laspezia.cronaca4.it - La Spezia News in Tempo Reale

Il commento | Disfatte e rinascite

Più informazioni su

La squadra saluta i tifosi giunti a Cesena – Foto SpeziaCalcioNews

Occorre essere una grande squadra per resistere alle intemperie degli episodi negativi, per far si che episodi tecnici avversi, uniti ad episodi arbitrali sfavorevoli, incidano poco o solo in parte sul risultato.

LA SPEZIA – Mister Drago avrà di che essere soddisfatto, oggi, dopo il 5-1 rifilato dal suoCesena a quella che da lui stesso è considerata un po’ come una “fuori serie” dagli investimenti ingenti (?) come lo Spezia.

La partita del “Manuzzi” lascia cocci sparsi nella squadra e nella tifoseria, che andranno subito raccolti e risistemati.

Una caduta pesante che fungerà nuovamente da termometro per misurare il grado di forza e di maturità di tutta una piazza e di questa squadra che, per la seconda volta in questo campionato, incappa in un black out pericoloso, fatto di perdita di distanze, di deconcentrazione a tratti e di sfasamento morale.

E dire che si era messa nel migliore dei modi, con quel gol di Postigo da calcio d’angolo che sfrutta una dote importantissima per i ragazzi di mister Bjelica, la palla inattiva.

La gestione del match dopo il vantaggio ha visto tenere abbastanza bene le distanze tra i reparti ma soffrire tremendamente in quella che dovrebbe essere un’altra delle doti principali di questa squadra, il possesso palla.

La pressione quasi costante del Cesena alla ricerca del pareggio è sbattuta più volte contro un grande Chichizola, ed ecco quindi che tutto sembrava mettersi nei binari giusti.

Il vantaggio nella prima frazione di gioco, la squadra di casa affaticata dalla rincorsa che, fino al 45′ minuto non aveva dato frutti, e uno Spezia che presumibilmente sarebbe uscito alla distanza, ai primi cali fisici dell’avversaria.

Niente di tutto questo. Puntuale come un orologio svizzero al 46′ minuto ecco arrivare il gol del pareggio, dopo uno scontro fortuito tra due giocatori ieri in maglia rossa e la palla che beffarda finisce tra i piedi di Garritano appostato a un tiro di schioppo dal portiere spezzino.

Pareggio all’ultimo tuffo, che rimescola completamente le carte in tavola e, quel che più conta, gira l’inerzia della partita e il morale delle due squadre.

Il classico episodio che non ci voleva.

L’inizio del secondo tempo non è che una normale conseguenza di quel gol subito all’ultimo secondo della prima frazione, il Cesena che ritrova fiducia, parte a tutta birra e trova un gol che ribalta in un amen una partita che si era fatta complicata per i ragazzi di Drago.

Parafrasando, in termini però calcistici, una nota frase cinematografica diHumphrey Bogart, “è la serie B, bellezza”.

A suggellare, poi, quei minuti di grande difficoltà tecnica e psicologica sui quali mister Bjelica dovrà lavorare ancora e profondamente, arriva un erroremarchiano di arbitro e guardalinee a regalare espulsione e calcio di rigore a favore del Cesena.

Episodio questo che chiude più che virtualmente il match e racconta tutto del calcio in generale, di questa categoria in particolare, e dei nostri rapporti coifischietti che è vicenda ormai non più da scoprire.

Occorre essere una grande squadra per resistere alle intemperie degli episodi negativi, occorre essere una grandissima squadra per far si che episodi tecnici avversi, uniti ad episodi arbitrali sfavorevoli, incidano poco o solo in parte sul risultato.

Lo Spezia è un’ottima squadra, ma non è, o non è ancora, quel che pensavaDrago alla vigilia del match.

Ha una grande proprietà, è vero, ma non ha fatto investimenti ingenti in sede di mercato e molto probabilmente non è una squadra ammazza-campionato.

Il valore delle squadre di testa, prendendo singolarmente le rispettive rose, si equivale in ogni reparto, a parte forse il Crotone dei miracoli di questo primoscorcio di campionato.

Il Cesena è un’ottima squadra, come lo sono CagliariBari e Spezia; all’interno di questo quadro, ogni domenica può succedere di tutto ed un’ottima squadra può inciampare in una giornata difficile.

Proprio a questo si riferivano gli applausi dei tifosi ospiti diretti alla squadra a fine partita, dopo una “manita” inaspettata e dolorosa.

Resta solo da capire dove, come e quando si potrà realizzare quell’ulterioregradino di crescita che porterà inevitabilmente a compiere quel passo che c’è tra l’essere un’ottima squadra ed essere una “grande” squadra.

Riportare Juande più nel vivo del gioco e del centrocampo potrebbe far meglio al possesso palla di tutta la squadra, mentre la crescita dal punto di vista difensivo dei due esterni bassi appare quanto mai necessaria per dare sicurezza e non permettere facili imbucate.

Lecchiamoci la ferita e ripartiamo immediatamente, c’è tanto margine di crescita e più strada libera di quel che si pensi davanti a noi, in questo campionato.

35 minuti al primo posto, comunque sia, non li dimenticheremo facilmente.

Dennis Maggiani – © Riproduzione Riservata
www.speziacalcionews.it

Più informazioni su