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Consegnato il ritratto di papa Francesco

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LA SPEZIA – Lo scorso mese di settembre era stato collocato nel salone “Da Pozzo” del palazzo vescovile della Spezia, il ritratto del vescovo diocesano mons. Luigi Ernesto Palletti, magnificamente eseguito dai fratelli Giorgio e Francesco Plastina, già presenti nella curia quali autori nel 2008 dell’analogo ovale su tavola che ritrae monsignor Francesco Moraglia, patriarca di Venezia dal 31 gennaio 2012.

Mercoledì 21 ottobre u.s. i due pittori hanno consegnato il ritratto di papa Francesco, che sarà disposto a fianco di quelli dei vescovi che da monsignor Giovanni Costantini, e cioè dal 1929, allorché avvenne il trasferimento della sede vescovile da Sarzana, si sono succeduti alla guida della diocesi spezzina. Nella parte alta del salone figurano, infatti, con il primo presule, i vescovi Giuseppe Stella, Siro Silvestri, Giulio Sanguineti, Bassano Staffieri e Francesco Moraglia. I fratelli Plastina costituiscono un collaudato binomio artistico, a cui si deve la realizzazione di importanti tele anche di grande formato, dedicate a suggestive vedute della nostra provincia, nonché di pale d’altare custodite in diverse chiese.
I pittori hanno confermato ancora una volta la loro straordinaria intesa, unitamente all’indiscussa capacità esecutiva nel tradurre sulla tela la fisiognomica pressoché perfetta del nostro pontefice, la cui immagine reale non si discosta in nulla da quella da loro resa pittoricamente.


Il volto sereno e pieno di luce di papa Bergoglio, che da quando è stato eletto al soglio di Pietro indossa sempre l’abituale veste bianca, si staglia sullo sfondo scuro del dipinto, che reca all’insieme una sensazione di plasticità. Per portare a termine il ritratto i due pittori hanno utilizzato vari colori, talvolta miscelandoli tra di loro. Così l’incarnato del volto è l’amalgama di terra di Siena bruciata, rosa carnicino, blu oltremare, giallo limone e bianco; il fondale unisce blu di Prussia e lacca di garanza dalla speciale trasparenza; il bianco di titanio domina la talare su cui poggia la croce pettorale d’argentone.

Valerio P.Cremolini

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