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Approvato nuovo Piano Comunale Organizzazione Sistema Impianti per Teleradiocomunicazioni

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Il vice sindaco Cristiano Ruggia: Un nuovo strumento di governo del territorio, dopo dieci anni, più salvaguardia paesaggistica, naturalistica e storica, più governo degli impianti, delocalizzazione di fatto degli impianti presso gli abitati di Bersedo e Contra che hanno già datato tanto, disciplina anche degli aspetti di arredo urbano.

LA SPEZIA – Lunedi 28 settembre il Consiglio Comunale della Spezia ha approvato il nuovo “Piano Comunale di Teleradiocomunicazione” che costituisce uno strumento innovativo, rispetto al precedente datato 2005, in quanto rovescia la prospettiva di gestione territoriale dei relativi impianti. Mentre infatti nel precedente strumento, venivano individuati specificamente i siti attribuiti alle singole compagnie, nella nuova stesura si è partiti da un’impostazione pianificatoria vera e propria, basata su un sistema di regole che riconosce i diversi gradi di sensibilità ambientale e paesaggistica del territorio come elemento normativo di riferimento per le installazioni, così come per la dismissione di alcuni impianti – segnatamente radiotelevisivi – la cui attuale collocazione è in contrasto con i valori storico-ambientale dei relativi siti.
 
Il Vice Sindaco e assessore alla pianificazione territoriale della Spezia Cristiano Ruggia precisa, infatti, che il piano si qualifica espressamente come piano urbanistico-paesaggistico, poiché le più specifiche verifiche di sostenibilità ambientale relative alla concentrazione delle emissioni elettromagnetiche delle future installazioni sono comunque demandate agli enti preposti (ASL, ARPAL) in sede istruttoria dei relativi singoli interventi, con la necessaria valutazione degli effetti cumulativi rispetto alla situazione esistente.
 
In quanto tale, pertanto, il nuovo strumento prende in esame i principali elementi di qualità paesistico-ambientale della città e del territorio con lo scopo di preservarne la qualità: la nuova zonizzazione tiene conto delle diverse componenti paesistiche, ambientali e territoriali.
Operando in una prospettiva che privilegi la salvaguardia del paesaggio urbano ed extraurbano, queste componenti sono state identificate nel sistema insediativo storico: centri, nuclei, tessuti e aggregati storici, edifici isolati di valore storico-architettonico, emergenze e complessi di valore storico e paesistico; In questi casi la realizzazione di interventi può ritenersi ammissibile a condizione che gli stessi non determinino alterazioni significative di questi stessi valori, garantendo la salvaguardia degli stessi prescrivendo specifici limiti e accorgimenti mitigatori, e descrivendo i criteri di compatibilità e le modalità di inserimento ambientale degli interventi.
I titoli abilitativi di installazione dovranno essere corredati da idonei elaborati progettuali che dimostrino, anche con fotoinserimenti, il rispetto delle presenti norme.
 
Invece per quanto concerne il sistema delle percorrenze storiche: gradonate e sentieri nelle aree extraurbane, dorsali urbane nel tessuto urbano centrale; il sistema vegetazionale e del verde urbano: le aree coltivate che sostituiscono il connettivo del paesaggio culturale della collina, le aree boscate di particolare valore ambientale, i giardini storici; le emergenze naturali e archeologiche come le grotte e gli altri siti di interesse storico – archeologico.
In queste aree e sistemi ad elevata sensibilità a differenza dei precedenti, l’interferenza degli interventi viene valutata come negativa e non mitigabile, determinando pertanto l’esclusione della possibilità di installazione entro fasce territoriali e distanze opportunamente dimensionate.
 
