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L’accademia del Gusto certifica i piatti «Mitici» delle Cinque Terre

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MONTEROSSO – Parte da Monterosso la sfida per certificare i piatti tipici delle Cinque Terre. Alla presenza del sindaco Emanuele Moggia l'Accademia del Gusto ha fatto sosta nel Parco Nazionale delle Cinque Terre nel ristorante Ciak. Il patron del locale soprannominato “Ciak” ha raccontato la sua cucina a base di pesce cucinato secondo la tradizione locale. Nonostante le diverse tendenze del momento è sempre rimasto fedele alle origini senza mai cedere a chi richiede
una cucina globalizzata. Presenti alla serata accademici e amici tra gli altri il direttore di Cronaca 4 Gianpaolo Battini, il direttore di Confartigianato Giuseppe Menchelli, l'Ammiraglio Giuseppe Celeste, Mario Santi, Diego Carpitella, Caterina Gatti, Elena Esposito. Molti gli stimoli offerti agli Accademici nel menu: polpo con patate, pignolini o acciughe allo "scabeccio", pesce spada marinato, acciughe salate di Monterosso, acciughe marinate, cozze ripiene, acciughe fritte ripiene, risotto alla marinara, ravioli di pesce con sugo di gamberetti; pescato del giorno alla ligure, sciacchetrà con cantuccini. 

“I piatti tipici e "mitici" – ha spiegato il Presidente dell'Accademia del Gusto, Nicola Carozza – sono quei piatti, senza troppe rivisitazioni, capaci di trasmetterci delle sensazioni, non solo per le caratteristiche del cibo, ma per quello che i piatti ci comunicano, come il ricordo, le testimonianze e il collegamento tra quello che si assapora e con chi quel cibo lo faceva”. L’Accademia del Gusto proseguirà la sua ricerca nei prossimi mesi anche negli altri borghi delle Cinque Terre per indagare la storia e le tradizioni dei borghi arroccati sul mare. Mentre l’Accademico Umberto Sommovigo ha spiegato
che “il borgo di Monterosso è famoso soprattutto per la pesca e la salagione delle acciughe, il mare infatti grazie a una diversa salinità conferisce al pesce azzurro un gusto particolarmente equilibrato”.

Infine l'Accademica Gloria Belloni ha parlato da ingegnere dei muretti a secco "che hanno modellato la verticalita? dei pendii creando tanti piccoli appezzamenti di terra sostenuti ognuno da un muretto a secco, ideali per la coltura della vite, dell’ulivo e degli agrumi".

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