laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Il commento | Buon senso o repressione?

Più informazioni su

Sciarpata dei tifosi spezzini a Livorno – Foto Patrizio Moretti 

Se la repressione nei confronti della nostra tifoseria continuerà ad avere la meglio sul buon senso, si farà un danno al nostro calcio, alle nostre ambizioni… 

LA SPEZIA – Scomodando uno degli aforismi su cui si fonda la filosofia del Diritto, “La legge nel suo essere creata ha un lato negativo, vive nel nichilismo, in quanto nasce da una imperfezione, da una mancanza. Dove non vi è “buon senso”, lì vi è la legge”.

Ma esistono tanti, forse troppi esempi in cui il buon senso muore nella stessa idea di una legge che diventa discrezionale, valevole caso per caso, episodio per episodio e, tanto peggio, persona per persona.

Anche dove esiste legge, o proprio “in quanto” esiste legge, dovrebbe vigerebuon senso al suo interno o intorno ad essa.

E là dove una legge può rischiare di penalizzare troppo un determinato fatto e un determinato “reo”, allora dovrebbe subentrare il buon senso di chi deve far valere una legge e i suoi cavilli.

Quel buon senso dato anche dalla discrezionalità, talvolta sacra, di chi deve farrispettare le norme e giudicare ogni singolo episodio.

Ecco, quel che manca.

La trasferta di Livorno non ha vissuto attimi di tensione pre e post gara, fuori o dentro lo stadio e tanto meno nelle diverse stazioni che hanno visto la sosta o il passaggio dei tifosi spezzini.

Si parla di qualche episodio isolato, tutt’altro che di grave entità, di cui si sarebbero resi protagonisti un pugno ristretto di tifosi (?) al cospetto di 1.200/1.300 persone partite alla volta della città toscana.

Una trasferta che si presentava insidiosa dal punto di vista dell’ordine pubblico, per ovvi motivi, e che è finita per incendiarsi solo nei cori delle due tifoserieopposte, ad un centinaio di metri di distanza l’una dall’altra.

Ecco perché, prima di vietare trasferte e di confermare a maggior ragione ivecchi divieti nelle partite casalinghe (parliamo di centraline, striscioni, tamburi e megafoni) ci sarebbe un gran bisogno di chiarezza e di buon senso.

Un tavolo tra le “parti” pare impossibile, ma un coinvolgimento e una presa diresponsabilità maggiore da parte di chi gestisce la curva e i gruppi organizzati può essere possibile, come accadde negli anni di Zanoli e di Ruggeri, quando la tifoseria spezzina diede grandi esempi di crescita e di correttezza rispetto al suo travagliato passato.

Una tifoseria che, nel suo insieme, da tanti anni non presenta macchie o tracce di episodi particolarmente violenti.

Da chi debba partire tutto questo non lo sappiamo, ma auspichiamocertamente un “incontro” quanto mai definitivo ed esaudiente.

Prima di ulteriori divieti, di altri rischi assurdi di Daspo e di nuovi scioperi del tifo, cerchiamo una soluzione quanto mai condivisa tra societàgruppi organizzati e questura di questa città.

A tal proposito, crediamo che restare in silenzio, seppur per un breve tratto di partita, nella prossima gara casalinga sia totalmente inutile e in partedannoso per la squadra; si potrebbero trovare altri e più efficaci metodi di protesta?

Un incontro e chissà, magari un periodo “di prova”, dopo il quale si tireranno le somme per una sentenza senza appello circa la correttezza di tutta unatifoseria, e le conseguenti restrizioni da elargire.

Perché il calcio, che già è ferito profondamente, non può continuare asanguinare laddove batte il cuore del suo stesso essere, nel suo pubblicoappunto.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it

Più informazioni su