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Nuovi acquisti e gradite conferme | Nel cuore della difesa: Terzi & Piccolo

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Terzi e Piccolo – Foto e Grafica SpeziaCalcioNews 

Parte la nuova Rubrica "Nuovi acquisti e gradite conferme" che analizzerà ruolo per ruolo un acquisto ed una conferma. Si parte dalla difesa con le interviste a Claudio Terzi ed a Felice Piccolo.

LA SPEZIA – Un nuovo assetto ai vertici della società e un mercato estivo ben gestito: così è nato, tra la Val Gardena e il Golfo dei Poeti, il nuovo Spezia di Nenad Bjelica. Da Giugno ad Agosto la società aquilotta si è mossa sul mercato mantenendo le promesse fatte alle fine della scorsa stagione: gran parte del gruppo formatosi durante il campionato passato è stato confermato e sono stati inseriti nella rosa nuovi elementi, che hanno alzato il tasso tecnico della squadra.

Proprio di questo parleremo nella nostra rubrica “NUOVI ACQUISTI E GRADITE CONFERME“, nella quale analizzeremo ruolo per ruolo due giocatori, uno arrivato durante la sessione estiva del mercato e uno rimasto dalla scorsa stagione. Il nostro viaggio all’interno della rosa aquilotta parte dal centro delladifesa: in questo capitolo andiamo a conoscere meglio Claudio Terzi e Felice Piccolo.

Iniziamo proprio dal nuovo centrale, Claudio Terzi: il difensore milanese classe ’84, ha militato in squadre importanti come BolognaSiena e Palermo ed è arrivato allo Spezia durante questa sessione estiva di mercato.

Sei stato accostato allo Spezia in diverse sessioni di mercato e quest’estate si è concretizzato il tuo arrivo. Quali sono stati i motivi che ti hanno spinto ad accettare e quelli che ti hanno allontanato in passato? “Sinceramente già a gennaio, quando c’era stato il primo contatto, io volevo venire allo Spezia; il Palermo però non mi ha lasciato partire perché servivo a Iachini: il mister voleva che finissi il campionato, infatti poi mi ha dato spazio in serie A. Io non ho insistito più di tanto perché avevo un contratto con il Palermo e volevo rispettarlo, anche se la mia volontà era quella di venire via. Poi quest’estate si è ripresentata l’occasione e sono stato felice della chiamata di Budan: il Palermo mi ha lasciato libero di fare la mia scelta e così sono arrivato finalmente allo Spezia“.

Ti ha sorpreso ricevere poco dopo il tuo arrivo la fascia di capitano?Diciamo che non me lo aspettavo, però sono molto contento ed è un grande onore per me indossarla. Spero di riuscire a dare ai miei compagni il massimo fino a quando porterò la fascia, non so se quando rientrerà Piccolo sarà lui il capitano; comunque io farò del mio meglio per onorare questo ruolo“.

Hai vestito maglie di squadre importanti e giocato in serie A. Che ambiente hai trovato allo Spezia a livello di gruppo, strutture e società?Ho trovato un gruppo fantastico e sinceramente non mi aspettavo che sarebbe stato così facile inserirsi; non è mai semplice per un calciatore ambientarsi in una squadra nuova, invece sia io che gli altri innesti del mercato estivo ci siamo trovati subito a nostro agio e stiamo facendo buone prestazioni: il merito dei nostri compagni che sono qui da più anni è quello di averci fatto sentire a casa. La società è molto solida, cosa fondamentale per poter lavorare con tranquillità. In più ci vengono messe a disposizione strutture di buon livello come il C.S. “Bruno Ferdeghini” e il C.S. di Follo dove ci alleniamo su due campi tenuti davvero bene“.

Qual è la tua impressione di Bjelica, mister straniero da poco nel calcio italiano? Trovi similitudini con allenatori con cui hai avuto modo di lavorare? “Mi sono trovato da subito molto bene con Bjelica: è una persona diretta e anche se a volte è duro, lo apprezzo molto perché dice sempre a tutti le cose come stanno, caratteristica positiva in un mister. Come allenatore è molto preparato e mi piace molto il suo modo di lavorare insieme a tutto lo staff; per quanto riguarda le somiglianze, è difficile trovarle, perché ogni allenatore ha i suoi metodi e il proprio carattere, quindi non saprei“.

