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Artigianato in difficoltà: chiude un’impresa al giorno

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Il calo rispetto al terzo trimestre 2014 è stato dello 0,8%. Grasso (Confartigianato): «Il settore soffre ancora: bene i primi passi della Regione Liguria su piano casa e digitalizzazione, ora misure forti per la semplificazione, gli incentivi e il credito»

GENOVA – Frenata dell’artigianato ligure che nel terzo trimestre del 2015 registra 365 micro e piccole imprese in meno rispetto allo stesso periodo del 2014. Secondo gli ultimi dati Unioncamere-Infocamere diffusi dall’Ufficio Studi Confartigianato, con un -0,8% la Liguria perde colpi dopo una timida inversione dei primi sei mesi del 2015: il Trentino Alto Adige è l’unica regione a mostrare un andamento positivo (+0,1%), mentre le aree che registrano valori inferiori al punto percentuale sono il Friuli Venezia Giulia (-0,5%), la Lombardia (-0,7%), la Valle d’Aosta, insieme appunto alla Liguria (-0,8%) e la Toscana (-0,9%). Fanno di peggio Basilicata (-2,9%), Abruzzo (-2,5%) e Sardegna (-2,4%), a fronte di un andamento medio nazionale del -1,4%, pari a circa 19 mila microimprese in meno.
 
A livello provinciale soffre particolarmente La Spezia, con un -1,5% tra terzo trimestre 2015 e stesso periodo del 2014: circa 82 imprese in meno sulle 5.428 totali. Superiore al punto percentuale anche il calo di Savona (-1,2%): saldo negativo di 110 microimprese su un totale di 9.340. A Imperia l’andamento è negativo dell’1%: all’attivo 7.176 realtà, 73 in meno rispetto a un anno fa. Genova “regge” con un -0,4%: 100 imprese in meno su un totale di 23.241 realtà presenti in provincia.
 
«Nel commentare i primi segnali positivi del primo semestre 2015 – spiega Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – avevamo evidenziato la necessità di aspettare una conferma e, purtroppo, la ripresa stenta ancora a vedersi sul medio periodo: i dati dimostrano che c’è ancora molto da recuperare prima di riuscire a riportare l’economia regionale su livelli pre-crisi. Si rendono quindi sempre più urgenti e necessari forti interventi nazionali e regionali a favore dello sviluppo delle microimprese. L’amministrazione regionale ha compiuto alcuni passi importanti in questa direzione, con l’approvazione del piano casa e della digitalizzazione, ma ci aspettiamo una “cura da cavallo” per la semplificazione, gli incentivi e il credito».
 
Il manifatturiero e le costruzioni in Liguria hanno registrato un andamento particolarmente negativo: in un anno il primo settore (7.454 microimprese attive) è calato dell’1,7%, mentre il comparto costruzioni (21.707 realtà) dell’1,2%.
 
Guardando la fotografia provinciale, troviamo il peggior calo manifatturiero a Genova che, con 3.898 imprese attive, ha subito un -2,2% rispetto al terzo trimestre 2014. Alla Spezia si registra un -1,9% con 1.040 realtà attive. Calo superiore al punto percentuale anche a Imperia (-1,1%), dove si contano 1.053 microimprese del settore, mentre a Savona il segno meno è davanti a uno 0,7%: qui le imprese artigiane manifatturiere sono 1.463.
Per ciò che riguarda le costruzioni, un vero crollo si è registrato alla Spezia: -4,4%, 2.291 microimprese attive. Male anche Savona (-1,8%, 4.756 microimprese) e Imperia, che conta 3.716 realtà del comparto, diminuite dell’1,3% rispetto al terzo trimestre 2014. Leggero calo invece a Genova, dove il settore regge con un – 0,2% e conta 10.944 microimprese artigiane.

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