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Piano Casa Liguria: per il FAI così è inaccettabile

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GENOVA – Il FAI – Fondo Ambiente Italiano giudica grave il provvedimento che la Giunta della Regione Liguria ha approvato ieri per il rilancio dell’attività edilizia.

La premessa appare già discutibile poiché il rilancio dell’economia di una regione come la Liguria non può passare ancora da un forte incentivo al settore edilizio laddove il futuro di questa terra risiede nella proposta di un turismo sostenibile in grado di tutelare e valorizzare il suo patrimonio di arte e natura.

Si comprende la necessità di demolire gli edifici collocati nelle aree a rischio esondazione dei fiumi e di recuperare in generale del patrimonio edilizio, e si comprendono anche le esigenze di semplificare le procedure per dare risposte certe ai cittadini.

Tuttavia, non troviamo in questo provvedimento la giusta risposta a queste necessità tanto che a oggi il Piano Casa così concepito ci pare inaccettabile perché improntato al solo incremento del consumo di suolo, in una regione già molto compromessa dal cemento, al punto di detenere il primato nazionale di territorio urbanizzato nei 10 km di fascia costiera.

È inaccettabile il meccanismo per cui a una demolizione di edifici in aree di esondazione di fiumi o franose corrisponde una ricostruzione con la possibilità di un ampliamento del 50% della volumetria.

È inaccettabile estendere la possibilità di ampliamento dei volumi anche agli edifici condonati, cioè agli abusi edilizi del passato, come invece vietato dalla legge oggi in vigore.

È inaccettabile l’ampliamento di edifici posti all’interno dei Parchi, vietato dalla legge attuale; ed è pericoloso caricare gli Enti Parco della responsabilità di gestire le richieste di questi ampliamenti perché non avranno la forza necessaria per opporvisi.  La nuova norma, elimina di fatto il divieto.

Il FAI ritiene che si debbano maneggiare strumenti di governo del territorio come il Piano Casa con maggiore cautela, soprattutto in una regione in cui mancano importanti piani di tutela e indirizzo, come ad esempio il Piano Paesaggistico o i piani di gestione di alcuni parchi, e dove manca anche una legge sulla riduzione del consumo di suolo, sempre più urgente in Liguria come a livello nazionale.

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