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L’avversaria: Cesena, tra discese ardite e fugaci risalite

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LA SPEZIA – Su e giù, up and down per dirla all'inglese: si può riassumere con uno dei motivetti più ritmati della storia il cammino sportivo del Cesena, prossimo avversario delle Aquile.

Dalla Presidenza Campedelli sino a quella dell'eterno Lugaresi, i bianconeri non sono mai riusciti a mantenere stabilmente la categoria, guadagnandosi così l'appellativo di ascensore.

L'ultima, cocente, delusione è arrivata proprio l'anno passato, stagione in cui il neopromosso Cesena ha dovuto dire addio alla A dopo un campionato ben al di sotto delle aspettative.

Risolto il contratto con Mimmo di Carlo, i romagnoli si sono affidati a Massimo Drago, reduce dagli ottimi risultati ottenuti sulla panchina del Crotone.

Inutile nascondere che l'obiettivo dei cavallucci sia il ritorno nella massima serie: per farlo ecco una squadra offensiva, schierata in campo con il 4-3-3, composta da un buon mix di esperienza e giovani interessanti.

Tra questi, spiccano i vari Duric, Cascione, Succi, Ragusa, Rosseti e gli ex Spezia Magnusson e De Col.

L'avvio di campionato, nonostante le fisiologiche difficoltà di una squadra appena retrocessa, è in linea con i programmi societari: dopo sette giornate la squadra di Drago viaggia in piena zona play off, a quota 13 punti,  frutto di quattro successi, un pareggio e due sconfitte, l'ultima delle quali rimediata sul campo della capolista Cagliari.

Osservando i numeri relativi ai reparti di gioco, notiamo come l'equilibrio sia la caratteristica principale dei bianconeri, in grado di andare a segno in dieci occasioni, contro le sei in cui la squadra ha subito gol.

Attenzione, infine al fattore "Manuzzi" che ha sin qui regalato ai romagnoli tre vittorie in altrettante gare.

Andrea Licari

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