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Microimprese liguri stritolate dalle tasse locali

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In Liguria il peso di Irap, addizionali Irpef, Imu e Tasi è di ben 9.932 euro per impresa, ben 2.655 euro in più di una valdostana. Grasso (Confartigianato): «Ridurre la fiscalità locale, a partire dalla tassazione sugli immobili produttivi»

GENOVA – Un impatto da 9.932 euro per microimpresa. A tanto ammonta il peso di Irap, addizionale comunale e regionale Irpef, Imu e Tasi sulle piccole realtà produttive della Liguria. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Economia e delle Finanze e ITWorking, diffusi dall’Ufficio studi di Confartigianato, tra 2011 e 2014 le imposte dirette e indirette prelevate dal totale delle amministrazioni pubbliche sono salite di 20,9 miliardi di euro, di cui i tre quarti (pari a 16.072 milioni) derivano proprio da queste cinque primarie imposte locali che, da sole, nel 2014 hanno garantito entrate per oltre 70,5 miliardi.

Un prelievo fiscale ulteriormente aggravato dagli effetti dell’indeducibilità dell’Imu, che generano una vera e propria “tassa sulla tassa” e che comporta ben l’8,9% di prelievo aggiuntivo. Considerando anche questo aggravio, in Liguria nel 2014 il prelievo complessivo ha toccato i 10.871 euro per microimpresa, pari a ben 2.174 euro per addetto. A livello regionale, pagano maggiormente le micro e piccole imprese della Campania: 12.547 euro, pari a 2.509 euro per addetto. Sopra ai 12 mila euro anche il carico fiscale in Calabria, Lazio e Molise. Meno colpiti gli artigiani e le microimprese della Valle d’Aosta (8.216 euro, pari a un peso per addetto di 1.643 euro), Sardegna (9.467 euro) e Friuli Venezia Giulia (9.648). In pratica, il risparmio fiscale di un’impresa valdostana rispetto a una ligure è addirittura di 2.655 euro.

«Quello del fisco è un peso che schiaccia soprattutto le imprese di piccolissime dimensioni –afferma Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – e la crescita della pressione fiscale degli ultimi anni è stata trainata proprio dall’inasprirsi della tassazione immobiliare che ha interessato prevalentemente le realtà più piccole: è inaccettabile che, in questa giungla di aliquote, gli immobili produttivi (capannoni, laboratori, macchinari, attrezzature) siano tassati come beni di lusso. Occorre invertire la rotta al più presto ed approvare una riforma per ridurre la pressione fiscale che grava sulle microimprese, quelle che meno beneficiano del taglio Irap».

In Liguria le microimprese che devono fare i conti con la tassazione più vorace sono quelle genovesi: la media del prelievo complessivo (compresa anche la cosiddetta “tassa sulla tassa”) è di 2.186 euro per addetto. Seguono le realtà imprenditoriali dell’imperiese, con ben 2.172 euro di tasse pagate per addetto, e quelle savonesi, con 2.159 euro. Chiude La Spezia: qui il prelievo complessivo per addetto tocca i 2.147 euro.

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