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Nuovi acquisti e gradite conferme | I “motorini” croati della fascia destra: Martic & Milos

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Martic e Milos – Foto e Grafica SpeziaCalcioNews 

Prosegue la Rubrica "Nuovi acquisti e gradite conferme" che analizzerà ruolo per ruolo un acquisto ed una conferma: oggi spazio ai cursori della fascia con le interviste a Ivan Martic e Mato Milos

LA SPEZIA – Un nuovo assetto ai vertici della società e un mercato estivo ben gestito: così è nato, tra la Val Gardena e il Golfo dei Poeti, il nuovo Spezia di Nenad Bjelica. Da Giugno ad Agosto la società aquilotta si è mossa sul mercato mantenendo le promesse fatte alle fine della scorsa stagione: gran parte del gruppo formatosi durante il campionato passato è stato confermato e sono stati inseriti nella rosa nuovi elementi, che hanno alzato il tasso tecnico della squadra.

Proprio di questo parleremo nella nostra rubrica “NUOVI ACQUISTI E GRADITE CONFERME”, nella quale analizzeremo ruolo per ruolo due giocatori, uno arrivato durante la sessione estiva del mercato e uno rimasto dalla scorsa stagione. Il nostro viaggio all’interno della rosa aquilotta si sposta verso lafascia destra della linea difensiva: in questo capitolo andiamo a conoscere meglio Ivan Martic e Mato Milos.

Partiamo proprio da Ivan Martic, il nuovo terzino destro, arrivato allo Spezia nella sessione estiva di mercato. Il giocatore croato classe ’90, è giunto sulle rive del Golfo dei Poeti, dopo una stagione trascorsa in serie A al Verona e diversi anni di esperienza nel campionato svizzero.

Sei arrivato allo Spezia e hai trovato in squadra molti compagni croati come te; in particolare nel tuo stesso ruolo gioca Milos: il mister in questo inizio di campionato vi sta alternando, come vivi questo dualismo? “Per me avere concorrenza nel mio ruolo è una cosa positiva, mi spinge a dare sempre il massimo. Per ora il mister ci sta alternando: in sette giornate io ho giocato tre partite e Mato quattro, dividendoci quasi sempre tra casa e trasferta; la cosa fondamentale è che sappiamo di poterci giocare il posto e questo ci fa dare sempre il 100%“.

Hai passato lo scorso anno a Verona, una piazza importante della serie A: trovi delle similitudini nell’ambiente e nel calore dei tifosi tra Spezia e la tua ex squadra? “Sono entrambi tifoserie molto calorose, ovviamente quella del Verona è più grande, ma posso dire che anche qui a Spezia si sentono tantissimo il supporto e la vicinanza dei tifosi. In casa abbiamo sempre l’appoggio totale da parte dei nostri sostenitori e grazie a loro posso dire che il “Picco” è un vero fortino; noi diamo il massimo in campo e i tifosi sugli spalti, questo binomio ci porterà lontano“.

Hai giocato per un anno in serie A e hai affrontato le migliori squadre: quale dei tuoi avversari ti ha impressionato di più? “Lo scorso anno ho giocato contro grandi campioni durante la mia stagione al Verona, ma se devo ricordare quelli che mi hanno impressionato di più, faccio i nomi di Dries Mertens e di Juan Cuadrado“.

Di solito giochi terzino destro, ma nella tua carriera hai giocato anche più avanzato: quale delle due posizioni senti più tua, dove riesci ad esprimerti al meglio? “Il mio ruolo è quello di terzino destro, ma ho giocato anche più avanzato: per esempio lo scorso anno a Verona venivo schierato come esterno nel 3-5-2. Anche nella prima parte della mia carriera in Svizzera giocavo in quel ruolo, ma penso di poter ricoprire in egual modo entrambe le posizioni“.

Prima di arrivare allo Spezia, che ambiente ti aspettavi di trovare? Quali sono le tue prime impressioni della città e della società? “Sono molto contento e mi trovo davvero bene qui allo Spezia: la città è molto tranquilla e si sta benissimo. Per quanto riguarda la società posso dire che è davvero seria e ben organizzata: a livello di struttura non trovo alcuna differenza tra lo Spezia e il Verona e questa è una base importante per una piazza che vuole crescere e migliorare anno dopo anno“.

Qual è stata fino ad ora la tua più grande soddisfazione professionale? E la tua annata migliore? “Sicuramente la mia stagione migliore è stata nel 2013/2014 al San Gallo: in quel campionato ho giocato nel Preliminare di Europa League e nel Girone contro grandi squadre come lo Spartak Mosca e il Valencia. Poi dopo l’esperienza in Svizzera c’è stato il passaggio in serie A e per questo posso dire che da tre anni sto vivendo un momento magico“.

