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Rosso e Balleari: “Esenzione da Tari e Tasi per le attività commerciali nella zona dei lavori dello scolmatore Bisagno”

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Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia-AN in Regione Liguria, e Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, lanciano la proposta di esentare i negozi della Foce dal versamento dei tributi locali. “Enormi disagi che vanno compensati da sgravi fiscali”. 

GENOVA – «Le attività commerciali della zona della Foce, in particolare di viale Brigate Partigiane, stanno subendo fortissimi disagi collegati ai cantieri per la messa in sicurezza del Bisagno. Seppur nella consapevolezza che i lavori sono necessari, pensiamo che sarebbe auspicabile, da parte del Comune di Genova, prevedere l’esenzione degli oneri di tassazione locale per compensare il fisiologico calo nell’attività subito dalle piccole imprese della zona». Questa la proposta lanciata da Matteo Rosso, capogruppo di Fratelli d’Italia-AN in Regione Liguria, e da Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova.

«È indispensabile mitigare i danni economici subiti dai commercianti – dicono i due consiglieri – se non vogliamo rischiare che tutto il quartiere della Foce e limitrofi subisca una progressiva desertificazione. I lavori per lo scolmatore del Bisagno dureranno per mesi e mesi: il nostro timore è che alla chiusura dei cantieri ci trovassimo con un bilancio pensante di chiusure di attività commerciali in quartiere strategico vista la vicinanza con la Fiera di Genova che dovrebbe tornare a essere il polmone delle iniziative cittadine di grande richiamo a partire dal rilancio del Salone Nautico. È noto che il peso della fiscalità locale a Genova sia particolarmente gravoso. Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Economia e delle Finanze e ITWorking, diffusi dall’Ufficio studi di Confartigianato, la media del prelievo complessivo, Imu compresa, è di 2.186 euro per addetto. Pertanto, in un quadro generale già di per sé penalizzante per le microimprese genovesi, sarebbe auspicabile che il Comune alleggerisse oneri e disagi dei commercianti coraggiosi che ancora resistono e costituiscono un presidio sociale nella zona del cantiere del Bisagno».

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