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VIRTUS LANCIANO – SPEZIA 0 – 0 | La noia e Baracani inchiodano le Aquile

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Dura di fatto un tempo la partita tra Virtus e Spezia: nei secondi 45 minuti manca l'affondo decisivo, ma pesa un evidente tiro dagli undici metri non concesso dal direttore di gara.

LANCIANO – Dopo la sbornia di Livorno, ancora una trasferta per le Aquile, impegnate nell'ostico "Biondi" di Lanciano. Obiettivo tre punti per i ragazzi di Bjelica, chiamati alla quarta vittoria consecutiva, la terza fuori casa, in quella che è la sesta giornata del campionato cadetto.

Dopo i fatti del Picchi, trasferta vietata per i tifosi aquilotti, costretti dunque ad osservare in tv lo Spezia formato trasferta che vede tra i pali Chichizola, linea difensiva a quattro composta da Martic, Postigo, Terzi e Migliore, centrocampo a tre con Brezovec, Juande e la novità Canadjija e il trio d'attacco composto da Catellani, Calaiò e Situm. In panchina Nenè.

Risponde Mister D'Aversa con uno speculare 4-3-3, con Casadei in porta, Pucino, Aquilanti, Amenta e Mammarella in difesa, Ze Eduardo, Bacinovic e Di Cecco sulla mediana, Di Francesco, Ferrari e Di Matteo a comporre il reparto offensivo.

Arbitro dell'incontro il Signor Baracani della sezione di Firenze. Al suo fianco, gli assistenti Pentangelo e Di Salvo, con Illuzzi quarto uomo.

E' il nono confronto tra le due formazioni: il bilancio dice cinque pareggi, tre vittorie dello Spezia e nessuna della Virtus.

LA PARTITA

Nove secondi e subito il Lanciano crea un'occasione con Ferrari, che però non riesce a dare forza alla propria conclusione, favorendo l'intervento di Chichizola.

E' la formazione di casa a fare la partita in avvio: al 5' ci prova Mammarella, ma il tiro del capitano rossonero viene deviato provvidenzialmente in corner dall'intervento di Postigo.

Due minuti più tardi è di nuovo il turno di Ferrari che, imbeccato dalla destra da Di Matteo, non trova di testa la deviazione vincente.

Lo Spezia cerca qualche ripartenza, subendo tuttavia il pressing asfissiante e l'agonismo dei frentani. All'11' Mammarella, dopo aver battuto un corner dalla sinistra, ritorna in possesso palla, scodellando una sfera velenosa per Ferrari, sulla quale però intervengono prima Chichizola e poi Postigo.

Passano i minuti e la partita si fa più equilibrata: al 21' è Brezovec, dopo l'ottimo lavoro di Calaiò e Canadjija, a sfiorare il gol dello zero a uno con una conclusione che colpisce il palo alla sinistra di Casadei.

Risponde la Virtus al 25' con il colpo di testa insidioso di Ferrari, ma ancora una volta Chichizola fa suo il pallone. 120 secondi dopo, è lo stesso Ferrari che non concretizza a tu per tu con l'estremo difensore, sprecando così una clamorosa palla gol. Sugli sviluppi, cross di Pucino, colpo di testa di Ze Eduardo e pallone che si spegne a lato.

Alla fine di una prima frazione di gioco caratterizzata da fiammate, splendida azione corale dei bianchi, con Catellani che, dopo uno scatto sulla sinistra, cambia gioco per Calaiò, il quale a sua volta mette in mezzo per l'accorrente Canadjija, sfortunato nel trovare di testa la super risposta di Casadei.

Questa di fatto l'ultima occasione dei primi 45 minuti.

Alla ripresa il copione non cambia, con il ritmo blando assoluto protagonista del match. Per una timida occasione bisogna aspettare il 10', quando è Martic a tentare la conclusione di prima intenzione da fuori area, calciando tuttavia ampiamente sul fondo.

Decisamente più pericoloso, invece, il tentativo al volo di Brezovec, terminato però sul volto del ben appostato Aquilanti.

Tra gli sbadigli generali, al 22' fiammata di Catellani che, dopo aver rubato il tempo a un disattento Aquilanti, serve il pallone a Calaiò il quale viene atterrato in area da Bacinovic, ma secondo Baracani è tutto regolare. Chiare, però, le immagini dei replay: l'intervento del numero 8 ex Palermo era da sanzionare con la massima punizione.

E proprio per il fallo subito, Bjelica deve mettere mano alla panchina, sostituendo l'acciaccato Calaiò per Nenè. Dentro anche Kvrzic ed Errasti, fuori Catellani e Canadjija. Cambi anche per D'Aversa che cerca forze fresche, gettando nella mischia gli attaccanti scuola Lazio e Juve Crecco e Padovan, al posto di Di Matteo e Ferrari. In campo per gli ultimi minuti anche Paghera, che rileva Bacinovic.

Sul finire di gara, il neo entrato Crecco va vicino al gol del vantaggio, non concretizzando in area un pallone allontanato malamente da Postigo.

A nulla servono i cinque minuti di recupero concessi dal direttore di gara: la partita non si sblocca, terminando con uno scialbo zero a zero.

Quinto risultato utile consecutivo per le Aquile, che recriminano il palo colpito da Brezovec nel primo tempo e soprattutto il rigore non concesso dal Signor Baracani per l'evidente fallo di Bacinovic ai danni di Calaiò.

I ragazzi di Bjelica, attesi ora dalla sfida casalinga contro la Ternana, salgono a quota undici in classifica, fallendo l'aggancio al Cagliari, sconfitto sul campo di Pescara.

Andrea Licari

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