Infatti le nuove installazioni NON sono ammesse:
nell’ambito dei corridoi paesistico-ambientali definiti dal regime ISMA – CPA di cui all’Art. 49/ter delle Norme di attuazione del Piano territoriale di coordinamento paesistico;
Entro il perimetro di giardini storici o territori non insediabili di particolare valore paesistico ambientale, fatto salvo il caso in cui le stesse siano ricomprese in aree SIC, per cui valgono le norme del precedente punto 1;
Entro una fascia di 150 metri da grotte, cavità sotterranee, e manufatti di interesse storico-archeologico;
Entro una fascia di 30 metri dai corsi d’acqua.
Entro una fascia di 150 metri dal tracciato identificato come “Arco dell’dell’Alta Via del Golfo” e della Dorsale Collinare;
Entro un raggio di 100 metri dai sentieri identificati come “Frecce dell’Alta Via del Golfo”;
Entro una fascia di 50 metri dagli altri percorsi di interesse storico-ambientale;
 
Inoltre il territorio del Parco Nazionale delle Cinque Terre, le aree facenti parte dei Siti di Interesse Comunitario e gli edifici monumentali hanno tutele dirette e quindi saranno i singoli enti ad esprimere il parere di merito, comunque ovviamente si tratta di un’ulteriore tutela del territorio.
 
Come si è già rimarcato, il piano prevede anche siti di vera e propria dismissione degli impianti: il Forte Parodi, per il quale si prevede la liberazione dalle attuali antenne al fine di una ridestinazione nell’ambito del turismo verde nel contesto del previsto “Parco della Collina”; l’abitato di Bersedo, Contra il cui tessuto storico è da tempo occupato da una serie di impianti radiotelevisivi incompatibili con la natura storica stessa dell’insediamento.
La norma, limitando per tali casi di incompatibilità gli interventi alla manutenzione ordinaria, di fatto interdice il potenziamento degli stessi, rendendo necessaria la delocalizzazione in altri siti.
 
Inoltre i nuovi impianti devono, preferibilmente, essere situati su immobili di proprietà pubblica, in area industriale e portuale: qualora tale eventualità fosse percorribile, eventuali scelte alternative devono essere tecnicamente giustificate, privilegiando in ogni caso le migliori localizzazioni che, sia pure garantendo le necessità gestionali, assicurino la minimizzazione dell’esposizione ai campi elettromagnetici e la riduzione dell’impatto visivo.
 
Non è consentita l’installazione di impianti di teleradiocomunicazioni su siti particolarmente sensibili quali: scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, nidi e strutture similari che accolgano l’infanzia, ospedali, case di cura e di riposo, ogni presidio di carattere socio – sanitario, carceri.
 
Da ultimo anche un aspetto di arredo urbano la questione degli “armadietti” che con l’avanzare delle richieste di questo tipo si servizio rischiavano di proliferare in modo disordinato, a tal proposito l’art. 9 prevede che :
 
Negli ambiti di conservazione del PUC e nelle zone A e B individuate dal Piano del Commercio si prescrive l’interramento dei cabinet di telefonia e di ogni tipo di armadietto tecnologico per linee internet, telefonia fissa e ogni altro dispositivo di telecomunicazione. Potranno essere valutati, in caso di accertata impossibilità all’interramento, soluzioni alternative compatibili con gli elementi di valore storico architettonico del contesto.
 Al di fuori delle zone sopra citate, verrà valutata caso per caso la collocazione di detti impianti con particolare attenzione a:

– non creare ostacolo al traffico veicolare e a restringimenti di marciapiedi e carreggiate
– evitare l’accumulo di più armadietti ove già presenti
evitare la collocazione in adiacenza a ringhiere, cancellate, palazzi di valore architettonico fronti di pregio o anche solo se limitanti la visuale. Potrà essere prescritta la colorazione in tinta ove necessario per una migliore integrazione nel contesto di inserimento.
 
Un nuovo piano, conclude Ruggia, dopo quello del paesaggio urbano, il regolamento edilizio che assieme al regolamento del verde che penso entro l’anno potrà entrare in vigore, e la revisione del puc in corso costituisce un altro strumento importante per il governo del territorio. Con questo piano si tutelano gli aspetti paesaggistici, monumentali e naturalistici del territorio comunale e si individua un percorso che porterà alla dismissione degli impianti presso gli abitati di Contra e Bersedo che da anni combattono per la dismissione. Il paino è frutto di un lungo lavoro, oltre agli Uffici voglio ringraziare la II commissione Consigliare con il Presidente Carro e commissari per l’attento lavoro, le Circoscrizioni e i loro presidenti che quando in carica hanno contribuito fattivamente alla stesura del piano. 

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