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Veglia Sentinelle in Piedi domenica a Pontremoli

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PONTREMOLI – Oltre cinquanta persone hanno partecipato ieri pomeriggio alla veglia delle Sentinelle in Piedi in Piazza della Repubblica, a Pontremoli. Per un’ora, hanno letto un libro in silenzio, colpendo l’attenzione dei passanti, molti dei quali si sono fermati, per informarsi sulle ragioni del gesto. Le Sentinelle hanno dato una testimonianza pubblica per la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, valore costituzionale e nucleo fondamentale della società.

«Avanza a passi da gigante e in barba ai processi democratici più elementari, il disegno di legge (ddl) sulle cosiddette “unioni civili”, ora incardinato in aula al Senato, perché in Commissione Giustizia era stato fortemente rallentato dagli emendamenti», ha detto il portavoce nel discorso iniziale.


«Il testo equipara al matrimonio le unioni tra persone dello stesso sesso e prevede che uno dei due partner dell’unione possa adottare il figlio biologico dell’altro, privando così il minore del suo diritto a crescere con un papà e una mamma. Proprio attraverso la Stepchild adoption, il ddl apre all’abominevole pratica dell’utero in affitto».

«Il ddl sulle “unioni civili” è un cavallo di Troia per indebolire e infine distruggere la famiglia. Le Sentinelle in Piedi non accettano che questo sia oggetto di mediazione politica. Non c’è compromesso possibile quando a farne le spese sono i più piccoli. Non esiste mediazione con coloro che stanno ostinatamente tentando di annientare l’uomo nella sua natura più intima».


«Siamo qui anche per ribadire e difendere la libertà dei genitori di educare i propri figli, denunciando l'ideologia gender che ormai è entrata nelle scuole. Con il pretesto di combattere le discriminazioni, nelle aule si confondono le menti dei più piccoli violando la loro identità, spiegando loro che chiunque può sentirsi maschio o femmina indipendentemente dal dato biologico e insegnando che non c’è differenza tra madre e padre. È questa la vera discriminazione, che non accetta la differenza tra uomo e donna e svilisce la persona, impedendo la formazione della sua identità. Questa invasione, incominciata da tempo, è ora aggravata dall’articolo 16 della legge sulla Buona Scuola, che fa riferimento all’insegnamento di genere, aumentando la confusione e legittimando quanto denunciamo».


«La resistenza di popolo può fare la differenza. Anche noi qui oggi siamo preziosi per incidere sui percorsi legislativi, e ancor più sul risveglio delle coscienze sopite, che ancora non si sono rese conto di quanto sta accadendo. Prima ancora, siamo qui per tenere sveglie le nostre coscienze, continuamente minacciate dalla mentalità dominante».
«Sappiamo che le contestazioni o le derisioni e i compatimenti non sono che il risultato del grande inganno che queste leggi, insieme alle politiche Lgbt, alimentano: la negazione del dato reale, la presunta contrapposizione tra omosessuali ed eterosessuali. Tale contrapposizione non esiste. Esistono solo uomini e donne e ci rifiutiamo di ridurre le persone in base all’orientamento sessuale»

«Continuiamo allora ad aiutarci ogni giorno ad essere vigili, ad essere sentinelle nella vita quotidiana, a informarci, a tornare alla tradizione che ci ha reso grandi e che ci riempie di una nostalgia operativa, a riscoprire la verità sull'uomo, vivendola, proclamandola e opponendoci alla menzogna, anche se ci emarginassero. Non siamo soli! E l’abbiamo visto anche oggi. Continueremo a riunirci e a vegliare nelle piazze, in un silenzio che solo può sprigionare l’anelito e l’amore alla verità, sempre presenti in ogni uomo, sebbene oggi oppressi dal rumore di un potere invadente».
«Grazie per la vostra perseveranza! Grazie per essere tornati in piazza, per non esservi stancati di dire “sì” alla famiglia e alla natura umana. Grazie per il vostro insostituibile contributo alla battaglia!».

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