Chi è l’allenatore che nella tua carriera ti ha insegnato di più e al quale sei più legato professionalmente? “Devo tantissimo a Uli Forte, il mio primo allenatore al San Gallo: il tecnico di origine italiana, mi ha fatto fare il salto dalle giovanili alla prima squadra e mi ha dato la giusta fiducia, facendomi esordire e giocare con continuità“.
Passiamo ora all’altro protagonista del secondo capitolo della nostra rubrica.Mato Milos, terzino destro classe ’93, è arrivato allo Spezia lo scorso anno in prestito dal Rjieka, dopo l’anno passato a Siena. Durante la passata stagione, il difensore di Pola, si è guadagnato la fiducia di mister Bjelica, collezionando ben 30 presenze con la maglia bianca.

Quest’anno è arrivato il tuo connazionale Martic e il mister vi sta alternando: come vivi questo dualismo con il tuo compagno di squadra?“Ovviamente ogni anno c’è un compagno con cui lottarsi il posto: devo dire che io e Ivan siamo grandi amici, abbiamo un ottimo rapporto e facciamo il nostro lavoro sul campo. Vivo con tranquillità questa concorrenza, perché noi diamo sempre il massimo e sta al mister fare le scelte”.

Lo scorso anno quando hai iniziato a giocare la squadra utilizzava il 3-5-2, poi c’è stato il passaggio al 4-4-2: quali sono i compiti che ti vengono affidati nei due diversi tipi di schieramento e quale preferisci?Si, lo scorso anno ho giocato come esterno nel 3-5-2 e in questo modulo mi trovavo più vicino alla porta avversaria e avevo più possibilità di attaccare. In questo momento giochiamo a quattro dietro e devo dire che mi trovo bene ugualmente: la cosa più importante è l’amalgama che si è creata in squadra e questo ci aiuta a dare il massimo in qualunque posizione del campo“.

Che ambiente hai trovato lo scorso anno quando sei arrivato allo Spezia? Rispetto alla stagione passata secondo te in cosa è migliorata la squadra a livello di elementi presenti nella rosa e a livello di mentalità? “Quando sono arrivato ho trovato un bell’ambiente, ma non ci conoscevamo ancora ed eravamo un gruppo molto eterogeneo anche a livello di provenienza geografica. All’inizio di questo campionato si è vista la crescita della squadra, grazie anche all’innesto di quattro o cinque elementi molto forti, che si sono integrati al meglio nella rosa. In questo processo ha un ruolo fondamentale il nostro mister, che ha permesso tutto questo e ci guida con umiltà e serietà“.

Prima di arrivare allo Spezia sei stato un anno a Siena: quali differenze trovi tra le due città e le tifoserie? “Durante la mia esperienza a Siena ho avuto la grande difficoltà della lingua, quando sono arrivato sapevo dire solo “ciao”! Inoltre ero l’unico croato in rosa, quindi è stato abbastanza complicato ambientarsi, ma nonostante questo ho vissuto un anno importante nella città toscana. Quando sono arrivato allo Spezia ho trovato molti compagni della mia stessa nazionalità e ho migliorato l’italiano; oltre a questo devo dire che qui c’è una tifoseria davvero calorosa e ti fa sentire un calciatore di categoria superiore. Quando entro sul terreno di gioco al “Picco” e sento le parole dell’inno “non siete soli”, mi emoziono e mi vengono i brividi: qui si respira un’atmosfera speciale e io sono davvero orgoglioso di poter vivere queste sensazioni e vestire questa maglia“.

Da giocatore giovane quali insegnamenti stai traendo dai giocatori più esperti presenti in rosa? “Devo dire che tutti i giocatori più esperti aiutano i giovani presenti in rosa, già dalla passata stagione. In particolar modo quest’anno sono arrivati due calciatori molto importanti: Claudio Terzi e Sergio Postigo. Entrambi parlano molto durante le partite e questa è una cosa molto importante per i componenti del reparto arretrato“.

Chi è l’allenatore che nella tua carriera ti ha insegnato di più e al quale sei più legato professionalmente? “L’allenatore a cui devo di più è sicuramente Bjelica: lui mi ha riportato alla vita dandomi la fiducia e la possibilità di giocare con continuità. Devo molto al mister e non posso far altro che ringraziarlo per tutto quello che ha fatto per me e tutto quello che mi ha insegnato: sto vivendo un momento speciale qui allo Spezia e spero che insieme ai miei compagni, sotto la guida di Bjelica, riusciremo a raggiungere grandi traguardi“.

Giulia Lorenzini – © Riproduzione Riservata
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