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L’avversaria | Avellino, incertezze e paure di una squadra rimasta ferma… alla «traversa»

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Peggior difesa del torneo, confusione tattica e ultimo posto in classifica. Per la squadra campana la trasferta spezzina è già un crocevia fondamentale

LA SPEZIA – E' il due giugno 2015 e al Dall'Ara di Bologna, nell'incontro valevole la gara di ritorno della semifinale play off, l'Avellino di Massimo Rastelli è in vantaggio tre a due sulla formazione di casa, dopo essere stato superato per una rete nel match d'andata del Partenio. Un solo gol e i Lupi sarebbero in finale. La sfortuna e il destino, amiche spesso inseparabili, però, vogliono che Castaldo, al minuto 93', colpisca una clamorosa traversa, regalando, di fatto, finale e conseguente promozione in A ai felsinei.

Apparentemente digerita la cocente delusione, la squadra del Presidente Walter Taccone ha dovuto subire l'inevitabile partenza di Mister Rastelli, sbarcato in quel di Cagliari. Al suo posto l'esperto Tesser, reduce dalle due salvezze consecutive ottenute con la Ternana.

Mantenuta in larga parte la rosa dell'annata passata, la formazione campana si è inoltre arricchita di preziosi elementi quali Ciccio Tavano, Davide Gavazzi e Roberto Insigne, talentuoso fratello minore di Lorenzo.

In otto partite giocate, però, i fantasmi del passato sono riemersi a galla: ultimo posto, a quota sei, in coabitazione con la neo promossa Como.

Una sola vittoria, tre pareggi e quattro sconfitte lo score dei bianco-verdi, ultimi non solo in quanto a punti ma anche in gol subiti: sono 15, infatti, le occasioni in cui la difesa è stata trafitta.

Meglio il reparto offensivo con dieci reti messe a segno, afflitto però da una Trotta dipendenza, anche se, in realtà, a non funzionare sembra essere il modulo di gioco.

In questi giorni Tesser, fisiologicamente a rischio esonero, sta pensando di accantonare il 4-3-1-2 e il 3-5-2 visti nelle scorse settimane, per fare spazio, invece, ad un classico 4-4-2 o 4-4-1-1. La poliedricità del quartetto Gavazzi – Insigne – Zito – Trotta potrebbe però dar vita ad un 4-2-3-1 completato dalla coppia mediana Jiday – Arini a fare da scudo alla difesa composta da Nica, Rea, Ligi e Chiosa.

L'obiettivo è quello di uscire da La Spezia, città molto gradita ai Lupi, con almeno un pareggio. Buone prestazioni, ma prive di punti, non sono infatti più ammesse.

Andrea Licari

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