Il mister ti ha definito in più di un’occasione un “uomo di grande personalità”, ma in squadra sono molti i leader: come gestite questa situazione nello spogliatoio? “Non è difficile da gestire perché siamo un gruppo fantastico: è vero, ci sono diversi leader, ma la cosa fondamentale è che siamo tutti bravi ragazzi e maturi, quindi sappiamo quando stare al nostro posto e quando c’è bisogno di supportare la squadra“.

Da giocatore esperto, che idea ti sei fatto dei giovani presenti in rosa?Ci sono giovani molto interessanti: per esempio Acampora, che ha giocato a Livorno e ha fatto subito bene, ma anche Ciurria, appena rientrato dall’infortunio. Per il futuro penso che lo Spezia sia coperto, poi la società sta lavorando molto bene a livello di settore giovanile, quindi non c’è assolutamente da preoccuparsi“.

Felice Piccolo, difensore classe ’83, vestirà la maglia bianca per la seconda stagione. L’esperto centrale campano, nella scorsa stagione è tornato in Italia dopo l’esperienza al Cluj in Romania, con cui ha ottenuto diversi successi.

Rispetto allo scorso anno siete stati confermati tu e Valentini e sono arrivati Postigo e Terzi: come giudichi il gruppo dei centrali difensivi in rosa rispetto allo scorso anno? “I due nuovi acquisti hanno portato molta esperienza in più: Sergio era capitano in Spagna e anche Terzi lo è stato. Comunque anche chi è andato via, lo scorso anno aveva fatto molto bene come Ceccarelli, Datkovic e Bianchetti; quest’anno abbiamo cambiato qualcosa in caratteristiche, non diminuendo il valore generale dei centrali difensivi“.

L’anno scorso non avete avuto un preparatore atletico, mentre quest’anno è arrivato Martin Mayer. Cosa è cambiato nei metodi di allenamento? “Semplicemente ha aggiunto qualcosa in più rispetto a quello che c’era già; partendo dalle basi umane posso dire che Martin è una persona eccezionale, che pensa in primis al lavoro e quando si ha a che fare con professionisti così, ti viene solo voglia di fare altrettanto. Martin, insieme a René, lavorano all’unisono e non lasciano mai nulla al caso“.

In che cosa è cambiato lo Spezia rispetto allo scorso anno? Penso ci siano stati dei miglioramenti? “Questo lo vedremo solamente alla fine del campionato: sicuramente con la conferma di gran parte del gruppo dello scorso anno e l’arrivo dei nuovi, fanno solo bene alla squadra. Però abbiamo visto anche negli anni precedenti, soprattutto qui allo Spezia, che i nomi non fanno la differenza, quindi ci sarà da lavorare“.

Hai giocato in squadre importanti e ad alti livelli, trovi delle affinità tra questo Spezia e le squadre in cui hai militato e con le quali hai ottenuto buoni risultati? “Ho giocato insieme a calciatori che mi dicevano “buongiorno e buonasera” e hanno portato la squadra ad ottenere ottimi risultati, vincendo dei campionati, però sinceramente non mi sono mai trovato in un gruppo così unito come quello che c’è quest’anno allo Spezia. Ogni anno, ogni gruppo e ogni spogliatoio sono a se: nel momento in cui combaciano tante cose, si può fare la differenza“.

Lo scorso anno avevi il numero 31, quest’anno hai preso il 13: questo numero ha un significato particolare per te? “Il numero 13 mi ha accompagnato in tutta la mia carriera, dalla Juventus al Cluj, quindi quest’anno ho preferito avere questo; nella scorsa stagione, per rispetto nei confronti di un giocatore come Ciurria, non l’ho preso, ma ad inizio campionato io e Patrick ci siamo fatti una promessa, speriamo che questa promessa porti bene“.

Giulia Lorenzini – © Riproduzione Riservata
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