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“Tariffe di riferimento e pagamenti a 30 giorni” le richieste di Confartigianato Trasporti

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LA SPEZIA – L’autotrasporto occupa in Italia e alla Spezia un ruolo centrale nella filiera produttiva ma è troppo spesso considerato marginale. Nel corso di una tavola rotonda dal titolo “La svolta nell'autotrasporto: cosa cambierà per le imprese” organizzata da Confartigianato Trasporti gli autotrasportatori hanno alzato la testa e ritrovato fiducia e protagonismo nell’azione sindacale. “Ci aspetta un autunno caldo – ha spiegato nell'introduzione Nicola Carozza, responsabile Confartigianato Trasporti – con tante partite ancora aperte con il Governo: la categoria chiede una “tariffa” di riferimento che permetta di considerare i costi incomprimibili della sicurezza, l'indeducibilità delle fatture non pagate a 30 giorni, una modifica dell’orario di lavoro e dei tempi di guida che permettano una maggiore flessibilità, controlli alla committenza”. 

Al centro del summit anche il Porto della Spezia e il trasporto container. “Con il progetto ApNet e l’informatizzazione dell'accesso – ha ribadito Maurizio Pozella, Capo Staff Autorità Portuale della Spezia – attraverso l'uso di semplici smartphone gli autisti saranno in grado di effettuare diverse operazioni e comunicare informazioni costanti sul gate; la razionalizzazione della documentazione cartacea e la dematerializzazione dei documenti dovrebbe portare ad una riduzione dei tempi di attesa”. Confartigianato Trasporti nazionale ha voluto misurare la 'febbre' del settore proprio alla Spezia.


“E' necessario puntare – ha illustrato nella sua relazione Sergio Soffiatti, Segretario Nazionale Confartigianato Trasporti – sull'innalzamento degli standard qualitativi e di sicurezza delle aziende di autotrasporto e sull'ottimizzazione della catena logistica attraverso una politica di investimenti strutturali per il rinnovo e l’adeguamento tecnologico del materiale rotabile, valorizzare tale politica anche tramite premialità per quelle imprese che effettuano investimenti tramite reti di imprese, che consentano l’aggregazione su programmi di rinnovo delle flotte ed innalzamento degli standard ambientali, di sicurezza e logistici. Abbiamo poi la partita delle spese non documentate e la necessità di una normativa che protegga dal cabotaggio e dal dumping sociale, non è giusto che le aziende italiane subiscano questa concorrenza sleale”. “Qualora non ci siano risposte convincenti – ha concluso Antonio Marzo, Responsabile Confartigianato settore container – dal Ministro Delrio si dovrà procedere con la proclamazione di un fermo nazionale dei servizi dell'autotrasporto”.

Animato il dibattito nella categoria che sente ancora il peso della crisi e il calo degli ordinativi. Alla Spezia sono circa 300 le imprese iscritte all'Albo autotrasporto ma negli anni 200 hanno chiuso. Pareri contrastanti, tra i camionisti, alcuni invocano il fermo, altri invece chiedono pragmaticamente di aprire tavoli di confronto con le diverse istituzioni. Di certo anche sui tavoli di confronto locali con Ap, terminalisti e spedizionieri non sarà più possibile escludere questa categoria che potrebbe dare filo da torcere.

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