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Mettiamoci la faccia | Artisti della città al museo

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10 ottobre – 21 febbraio al CAMeC, Centro Arte Moderna e Contemporanea

LA SPEZIA – L’assessorato alla cultura del Comune della Spezia – su iniziativa  dell’assessore stesso Luca Basile – ha lanciato circa sei mesi fa un progetto di MAPPATURA degli studi d’artista presenti in città. Infatti è sentire condiviso che alla Spezia esista un forte ambiente culturale – attivato non solo dalle istituzioni ma anche grazie a spinte private – che necessita di essere messo a sistema nella direzione di una regia unica. In tal senso, dopo gli Stati generali dell’arte, il Forum Cultura dedicato alle arti visive ha prodotto l’idea del monitoraggio degli artisti presenti in città. Ne è nato un comitato scientifico – composto da Luca Basile, Cinzia Compalati (curatore della mostra), Valerio P. Cremolini, Enrico Formica, Marzia Ratti e Francesco Vaccarone – che ha così selezionato una rosa di sette fotografi di generazioni e formazioni diverse – Bianca Boriassi, Elena Brangi, Ekaterina Buscemi, Stefano Lanzardo, Andrea Luporini, Francesco Tassara, Ilaria Zappelli – per documentare i primi 25 studi d’artista.

Questo reportage – da considerarsi progetto pilota di una più ampia compagine – ha dato vita alla mostra fotografica Mettiamoci la faccia. Artisti della città al museo – felice titolo ideato da Enrico Formicache apre al piano zero del CAMeC il 10 ottobre in occasione della XI edizione della Giornata del contemporaneo promossa da AMACI. L’obiettivo è quello di farlo diventare un appuntamento a scadenza periodica che proponga ad ogni edizione fotografi e studi d’artista differenti della nostra città.

In questa prima rassegna sono stati ‘mappati’ gli studi di Fernando Andolcetti, Mirko Baricchi, Pietro Bellani, Renzo Borella, Roberto Braida, Moreno Carbone, Cosimo Cimino, Elisa Corsini, Alessio Guano, Giuseppe Gusinu, Enrico Imberciadori, Leona K., Fabrizio Mismas, Carlo Moggia, Nicola Perucca, Maurizio Rodighiero, Danilo Sergiampietri, Vittorio Sopracase, Stefano Tassara, Sergio Tedoldi, Giuliano Tomaino e Francesco Vaccarone. Accanto a questo impaginato di natura più paratattica, si inseriscono tre special project:

–       il primo è quello ideato da Jacopo Benassi e Lorenzo D’Anteo che hanno scelto di non posare nel proprio studio bensì in quello ‘chiuso’ che fu di Manlio Argenti. La boutade permette di aprire un altro campo d’indagine estremamente interessante che invita alla mappatura non solo degli studi attivi in città ma anche di quelli che lo sono stati nel passato

–       il secondo è di Maria Grazia Cantoni che – con un gesto di natura artistica e non documentaristica – si è fotografata con il suo Iphone mettendo a nudo le potenzialità estetiche della bassa risoluzione poiché superando il linguaggio illustrativo per arrivare ai dati percettivi dell'immagine avvia la costruzione di una trama rifondata in base a categorie spaziali

–       infine Social Wall vuole essere il muro che – in maniera ossimorica – abbatta le barriere e funga da diaframma permeabile tra la città e il suo museo. Tutti gli artisti della città – anche in vista di una seconda edizione – sono invitati a fotografare una propria opera e ad appenderla su questa parete
 
Negli altri spazi del museo proseguono le mostre:
–       PIANO UNO Dal disegno al segno, da Fattori a LeWitt  fino al 5 giugno 2016
–       PIANO DUE Omar Galliani. A Oriente   fino al 15 novembre 2015

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