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Il Prefetto in visita presso la Casa Circondariale della Spezia

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LA SPEZIA – Nella serata di ieri giovedì 24 settembre corrente il Prefetto, Dott. Mauro Lubatti, si è recato presso la Casa Circondariale della Spezia ove è stato accolto dal Direttore Dott.ssa Maria Cristina Bigi incontrando i funzionari ed il personale.
La visita ha avuto luogo in occasione della conclusione del piano formativo denominato “RI#USCIRE”, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e dedicato alla Casa Circondariale spezzina che ha visto la realizzazione di cinque percorsi, tre dei quali rivolti alla formazione diretta dei detenuti.
L’idea è nata come esigenza di consolidamento ed ampliamento della rete costituita nel corso degli anni per la gestione delle attività formative, di inserimento lavorativo, ma anche informative della realtà del carcere verso la cittadinanza.
Nel corso degli anni, insieme al sistema formativo interno, è cresciuto anche l’interesse imprenditoriale per quello che è stato definito “un particolare quartiere della città”.
Lavorare in rete significa soprattutto cogliere ogni opportunità ed ottimizzare tutte le risorse a disposizione. A tal fine, rivolti ai detenuti, sono stati individuati e sviluppati percorsi per ottenere la qualifica di:

– Giardiniere Operatore del Verde,
– di Aiuto Cuoco,
– di Saldo Carpentiere.

Dedicati agli operatori del settore (educatori, volontari, imprenditori) sono stati organizzati corsi per la formazione concernente:
– Welfare di comunità,
– Responsabilità Sociale d’impresa.

Durante la serata è stato illustrato con immagini e parole il percorso di un gruppo di detenuti e di un gruppo di operatori dei vari settori teso a coniugare l’azione formativa con gli interessi e le esigenze della comunità carceraria.
Il Prefetto ha manifestato il proprio personale e convinto apprezzamento per l’eccellente lavoro prestato, con professionalità e competenza dal Direttore, dal personale e dal Corpo di Polizia penitenziaria, sempre al servizio della comunità, che con silenziosa, ma quotidiana abnegazione, ha reso possibile realizzare questo positivo percorso di speranza e reinserimento sociale, ai fini di un ricollocamento professionale, di quanti sono soggetti oggi a misure trattamenti detentivi.

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