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Prevenzione dal dissesto idrogeologico | Consorzio universitario per la Geofisica

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LA SPEZIA – Continuano i “voli pilota” finalizzati allo studio e al monitoraggio dei versanti più delicati della provincia spezzina attraverso le nuove tecnologie di ricognizione areale utili soprattutto a seguito dei frequenti eventi alluvionali degli ultimi anni. Allo scopo è stato utilizzato un drone di nuova generazione, equipaggiato con macchina fotografica da 36 milioni di pixel.


L’iniziativa è realizzata dal Consorzio Universitario per la Geofisica della Spezia grazie ai fondi comunitari reperiti nell'ambito del progetto Synergie, p.o Italia Francia marittimo, di cui capofila è la provincia di Lucca e partners, al fianco del Consorzio, le Province della Spezia, Massa Carrara, Sassari e la Provincia francese Oehc Corse.


Ai rilievi  effettuati a cavallo tra Luglio e Agosto scorsi sulla falesia della Marinella di San Terenzo, nel comune di Lerici,  e sulla frana di Punta Corvo, nel comune di Ameglia, si sono aggiunti  una porzione del sentiero che da Fossola conduce a Monesteroli, all’interno del Parco delle Cinque Terre (comune di Riomaggiore) e la frana della Ripa (Comune di Vezzano Ligure), insistente sulla strada provinciale di collegamento strategico tra bassa val di Vara e Val di Magra, la cui chiusura è attualmente al centro delle cronache locali.


Le attività di elaborazione foto/video, coordinate dal geologo Paolo Petri, responsabile della parte tecnica e membro del Cda del Consorzio, permetteranno di creare fotogrammetrie e rilievi topografici 3D, base di partenza per un progetto di prevenzione e monitoraggio dei versanti della fascia costiera più a rischio.  A tal fine, i risultati delle analisi sono messi gratuitamente a disposizione dei Comuni  e degli Enti pubblici interessati.


Il vice presidente del Consorzio, l'ingegner Ettore Antonelli, ringraziando le amministrazioni comunali per la fiducia e la collaborazione prestata, sottolinea “quanto sia importante raccogliere ogni opportunità che la tecnologia offre al fine di studiare, prevenire e mitigare i rischi legati al tema del dissesto idraulico e idrogeologico. Per questo il progetto Synergie diventa un canale di comunicazione e conoscenza nell'ambito della protezione civile e dello studio del territorio”.

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