisca i diritti alle persone sorde nella scuola e in tutti gli uffici e strutture pubbliche».
 
L’ordine del giorno impegna il Presidente e la Giunta ad “attivarsi per approvare una normativa regionale che favorisca l’eliminazione di ogni possibile barriera nella comunicazione, che garantisca l’accessibilità ai servizi pubblici, dall’ambito socio-sanitario a quello culturale, dai  trasporti al dibattito politico”.
«In Liguria ci sono tante barriere che fanno della discriminazione una compagna di vita dei sordi e dei soggetti con disabilità uditiva. Dobbiamo ricordare – aggiunge Vaccarezza – che il principio di “non discriminazione”  va applicato con atti concreti. La nostra Regione ha pertanto l’obbligo di adeguarsi a quanto già fatto in altre tre realtà italiane come Piemonte, Lazio ed Abruzzo, dove le Giunte hanno promosso leggi volte a riconoscere e sviluppare la LIS, rimuovendo una barriera alla comunicazione per le persone sorde  e sordo-cieche, rispettandone al contempo la libertà di scelta».
Vaccarezza ha ricordato che l’Italia, insieme a Malta e al Lussemburgo, è l’unico paese in Europa a non avere riconosciuto la Lis.
 
Il capogruppo, prendendo spunto da quanto già attuato da altre amministrazioni, suggerisce alcuni interventi specifici da inserire nella legge: «Regione Lazio, nell’ottica di offrire alla persona sorda e alla sua famiglia la più ampia libertà di scelta e la massima potenzialità di inclusione sociale ed integrazione, ha posto l’accento sulla disciplina dello screening neonatale e quindi sulle fasi precocissime di presa in carico della persona non udente da parte dei servizi sociali».
 
Un altro ambito prioritario di intervento, secondo Vaccarezza, è la scuola: «Un settore – conclude –  fortemente danneggiato dall’assenza di un riconoscimento formale della LIS, è quello educativo-scolastico, dove operano già diversi professionisti, come interpreti o assistenti alla comunicazione, peraltro previsti dalla legge  104 del 1992. Ci sono quindi, e da tempo, tutti presupposti normativi per avviare fin dai primi anni di vita l’inclusione sociale ed educativa del bambino sordo».
 
Il presidente regionale dell’Ente nazionale sordi (Ens) Ezio Lubrano esprime il più vivo entusiasmo da parte della comunità sorda per questo primo passo: «Con questo documento viene  tolto un altro mattone dalla barriera della comunicazione e rappresenta un momento di fondamentale importanza nel cammino verso una piena integrazione e uguaglianza».
Lubrano rilevato che c’è un’elevata richiesta di formazione sulla Lis e per soddisfare queste istanze, solo grazie a fondi propri, l’Ens avvierà a gennaio il primo corso regionale per assistenti alla comunicazione e altri corsi sono stati organizzati o si stanno organizzando nelle sedi provinciali per assistenti alla comunicazione o interpreti.
 
I PRECEDENTI LEGISLATIVI
La prima Regione ad adottare una legge che riconosce il ruolo della Lis è il Piemonte. La legge regionale 9 del 30 luglio 2012, prevede l’insegnamento della Lingua dei segni nelle scuole primarie e secondarie anche attraverso attività di sostegno e servizi specialistici, sostiene forme di collaborazione con istituti culturali e universitari per incrementare l’uso della Lis e promuove programmi televisivi con traduzione simultanea.
La seconda Regione è l’Abruzzo. La legge regionale 7 del 17 aprile 2014 promuove il riconoscimento della Lingua dei segni come sistema di comunicazione visivo gestuale riconoscendolo come strumento operativo per la rimozione delle barriere che limitano la partecipazione delle persone sorde alla vita collettiva.
La terza Regione è il Lazio. La Legge regionale 6 del 28 maggio 2015 favorisce e sostiene il ricorso alla Lis nei servizi educativi della prima infanzia, favorisce e sostiene servizi di assistenza alla comunicazione e interpretariato per gli studenti sordi nelle scuole e università,  la traduzione o sottotitolazioni di alcune trasmissioni su emittenti pubbliche e private, una formazione specifica per insegnanti e operatori socio sanitari. Infine attiva in ogni punto nascita regionale lo screening prenatale per la diagnosi delle disabilità uditive.

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